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06/12/2017 - 20:26

Terza tappa al via domenica 10: il punteggio è doppio, e non a caso...

Volvo Ocean Race, via
Verso il Grande Sud

DOMENICA LA PARTENZA DELLA TAPPA DA CITTA' DEL CAPO A MELBOURNE DA VEDERE IN DIRETTA STREAMING SU SAILY - Domenica 10 dicembre - DALLE 13 CIRCA ORA ITALIANA - parte la terza tappa della Volvo Ocean Race: da Città del Capo a Melbourne (AUS). Saranno 6500 miglia nell'Oceano Indiano alle alte latitudini e lontano da ogni terra, tra iceberg, venti molti forti, freddo e albatros. Come si preparano barche e velisti. LA LISTA DEGLI EQUIPAGGI

 

QUI IL SEGNALE DELLE DIRETTA STREAMING DELLA PARTENZA: DOMENICA 10 DALLE 12:45 ITALIANE IN POI

La Volvo Ocean Race 2017-2018 è pronta per un altro weekend di spettacolo ed emozioni da grandissima vela. I 7 equipaggi sono fatti, le barche sono pronte dopo la "remise ef forme" seguita al tappone oceanico Lisbona-Città del Capo. Venerdi la In-port race davanti a Table Mountain, con il consueto vento potente della città più a sud dell'Africa, servirà da warm-up per tutti per il prossimo tappone, quello temuto dell'Indiano, 40, 50, 60 gradi di latitudine sud, i mari più inospitali eppure ipnotizzanti, alla periferia del pianeta, che da il via alla giravolta attorno al continente antartico, vera grande boa delle regate intorno al mondo.

 

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE, LE ULTIMISSIME PRIMA DELLA PARTENZA DELLA TERZA TAPPA - La flotta della Volvo Ocean Race si prepara a una partenza “calda” Sono previsti venti molto intensi per la partenza della terza tappa della Volvo Ocean Race a Città del Capo. Il famoso vento locale, conosciuto come ‘Cape Doctor’ – soffia forte sulla capitale sudafricana

Sabato mattina, il dottore ha fatto visita alla città, con venti stabilmente sopra i 40 nodi e almeno una raffica oltre i 60. Le condizioni dovrebbe migliorare un poco per la partenza di domenica, ma le previsioni parlano comunque di 25/35 nodi. “Sarà una partenza calda.” Ha detto il navigatore di Vestas 11th Hour Racing Simon Fisher. “Con vento da sud-est molto forte, e una volta usciti in oceano ci sarà anche mare. Migliorerà un po’ ma poi entreremo subito nel flusso da ovest e nel vero Southern Ocean. In generale sarà una tappa molto tosta.”

“Potrebbe esserci vento per tutta la prima settimana e si potrebbe navigare veloci.” Conferma Charles Caudrelier, lo skipper di Dongfeng Race Team. “Credo sarà una tappa fantastica.” La Leg 3, Da Città del Capo a Melbourne, in Australi ha una lunghezza teorica di 6.500 miglia. Il percorso porterà i team a navigare nei famosi Quaranta Ruggenti, la zona a sud del 40 gradi di latitudine dove si formano le tempeste che circondano l’Antartide, dove si incontrano onde altissime e venti molto intensi, il tutto condito da temperature gelide.

“Dobbiamo ricordarci che è primavera inoltrata, manca poco all’inizio dell’estate e l’inverno ha appena lasciato l’emisfero meridionale quindi l’acqua è ancora gelata.” Ha spiegato Bouwe Bekking, lo skipper di team Brunel che partecipa alla sua ottava edizione del giro del mondo. “Credo che l’aspetto più spaventoso sia che le depressioni sono ancora molto forti, e l’aria è carica di pressione. E, naturalmente, la temperatura dell’acqua farà la sua parte, spero non incontreremo iceberg, ma se è qualche grado superiore alla soglia del ghiaccio è c’è vento da sud, a volte ci sono ghiaccioli in coperta. Ci è successo nel passato. Ai vecchi tempi questa era la tappa dove si facevano più danni Ora la barche sono più solide, ma il rischio c’è sempre.”

