PROFILO

18/09/2013 - 12:51

Campionato Italiano Offshore: terzi!

Ebbene sì, ancora una volta la piccola e fidata Scheggia, compagna di tante avventure e di tanti successi mi ha regalato un’altra bella e “storica” soddisfazione: terzi nell’assoluta e primi nella IV classe al Campionato Italiano Offshore 2013
 
Che dire, quante emozioni e quanti ricordi sono ormai indelebilmente legati a questa piccola barca, veloce, affidabile e amorosamente messa a punto nel tempo sino a raggiungere i livelli di eccellenza di oggi. Ma, torniamo al racconto e alle considerazioni su questo Campionato.
 
Dopo aver partecipato a cinque regate del circuito valido per il Campionato: la Roma x tutti, la Lunga bolina, la Tre golfi, la 151 miglia e la Giraglia, mi ritrovo, ora, a poter celebrare un gran bel risultato. In effetti, tanto entusiasmo deriva anche, dal fatto che, un barchino piccolo e decisamente non ottimizzato per le condizioni mediterranee non solo si è difeso con onore e ha venduto cara la pelle ma, per due mesi, è stato addirittura in testa alla classifica. La soddisfazione è quindi ancora maggiore se consideriamo gli evidenti limiti tecnici di un Sun Fast 3200 rispetto allo Swan 42 che poi ha vinto e/o al Comet 41S arrivato secondo.
 
Che dire, di là del risultato e della gratificazione che esso ha prodotto in me, a completamento di un periodo decisamente coronato da tante avventure e successi, voglio comunque sottolineare il piacere di aver partecipato a così tanti eventi in sequenza, respirando e vivendo proprio quella sensazione di campionato e circuito che distingue la partecipazione occasionale – seppur di qualità – da un insieme ben amalgamato e distribuito di regate associate a luoghi e situazioni diverse tra loro, ma sempre bellissime.
 
Lo schema organizzativo adottato, infatti, obbligandoti a partecipare a più eventi – tutti però di alto livello, rinomati e gradevolissimi anche nella loro connotazione a terra, in un periodo concentrato in due mesi circa, è sicuramente una formula vincente e avvincente allo stesso tempo. Certo l’impegno organizzativo e non solo, è elevato, ma i ritorni ripagano di gran lunga lo sforzo.
 
Noi abbiamo regatato sempre in equipaggio ridotto, a volte al limite del regolamento: infatti, il Campionato è stato tutto condotto con solo quattro persone a bordo. E’ vero che Scheggia è piccola e ottimizzata per la conduzione in solitario ma, alla fine, se vuoi competere ad alto livello e stare nel gruppo dei primi, non puoi mollare mai e devi cogliere ogni singolo attimo senza tentennamenti o rinvii. A fronte di ciò, nelle regate di durata media – un giorno o poco più, forse non abbiamo sentito tanto la mancanza di braccia e di ricambi, ma in quelle più lunghe, devo ammettere, che una maggiore specializzazione nei ruoli e ricambi/riposi adeguati ci sarebbero, forse, stati bene.
In particolare, la mia esperienza e la particolare conformazione regata adottata, ha evidenziato, forse, una criticità sul ruolo del navigatore. Credo che il concentrarsi sulla conduzione – vele e timone, e prendere le indispensabili pause di riposo/recupero, in alcune circostanze hanno portato a trascurare la dovuta attenzione alla navigazione e alle scelte strategiche di fondo che, poi, si sono tradotte in risultati non all’altezza dello standard della barca, della qualità dell’equipaggio a bordo e delle lecite aspettative di classifica.
 
Lezione appresa per il futuro. Forse, è giusto che io stesso mi dedichi più a questo ruolo, sacrificando un poco il piacere della conduzione a fronte della ricerca del risultato. Infatti, grazie alle moderne tecnologie, per rimanere al vertice, è ad es. ormai imprescindibile seguire in tempo reale le mosse e le performance dei tuoi avversari e, conseguentemente, predisporre la tua di strategia e di tattica.
 
Un’ultima nota di colore e cronaca: proseguendo nel mio percorso di apprendimento e di esperienza, mi sono posto l’obiettivo di avere a bordo, in rotazione, nomi noti della vela italiana. Così, ho pensato, avrei ulteriormente sviluppato e affinato il percorso di conoscenza ormai avviato da diverso tempo.
Con grande soddisfazione e piacere ho avuto quindi, a bordo, Andrea Caracci ( storico compagno della Transquadra e indiscusso navigatore d’altura), Guido Maisto ( un marinaio come pochi e il cui piacere di condividere si è tradotto in lunghe e gradevolissime conversazioni notturne), Roberto Ferrarese ( un tocco al timone superiore), e Alberto Bona ( uno dei primi a salire a bordo di Scheggia nell’ormai lontano 2010 e, oggi, uno dei più forti ministi in circolazione in procinto di affrontare la sua prima mini transat. AUGURI ALBERTO!!!).
 
Insomma, un gran bel ricordo nel ricordo!
 
Amici, ci sarebbe ancora tanto da scrivere e da dire, ma le sensazioni e le emozioni si sovrappongono e resta difficile enucleare singoli momenti cui attribuire valore speciale. Il Campionato ovvero la partecipazione ai predetti eventi in una sequenza ove praticamente ogni quindici giorni hai una regata e appena finisci un impegno, come nelle migliori tradizioni delle sport ad alto livello, ti devi già concentrare sul nuovo in arrivo, gestito in prima persona e a livello amatoriale, è un qualcosa che ti arricchisce e ti fa vivere una stagione piena e vibrante dentro e non solo in mare.
Vi auguro di poter, un giorno, vivere anche voi tutte queste, tante emozioni.
Grazie, amata Scheggia!
 

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