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18/05/2017 - 13:22

La seconda regata velica mondiale per importanza investe sul domani

Giro del mondo, futuro totale

Il nuovo monotipo con cui si correrà il giro del mondo a vela è un monoscafo di 60 piedi con i foil (compatibile con la stazza IMOCA del Vendée), disegno Verdier costruito da Persico. Ma nascerà anche un catamarano volante (l'ennesimo: è stato indetto un bando) di 35-50 piedi per le regate in-port. E poi: nuove tappe (un lungo giro antartico), ecosostenibilità, incentivi "oceanici" in collaborazione con World Sailing, marketing. E si pensa già all'edizione 2023, quella dei 50 anni del giro

 

Uno degli eventi velici più importanti, insieme a Coppa America e Olimpiadi, la Volvo Ocean Race, il giro del mondo in equipaggio, cambia pelle, si rinnova e si potenzia, guarda al futuro, investe su se stessa e quindi su tutti noi. Vediamo cosa è emerso nella presentazione trasmessa in diretta (anche su Saily) d Goteborg e guidata dal CEO Mark Turner.

Gli organizzatori della Volvo Ocean Race hanno svelato oggi una serie di novità importanti che contribuiranno a creare la regata più dura nel mondo della vela professionistica e ad aumentare l'appeal dell'evento che da oltre 44 anni non cessa di esercitare un grande fascino su velisti, sponsor, città sedi di tappa e, soprattutto, sui fan in tutto il mondo

La prossima edizione della Volvo Ocean Race (che partirà da Alicante il 22 ottobre 2017 e visiterà 12 località sede di tappa in tutti in continenti, per oltre 46.000 miglia (83.000 chilometri) per finire a L'Aja, in Olanda, a giugno 2018) si correrà con nuove barche, due per la precisione: le tappone oceaniche con un one-design monoscafo di 60 piedi con i foil, e le regate in-port tra le boe con nuovi (!) cat sempre foileggiante. Le altre novità le potete leggere in questo servizio. Ma le prime impressioni da sottolineare sono queste.

1) Niente trimarano oceanico a foil, come qualcuno attendeva da Verdier. Aveva ragione Iker Martinez, da noi intervistati pochi giorni fa a Riva del Garda. Il passaggio al multiscafo sarebbe stato un cambiamento genetico eccessivo per il giro. Lasciamo ai super multiscafi per ora il palcoscenico dei record e delle transat, il giro è una maratona e preferisce restare su uno scafo solo, benchè sempre più volante.

2) Scelto il monoscafo hanno deciso la misura: andando sui 60 piedi hanno coperto esattamente la classe IMOCA 60 (quella del Vendée Globe in solitario), quindi i due giri del mondo, da soli o in equipaggio, si faranno su barche praticamente identiche. Talmente uguali che (qui sta la furbata) i VO60 foiling saranno facilmente compatibili con la stazza degli IMOCA 60. Avranno vitas più lunga, valore e utilizzo più ampio.

3) Era stata annunciata la differenziazione delle barche per le In-Port race, che mettevano in crisi i team nelle manutenzioni tra un oceano e l'altro. Si faranno su catamarani volanti tra 35 e 50 piedi. Cioè, per intenderci, qualcosa come: AC45, Extreme 40, GC32, M32, e forse ne dimentichiamo qualcuno. Tutte classi che fanno loro circuiti. Forse si poteva "pescare" l'oggetto per le In-Port tra quelli esistenti, ma no: la VOR è la VOR e ha indetto un concorso tra progettisti per far nascere un nuovo (e a questo punto ennesimo) cat a foil per fare scena nelle regate delle stop-over.

4) Almeno, a quanto pare, queste regate si vogliono aprire a campioni anche della vela olimpica, con una collaborazione con World Sailing, vedremo

5) Il tocco di Mark Turner nell'insieme si vede: lui è decisamente un manager con le visioni globali per gli eventi velici. Forse tra i pochissimi che possono trovare il bandolo della matassa e far tornare la vela uno sport grande e appetibile ai media. Ci vorrebbe uno come lui in Coppa America, e ancor più alle Olimpiadi della vela. Timing, branding, targetizzazione, sono piattaforme che lui sta inserendo stabilmente nella gestione del giro del mondo a vela, sempre meno "avventura" fine a se stessa e sempre più "prodotto" per un pubblico e quindi per sponsor e informazione.

