PROFILO

21/09/2010 - 10:44

Pippo Dalla Vecchia e la FIV

La mia attività di uomo federale è iniziata con la nomina di Presidente del Comitato della V Zona nel 1973, nomina voluta dall’allora Presidente della Federazione Italiana Vela Beppe Croce. Da quel momento mi sono occupato sia del Comitato e sia del Circolo Italia, prima come consigliere e poi come vicepresidente sportivo per 9 anni. Ho organizzato molte regate nazionali e internazionali, campionati del mondo di Classi Olimpiche, di J24 e d’Altomare. Nelle more di questo periodo sono diventato Presidente del Comitato Circoli Velici Napoletani che aveva allora il compito di organizzare le grandi manifestazioni nel Golfo di Napoli.

Sono rimasto alla presidenza di questo Comitato per molti anni anche dopo la scadenza del mandato. Non si trovava una via d’uscita alla mia sostituzione. Nel 1984 sono stato eletto Consigliere Federale, mi sono occupato dell’Organizzazione Periferica della Federazione Italiana Vela e nel 1988 sono stato riconfermato nel Consiglio ed eletto vicepresidente della FIV con la responsabilità della Commissione Altomare ed ho continuato ad occupare la carica di direttore della rivista federale “Fare Vela”. Ho diretto, trasformandolo nella forma e nella sostanza, il mensile della Federazione per sei anni e quando mi candidai alla Presidenza della Federazione Italiana Vela mi dimisi da questo incarico. Molti ricordano che nella lunga storia prima dell’USVI e poi della FIV mai si era arrivati alle elezioni della Presidenza federale con due candidati.

Mi sono candidato alla Presidenza della FIV nel 1992 cedendo alle pressioni ricevute da più parti, anche liguri e, per un soffio, ho mancato questo prestigiosissimo traguardo. Il 13 dicembre 1992, alla fine dello spoglio dei voti - 3 voti soltanto hanno diviso il mio nome da quello di Sergio Gaibisso - ho chiesto subito la parola e ho ringraziato, in maniera molto sentita, l’Assemblea. Ho ringraziato in modo particolare anche coloro che non mi avevano votato e ho dichiarato che sarei definitivamente uscito di scena. Avevo già la presidenza del Circolo Savoia bisognoso di cure speciali per ritrovare l’antico splendore e quindi mi sarei dedicato anima e corpo a questa impresa. Uscendo dalla sala dell’Assemblea (i Magazzini del Cotone di Genova) ho chiuso per sempre la porta dietro di me. E così è stato. Non sono mai più andato a Genova. Non conosco l’esatta ubicazione attuale della FIV. Non ho mai più chiamato personalmente in Federazione. I rapporti telefonici con la FIV sono affidati alle segretarie del mio Circolo. Firmo soltanto la corrispondenza con Genova.

Ho trascorso questi diciotto anni lontano dalla Federazione. Ho cercato, per la verità riuscendoci, di cancellare dalla memoria tutta la mia lunga e intensa vita federale. Il rapporto tra me e la FIV è cessato il 13 dicembre 1992. Sono rimasto ancora a Viale Brigate Bisagno n. 2. Per me la Federazione è ancora lì. Quando qualcuno mi chiede un parere e lo fa maliziosamente sulla FIV di oggi, mi rifiuto di cadere in questa trappola e cambio discorso.

Ringrazio ancora la Federazione per l’opportunità che mi ha dato di conoscere persone straordinarie che non avrei mai potuto conoscere. Rimarrò sempre in debito con lo Sport della Vela e come atleta e come dirigente. Ricordo a chi mi legge che ho fatto il gommista tutta la vita ed i gommisti hanno montato soltanto le gomme e basta. Non occuperò mai quell’insopportabile figura della suocera che passa il resto della vita che le rimane a criticare l’operato della nuora.

La FIV mi ha assegnato il 13 aprile 2007 il premio “FIV AWARD 2007” (Oscar della Vela) quale migliore dirigente di club degli ultimi dieci anni, premio che mi è stato consegnato in pompa magna nel Salone d’Onore del CONI al Foro Italico di Roma.

Per molti rimango il miglior presidente virtuale della FIV, logicamente a miglia e miglia di distanza da quell’Uomo eccezionale che è stato Beppe Croce.

Commenti

Macrino Macrì (non verificato)

Io fui uno di quelli che votarono Sergio, dandogli il la per tutto il lavoro che ha fatto, malgrado l'indicazione del Consiglio direttivo della mia Società di allora fosse stata diversa, seguii quella del Presidente di Zona; infatti diedi subito dopo le dimissioni da Presidente del mio corcolo. Apprezzo queste tue parole Pippo, rimpiango quei tempi e quelle persone che hanno riempito di esempi colmi di significato la mia vita dandomi l'energia e la motivazione per continuare a costruire l'associazione di classe e l'organizzazione di classe più ammirata del mondo, seconda solo per numero di soci solo all'Inghilterra. Fra queste persone Primo Beppe Croce, Modonesi, Lagorio Serra, Arrigo Marri, ed anche tu per quella tua candidatura coraggiosa e solida. Il futuro sembra privo dell'opportunità di saper cogliere o porgere esempi. I giovani sapranno rrovare vie nuove, anche se sembra che lo sport della vela di deriva sia sofferente in tutto il mondo. Ti auguro ogni bene e ti ringrazio per queste tue bellissime righe. Buon vento. Macrino Macrì, segretario Nazionale Assolaser dal 1979.