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20/09/2016 - 04:11

Olimpiadi Si o No? Le cose non dette

 Quello che il mondo dello Sport non ha saputo raccontare. Il confronto è rimasto tra appalti truccati e investimenti. Ma dello Spirito Olimpico nessuno ha parlato. Peccato. E adesso, forse, è troppo tardi

 
Forse è tardi ormai. A ore arriverà l'annunciato "No alle Olimpiadi" della Sindaca di Roma. O già prima che abbiate letto questo post. Forse è tardi, o forse lo è stato sin dall'inizio di questa storia: l'Olimpiade e lo Sport divenuti terreno di scontro, pretesto, petizione di principio, bandiere al contrario. Forse è tardi ma è ora di farlo presente: da settimane, da mesi, si parla della candidatura di Roma per i Giochi Olimpici del 2024, in una escalation di toni e di copertura mediatica, di attese e reazioni a catena, di conseguenze politiche sovradimensionate. Da una parte si parla di questo: appalti, criminalità, mafia. Oppure di quest'altro: la priorità della città non è questa. E dall'altra si risponde: impianti, investimenti, periferie, controlli anti-corruzione. E' tutto qui, il Grande Dibattito sui Giochi Olimpici a Roma 64 anni dopo il 1960. Non vi pare che manchi qualcosa, un piccolo dettaglio, chiamato Spirito Olimpico dello Sport?
 
Roma, e l'Italia, dovranno rinunciare al sogno di ospitare e organizzare una meravigliosa Olimpiade in casa, perchè nell'ansia di trovare consenso o testimoniare le modalità di una nuova politica, un movimento giovane, casinaro e utopista ha preso la candidatura come vessillo e simbolo di tutti i Mali e i Malaffari. Come se questa rinuncia fosse un lavacro: si entra sporchi di Olimpiadi già segnate dagli appalti mafiosi e collusi, e si esce ripuliti e pronti a un'altra vita, a un altro Paese. Voilà.
 
Dall'altra parte, da chi la candidatura l'ha proposta, sono arrivate risposte solo sullo stesso terreno di scontro. Lo Sport, salvo qualche eccezione, come la lettera degli atleti olimpici (che il solito movimento ha beceramente etichettati come poveri illusi manovrati), ha replicato con dati e cifre sugli investimenti negli impianti sportivi. Non siamo stati capaci di elevarci, di parlare di Sport e dello Spirito Olimpico.
 
Lo Spirito Olimpico è qualcosa di astratto e molto lontano dalle dispute politiche. Il sangue e il sudore parlano dell'uomo nudo, essenziale, messo alla prova con se stesso, al punto che diventano nutrimento per i defunti. I Giochi dell'antica Grecia, Delfici e poi Olimpici, sono partiti da qui: da un funerale. Una forza misteriosa ha accompagnato i Giochi nella storia del mondo, facendo riaccendere la fiamma a fine Ottocento. Lo Spirito Olimpico ha passato epoche come ere geologiche, sopravvivendo e rinnovandosi, fedele a se stesso ma al passo con i tempi. La gioventù, i popoli, le razze, i corpi tesi, le emozioni. Il ciclo dei quattro anni. Possibile che nessuno sia in grado di spiegare a Beppe Grillo e Virginia Raggi che cos'è lo Spirito Olimpico, e perchè non può essere deformato nella lente di una pur nobile e condivisibile battaglia politica contro la corruzione dilagante? Per i Giochi si interrompevano le Guerre. Per i Giochi si può battere le mafie. "Con" i Giochi e lo Spirito che incarnano. Non rinunciando ad essi. Se due utopie si annientano, quel che resta sarà peggiore per tutti.
 