6) In tutto questo l'Italia - per ora - sta ancora a guardare. Ci sono voci, molto insistenti e pronte a venir fuori, su una possibile clamorosa partecipazione italiana last-minute già a questa edizione 2017-2018. Le stiamo tenendo nel cassetto perchè sono in corso le trattative finali. Speriamo in buone notizie. Magari anche questo clima di novità e propensione al futuro aiuterà chi sta decidendo se salire a bordo e dare una mano a una barca "italiana" alla VOR.

7) L'investimento totale di Volvo per l'operazione nuove barche (mono e cat) si aggira sui 50 milioni di euro. Le barche commissionate a Persico (che dovrà allargarsi e fare gli straordinari per soddisfare l'importante comanda) restano di proprietà della Volvo Ocean Race, e come detto i VO60 potranno essere affittati per partecipare in solitario al Vendée Globe vista la possibilità di adattarle (costo delle modifiche circa 500.000 euro) alla stazza IMOCA. Come dire: anche la finanza ha la sua parte nel cammino della seconda maggiore regata del mondo velico.

IL RACCONTO DELLA PRESENTAZIONE E TUTTE LE NOVITA'

Mentre si affrontano i preparativi per l'edizione 2017/18, che prenderà il via il prossimo 22 ottobre da Alicante, gli organizzatori hanno approfittato di un evento in diretta dal Museo Volvo di Goteborg, città della società svedese sponsor e proprietaria della regata, per presentare il futuro del prossimo decennio e oltre. Fra le novità principali annunciate, la scelta di una nuova barca monotipo di 60 piedi (18,29 metri), un monoscafo dotato di foil, disegnata dal francese Guillaume Verdier, oltre all'introduzione di un adrenalinico catamarano “volante” da 32/50 piedi (10/15 metri) da utilizzare per le regate In-port e che sarà disegnato e costruito con un bando lanciato proprio oggi.

Le tappe oceaniche contribuiranno di più alla vittoria della Volvo Ocean Race (oggi servono a risolvere le eventuali situazioni di parità). Ciò significa che per vincere la regata in futuro un team dovrà dimostrare abilità sia nella navigazione offshore su multiscafo ma anche nelle regate fra le boe su multiscafo, visto che su entrambe le barche l'equipaggio sarà essenzialmente lo stesso.

“Tre scafi, ma non nella combinazione che ci si aspettava” ha detto il CEO della Volvo Ocean Race Mark Turner, annunciato la prossima generazione di barche monotipo e facendo riferimento alla difficile scelta di optare o meno per un multiscafo per le tappe oceaniche, un argomento che ha tenuto banco fra i fan della regata negli ultimi mesi.

Gli organizzatori hanno anche annunciato altre iniziative fra cui:

- Mettere l'ecosostenibilità al cuore della regata con la campagna Clean Seas delle Nazioni Unite con la collaborazione con la fondazione 11th Hour Racing e AkzoNobel, per amplificare notevolmente l'eco globale. La piattaforma ecosostenibile è molto rilevante nel futuro della regata.

- Attività agonistica ogni anno e lancio di una bando per un ciclo di tre edizioni delle città sede di tappa, con l'opzione di nuove rotte e formati della tappa stessa.

- Aiutare velisti e sponsor ad accedere alla Volvo Ocean Race, grazie a una partnership con World Sailing, la federazione mondiale della vela.

- La creazione di un Global Team Challenge centrato sugli sponsor, che formerà il cuore del programma di Leadership Development e Team Performance, per capitalizzare quanto appreso nella regata e per riutilizzare le barche Volvo Ocean 65 dopo l'edizione 2017/18 per la parte a mare.

“Abbiamo discusso molto della scelta di multiscafo o monoscafo e, in realtà, la scelta finale è stato di averli tutti e due. Quindi nelle prossime edizioni ci saranno tre scafi, un monoscafo con foil e un catamarano volante.” ha spiegato Mark Turner CEO della Volvo Ocean Race “La Volvo Ocean Race è sempre stata il test più importante per un team e con queste novità, che possiamo considerare come i cambiamenti più radicali dalla nascita dell'evento nel 1973, ha raggiunto un nuovo livello. L'ossessione che ha spinto generazioni di velisti a dedicarsi totalmente per raggiungere la vittoria in questa regata continuerà, ma da oggi in poi per sollevare il trofeo saranno necessari nuove abilità, una dedizione e un sacrificio ancora più forti.” “Rispettiamo il nostro DNA di grande regata oceanica ma ora metteremo alla prova i migliori velisti del mondo anche con prove fra le boe.”

