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31/10/2016 - 11:51

Può esistere una cultura del Foiling ?

Dalla mostra fotografica 'Voglio scrivere di luce e vento' di Martina Orsini - Teatro Parenti

Nessuno mi convince mai fino in fondo quando si parla di Vela e di foiling, né chi ne parla in termini positivi né chi invece è più critico e spesso chiude la discussione dicendo che non si tratta più di Vela.
Ma se nessuno è stato in grado di convincermi il motivo è semplice, perché l'evoluzione della tecnologia del foiling è stata troppo rapida, un fenomeno che si è sviluppato più velocemente di quanto gli stessi addetti ai lavori siano in grado di comprendere e di spiegare.

Parafrasando in termini temporali quelli che il team della Foiling Week definisce i tre modi di andare a Vela, possiamo dire che le barche dislocanti hanno avuto un'evoluzione di migliaia di anni, per le barche plananti l'evoluzione si è accorciata a qualche decina di anni, infine attualmente per le barche sui foil l'evoluzione si misura in mesi. Questo non ci aiuta a capire le nuove barche, né a metabolizzarle, anche perché i velisti per definizione sono abituati a tempi e modi di cambiamento ben più lenti. Inoltre gli strumenti social che spesso contribuiscono a diffondere rapidamente un fenomeno certamente non ci aiutano, diffondere un fenomeno è cosa ben diversa che spiegarlo approfonditamente.

Proprio per questo la serata organizzata dal team della Foiling Week lo scorso 24 Ottobre al teatro Parenti di Milano è stata particolarmente interessante, perché si è cercato di descrivere ed approfondire questo fenomeno. Tre sono gli aspetti principali dalla serata che vale la pena di sottolineare:
- Il primo riguarda la conoscenza e l'evoluzione storica del foiling. Importante scoprire come il foiling abbia una storia centenaria e che non solo la prima barca a vela sui foil è stata ideata prima della seconda guerra mondiale ma anche che il foiling (in pratica l'aliscafo) è stato inventato più di un secolo fa proprio da un italiano.
- Il secondo riguarda l'approfondimento artistico che ha come tramite la fotografia, altra protagonista della serata con una mostra dedicata al foiling. L'attimo dello scatto che rallenta la velocità e fermando l'azione, come uno sguardo esterno, ci invita ad una più approfondita riflessione.
- Il terzo spunto più generale riguarda invece il luogo stesso dell'incontro cioè il teatro Parenti, tempio della cultura milanese, teatro non solo di rappresentazioni ma anche di lezioni magistrali di illustri intellettuali e filosofi contemporanei. Non c'è dubbio che il contesto della Vela classica sia portatrice di valori e di cultura in continuità con tradizioni che si sono consolidate nel tempo.

Ma parlare di foiling in un tempio della cultura ci pone la domanda di come sia possibile stabilire una continuità tra la cultura tradizionale della Vela classica e l'innovazione tecnica di questo nuovo modo in andare a Vela. Parliamo di due mondi sempre più distinti che si incrociano 'per caso' in acqua (come fecero più di 30.000 anni fa in Europa l'uomo di Neandertal e l'uomo Sapiens) oppure esiste un cammino evolutivo comune in quanto un mondo rappresenta l'evoluzione dell'altro ?

Pensiamo che ci sia ancora molto da approfondire e da capire, ed è proprio per questo serate come quella del Parenti sono importanti, perché se la tecnica non si può fermare, il pensiero invece per un attimo lo può fare, aiutandoci a riflettere su un fenomeno che rischia di andare più veloce di chi sia in grado di spiegarlo.

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