Lo Sport non è stato capace di parlare di se stesso e dei suoi valori. Forse ha un po' di coscienza sporca. L'Olimpiade non è cresciuta sempre e solo bene. Doping, bilanci abnormi, gigantismo e crisi post-olimpiche. Il CIO e i Comitati Olimpici Nazionali sono una rete che insieme a custodire i valori antichi e lo Spirito Olimpico, ha incubato crescite smisurate di interessi economici, che i grandi dominatori del sistema mediatico hanno contribuito ad alimentare. Gli atleti sono stati sviliti a volte in grotteschi personaggi di uno star-system che ha replicato i meccanismi spesso crudeli dell'industria dello spettacolo. Lo Sport, anche nella magica dimensione Olimpica, è stato inquinato dal Denaro. Il movimento olimpico sbanda, rischia una crisi profonda. La rarefazione delle candidature a ospitare i Giochi ne è la prova più tremenda. Sport vittima del Denaro. Ma non del tutto. E non irrecuperabilmente. Anzi.
 
Il denaro serve allo Sport, soprattutto a quello di base, che educa e cresce i giovani, li toglie dalla strada e quindi proprio dal malaffare, offrendo sogni e prospettive. I racconti degli atleti tornati da un'Olimpiade sono rimasti univoci, senza distinzione di origini sociali: la meraviglia e la felicità. Di stare insieme a migliaia, di correre e saltare per un record, della lealtà, della solidarietà, dell'inclusione con le Paralimpiadi, di essere amici per sempre. Di credere di cambiare il mondo. Anche partendo da una città.
 
Caro Grillo, cara Raggi, cari cinici che attendete con ansia di gioire del fatidico "No" alla candidatura, non vi fate fregare. Le Olimpiadi sono vostre, le organizzerete voi, le gestirete voi. E vostra sarà la condivisione dello Spirito Olimpico, che è gioia di vivere e sperare nel futuro, strumento di pace, di legalità e interculturalità. Non è qualcosa che sentite familiare? E che perderete per sempre, con quel "No".

Commenti

Anonimo (non verificato)

Fabio, ma con il Presidente che ci troviamo al CONI ed i precedenti del sodale Monteprezzemolo, a cosa vuoi fare attenzione? Allo spirito Olimpico? Buona notte...!

Francesco A. (non verificato)

Un punto di vista diverso, finalmente. Il merito di questo post è di far capire che il conformismo ci sta uccidendo, c'è il conformismo del no e il conformismo del si a tutti i costi, e si rincorrono con argomenti simili. in questo modo non si esce dall'impasse, siamo destinati a restare bloccati.

davide (non verificato)

Il mio pensiero è che, per nostri demeriti e per come (male) va il mondo, siamo diventati un popolo ed un paese "piccoli": con poca, giustificata, voglia di fare figli, di fare politica, di fare impresa....ovviamente non ho una soluzione, ma "imbarcarsi", per come siamo messi, nelle Olimpiadi mi pare arduo...

Luca Frascari (non verificato)

Caro Fabio, condivido per gran parte il tuo accorato appello, ma purtroppo, e tu sai bene quanto mi costi una riflessione del genere, non solo nel nostro paese, ma anche in altri paesi europei le condizioni per ospitare una kermesse come l'olimpiade non ci sono e forse non ci saranno mai. Allora come hai accennato non rimane che una soluzione, ritornare ad un format olimpico piu' umano e sostenibile, riutilizzando strutture già esistenti e riqualificando quelle abbandonate negli anni, e vedi bene che le città che hanno ospitato i giochi negli ultimo 70 anni ne son piene...Ci sarebbe poi da considerare il nobile spirito olimpico, ormai lontano anni luce dal buon De Coubertin, e questo ci può anche stare, ma l'esasperazione del gesto atletico oggi è tale che abbiamo intere squadre escluse dai giochi per DOPING, e altre presenti solo per aver avuto qualche santo in paradiso.... ( vedi Russia, USA e anche il caso del nostro marciatore ). A questo punto è auspicabile una RIFONDAZIONE a cinque cerchi, che parta proprio dalla gente di sport, o di mare nel nostro caso. Un caro saluto Luca Frascari