“Al tempo stesso, l'offerta commerciale ha molti più elementi extra. Restiamo uno dei pochi eventi sportivi mondiali, professionistici di alto livello con una proposta di marketing unica, insieme a una lunga tradizione, ad un alto potenziale di ritorno media e al consumatore, in particolare per i team.” “Siamo anche fortunati ad avere un sostegno forte e consistente dalla proprietà Volvo, che ormai ha acquisito l'evento da due decenni. La regata non è mai stata in una posizione così solida e guarda avanti, al prossimo decennio e oltre.

Volvo annunciò l'acquisto dai precedenti proprietari di Whitbread 20 anni fa e da allora ha sempre fornito una visione chiara e sostenuto l'evento. “Già allora Volvo affermò che la regata mette insieme con successo avventura, sport e tecnologia di alto livello” ha dichiarato il vicepresidente esecutivo per la Comunicazione e la Sostenibilità di Volvo Group Henry Sténson. “Quindi, benché molte cose siano cambiate negli ultimi 20 anni, fondamentalmente nulla è cambiato. Samo molto felici di vedere che la Volvo Ocean Race rinforza il suo impegno per l'innovazione, un'area che è di fondamentale importanza per noi di Volvo Group.”

Inoltre, Björn Annwall, vicepresidente senior alla Strategia, Marchio e Rete di vendita di Volvo Cars, ha messo in luce il rinnovato impegno della regata all'ecosostenibilità. “Il gruppo Volvo Car è stato coinvolto il progetti di ecosostenibilità per molti abbi e siamo felici di vedere che la regata rafforza la sua posizione di evento sportivo sempre più in sintonia con l'ambiente e che ispira una passioe così forte.”

Volvo Ocean Race: il prossimo decennio - Le novità principali dalla conferenza di Goteborg

La regata più impegnativa - Dall'edizione successiva a quella 2017/18, la Volvo Ocean Race si correrà con due tipi di barche: Un monoscafo di 60 piedi con foil per le tappe oceaniche e dei catamarani “volanti” da 32/50 piedi da utilizzare per le In-Port Race Series. Con questa scelta, la Volvo Ocean Race diventerà la prova all-round più impegnativa della vela e il test più duro per gli equipaggi professionisti.

Monoscafo con foil - Il monoscafo One Design disegnato dall'architetto navale del momento, il francese Guillaume Verdier si baserà sulle più recenti tecnologie foiling per diventare una barca velocissima e altamente spettacolare. L'equipaggio sarà composto da 5 a 7 velisti, con incentivi mirati a introdurre sempre più velisti giovani e donne. Gli organizzatori costruiranno otto barche, che saranno consegnate a partire dal gennaio 2019. Le barche potranno essere noleggiate dai team per ridurre i costi di ingresso, mentre gli sponsor dell'edizione 2017/18 avranno un opzione prioritaria quando verranno pubblivati il Bando di Regata e i Commercial Participation Agreements (Accordi di partecipazione commerciale) il prossimo ottobre.

L'ANIMAZIONE 3D DELLA NUOVA BARCA

Compatibilità con la classe IMOCA - Secondo il brief per la progettazione della barca, questa potrà essere convertita velocemente e con costi ridotti secondo le regole IMOCA. I 60 piedi della classe IMOCA, usati in regate famose come il Vendée Globe, hanno portato incredibili innovazioni tecniche al mondo della vela negli ultimi anni.

Il catamarano “volante” per le regate costiere - Gli organizzatori, inoltre, hanno anche lanciato un bando per la progettazione di un catamarano volante di 32/50 piedi da usare per le regate costiere, che utilizzerà alcune delle tecnologie usate anche per la Coppa America e altre nuove classi di multiscafi, anche se si tratterà di una barca strettamente monotipo.

