PROFILO

10/09/2011 - 14:31

A Porto Rotondo si naviga vintage: Panerai Classic Yachts Challenge

Adriana Giangrande (la vera fotografa!) immortalata da me lo scorso anno

Ci sono solo 30 minuti di distanza tra Porto Cervo e Porto Rotondo, e in questi giorni mi sto trovando a percorrerli in su e giù almeno un paio di volte al dì.
Sto facendo la spola tra la Maxi Yacht Rolex Cup di Porto Cervo e la tappa portorotondina del circuito per le Vele d’Epoca firmata Panerai. La maglietta d'ordinanza me la cambio in macchina ogni volta che arrivo a destinazione, sparisce Rolex e divento Panerai, o viceversa. L’orologio al mio polso rimane sempre uno Swatch vintage degli anni Ottanta, al quale sono molto affezionata perché l’ho comprato a Parigi durante l’ultima gita scolastica del liceo.  
Qui a Porto Rotondo l’atmosfera è più rilassata di quanto non sia a Porto Cervo, per prima cosa. I ritmi delle barche d’epoca sono necessariamente meno competitivi di quelli di un Supermaxi, e quindi anche gli armatori e gli equipaggi sembrano godere maggiormente dell’atmosfera settembrina del nord Sardegna. A giorni alterni il vento ci regala o 30 nodi di maestrale o i 6-8 scarsi di scirocco: manca la via di mezzo, e la cosa può essere snervante. La Clubhouse dello Yacht Club Porto Rotondo sventola di bandiere azzurre con il logo Panerai. La sinergia con le “Officine” dura da una decina d’anni e si rinnova ogni due anni, dal momento che il “Vele d’Epoca a Porto Rotondo” è una manifestazione biennale e cade negli anni dispari, alternandosi alle Vele d’Epoca di Imperia negli anni pari. Mentre scrivo è mezzogiorno del Day Two, la partenza è stata data circa un’ora fa e le barche in gara le vedo all’orizzonte, distanti ma neanche troppo, che sfilano nello specchio d’acqua davanti a Porto Rotondo. Qualcuna la riconosco anche da qui: Bona Fide, The Lady Anne e Vistona, senz’altro. La mia adorazione personale va a però Rowdy, e poi a Eilean, per la prima volta a Porto Rotondo: dopo averne seguito il filologico restauro attraverso i servizi fotografici sulle riviste, averla finalmente davanti agli occhi, in..vele e ossa, è stato emozionante.
Le immagini della regata di ieri, quella inaugurale dell’evento, ve le passo attraverso gli scatti di una fotografa di Olbia, Adriana Giangrande, che anche oggi è fuori sulla barca stampa e rientrerà solo nel primo pomeriggio, col viso ustionato dal sole e il solito bel sorriso sulle labbra. Mi piace il suo sguardo femminile sul mondo dello yachting. Lo scorso anno l’avevo fotografata io durante una regata a Porto Cervo: eravamo all’inseguimento di una barca d’epoca, comunque, anche quella volta, e di lei mi aveva colpito l’ironia con la quale lavorava. Ironia e sacrosanto silenzio. Ci siamo ritrovate ieri a Porto Rotondo, e con un sorriso silenzioso mi ha semplicemente passato una chiavetta.
Grazie Adriana, e buon vento.

Commenti

leo (non verificato)

Complimenti per il post e per il blog, grazie! finalmente si legge un po' di vela e raduni senza il solito stile "comunicato stampa", ripetitivo e freddo. Un racconto di vive "da dentro", con più calore, una cosa bella come la vela e le barche antiche. Alla via così...!
Sacrosanto quello che scrive Leo. A lui e a tutti i lettori dei post della carissima Maria Luisa, segnaliamo che alcuni scatti di Adriana Giangrande sono in una delle nostre fotogallery: http://www.saily.it/webgallery/foto.html#2169 Sperando che siano solo i primi di una lunga serie. Buon vento e buona domenica a tutti!

Adriana Giangrande (non verificato)

...Un caro ringraziamento alla mia carissima Amica, Maria Luisa, che oltre ad essere una grande professionista, è una "GRANDE DONNA"... Con le sue parole e i suoi racconti riesce sempre a sottolineare particolari e sensazioni che emozionano. Grazie Maria Luisa e Grazie a Saily! Adriana Giangrande