Un futuro sostenibile - La regata ha tre pilastri su cui si fonda la sua azione di eco-sostenibilità: ridurre l'impatto ambientale, aumentare la consapevolezza tramite le sue piattaforme di comunicazione e lasciare un'eredità positiva in ogni luogo che visita. Basato sulla collaborazione con la campagna Mari Puliti (Clean Seas) delle Nazioni Unite, il progetto chiamerà all'azione tutte le persone coinvolte per “Cambiare la Marea” alla plastica (Turn the Tide on Plastic). Grazie all'aiuto della fondazione 11th Hour Racing, che metterà a disposizione le risorse per un aumento significativo dei programmi scientifici, educativi e del Summit sugli Oceani. Anche AkzoNobel darà un ulteriore contributo per i progetti di educazione. L'ambizione a lungo termine della Volvo Ocean Rac è di ridurre e quindi in futuro eliminare l'uso di combustibili fossili a bordo delle barche, pur mantenendo le prestazioni e la comunicazione, di sviluppare nuovi metodi di costruzione e di creare nuove strategie operative per la regata in generale.

Nuovi formati e rotte - La regata prevede anche l'introduzione nel prossimo decennio di importanti cambiamenti nella rotta e nei formati delle tappe, azioni che tutte contribuiranno ad aumentare l'appeal commerciale, pur preservando l'integrità sportiva dell'evento. La Volvo Ocean Race ha sottoscritto un accordo per le prossime due partenze da Alicante, ma in futuro la regatapotrebbe partire e finire in porti non europei, e potenzialmente includere tappe non-stop intorno all'Antartide o persino un giro non-stop del globo. Tuttavia, anche se le rotte potranno cambiare, la regata è impegnata a visitare il Nord America, il Sud America, l'emisfero australe, la Cina e altri 5 importanti mercati europei almeno una volta ogni due edizioni. L'offerta commerciale sarà comunque chiara per poter stilare progetti su un ciclo biennale, senza sapere la rotta esatta che si percorrerà. Inoltre le città sedi di tappa, saranno in grado di scegliere dei formati flessibili, un pit-stop di 24 o 48 ore, stopover corti di 5 giorni, fino alla tradizionale tappa con due weekend. Oggi è stato lanciato anche il bando di gara per gli stopover delle prossime tre edizioni.

Attività tutti gli anni e potenziale introduzione di un ciclo biennale - Il Board della Volvo Ocean Race ha chiesto ai responsabili della regata di verificare se sia possibile spostare la regata a un ciclo biennale. Si tratta di un processo ancora in fase di definizione, ma quel che è già certo è che in futuro l'attività sarà estesa a tutti gli anni, e dunque continuativa, una chiara evoluzione rispetto a quanto avviene oggi con “buchi” di due anni fra un'edizione e l'altra.

Una nuova via per la Volvo Ocean Race - La regata e le aziende proprietarie, Volvo Car Group e Volvo Group, diventeranno partner ufficiali della federazione mondiale della vela, la World Sailing, nel quadro di un piano strategico a lungo termine per lo sviluppo della prossima generazione di velisti oceanici e dei loro sponsor. Si creeranno delle Volvo Ocean Race Academies come parte integrante delle future collaborazioni con le città sede di tappa, e si punterà anche a creare nuovi eventi offshore olimpici, se e quando saranno programmati ai Giochi, il che potrebbe avvenire con un evento dimostrativo già a Tokyo 2020.

Il Leadership Development and Team Performance Programme e un Global Team Challenge - Gli organizzatori introdurranno un nuovo Programma Leadership Development and Team Performance per le aziende, basato sulle esperienze maturate durante la regata in aree come la leadership e il lavoro di squadra. Il programma includerà una regata “ombra” chiamata Global Team Challenge, pensata per le aziende sponsor che potranno dare ai loro dipendenti una piattaforma unica per sperimentare la vela in condizioni pressoché identiche a quelle dei professionisti. Naturalmente il Global Team Challenge avrà come focus la sicurezza. Si potrà correre su parte della rotta della Volvo Ocean Race, su una versione “depotenziata” delle attuali barche Volvo Ocean 65 e con un equipaggio composto di 3 professionisti e 8 amatori. Il pacchetto base sarà incluso nell'offerta per gli sponsor, con opportunità di attivazione a supporto di progetti di sviluppo delle Risorse Umane delle aziende, e ulteriori opportunità di comunicazione e B2B. Questo programma servirà anche per aiutare l'entrata di nuovi sponsor di team.

Edizione celebrativa del cinquantennale - La Volvo Ocean Race è nata nel 1973 con il nome di Whitbread Round the World Race e nel 2023 compirà cinquant'anni. Gli organizzatori stanno prendendo in esame la possibilità di organizzare un evento speciale per il cinquantesimo anniversario che renda onore alle leggende della vela che vi hanno preso parte.

40 ANNI DI STORIA

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