Decidere se e quando spingere sul pedale dell’acceleratore o meno per salvaguardare barca ed equipaggio è un equilibrio delicato e la posta in gioco è ancora più alta, dato che questa tappa assegna punteggio doppio: al vincitore infatti andranno 15 punti (7 x 2 = 14 più un punto di bonus). “Credo abbiamo molta esperienza a bordo, e dobbiamo fare affidamento su questa esperienza dell’oceano meridionale.” Ha detto Charlie Enright, skipper di Vestas 11th Hour Racing parlando proprio della necessità di sapere quando spingere. “Non si tratta solo dei punti, dipende anche dal fatto che a Melbourne non potremo tirare in terra le barche, che le condizioni sono quelle del Southern Ocean, che non si deve assolutamente rompere e che per arrivare primi, prima bisogna arrivare.” Un vecchio detto dei marinai oceanici.

Per Xabi Fernández, lo skipper di MAPFRE e leader della classifica, lo stopover di Città del capo ha dato ai team un’opportunità unica di ricaricare le batterie. “Dopo la prima tappa lunga, da Lisbona a Città del Capo, è sempre importante essere in testa. Come team siamo contenti, abbiamo passato giorni rilassanti, la barca è a posto e anche gli uomini stanno bene, quindi siamo pronti a partire.”

DIRETTA DELLA PARTENZA, I RISCHI PER IL VENTO FORTE - La partenza della Leg 3 è in programma per domenica 10 dicembre alle ore 13 italiane, e sarà trasmessa in diretta anche su Saily.it. A causa del forte vento la partenza sarà veloce e la comunicazione per la diretta potrebbe venire compromessa. Si cercherà comunque di dare la migliore copertura possibile, date le condizioni.

 

ECCO CHI C'E' A BORDO...

MAPFRE Skipper - Xabi Fernández Navigator - Juan Vila Watch Captain - Pablo Arrarte Watch Captain - Rob Greenhalgh Crew - Louis Sinclair Crew - Blair Tuke Crew - Willy Altadill Crew - Sophie Ciszek Crew - Tamara Echegoyen OBR - Jen Edney

Vestas 11th Hour Racing Skipper - Charlie Enright Navigator - Simon Fisher Crew - Mark Towill Crew- Roberto 'Chuny' Bermúdez de Castro Muñoz Crew - Nick Dana Crew - Tom Johnson Crew - Tony Mutter Crew - Stacey Jackson Crew - Jena Hansen OBR - Sam Greenfield

Dongfeng Race Team Skipper - Charles Caudrelier Navigator - Pascal Bidégorry Watch Captain - Stuart Bannatyne Watch Captain - Kevin Escoffier Watch Captain - Daryl Wislang Crew - Marie Riou Crew - Carolijn Brouwer Crew - Jackson Bouttell Crew - Xue (Black) Liu OBR - Martin Keruzore team

AkzoNobel Skipper - Simeon Tienpont Navigator - Jules Salter Watch Captain - Chris Nicholson Crew - Alex Pella Crew - Brad Farrand Crew - Nicolai Sehested Crew - Emily Nagel Crew - Martine Grael Crew - Justin Ferris OBR - James Blake

Team Brunel Skipper - Bouwe Bekking Bowman - Carlo Huisman Helm-trimmer - Alberto Bolzan Helm-trimmer - Kyle Langford Navigator - Andrew Cape Helm-trimmer - Louis Balcaen Helm-trimmer - Peter Burling Helm-trimmer - Annie Lush Helm-trimmer - Abby Ehler OBR - Ugo Fonolla

Team Sun Hung Kai/Scallywag Skipper - David Witt Navigator - Antonio Fontes Watch Captain - Luke Parkinson Crew - Alex Gough Crew - Annemieka Bes Crew - Benjamin Piggott Crew - John Fisher Crew - Tom Clout OBR - Konrad Frost

Turn the Tide on Plastic Skipper - Dee Caffari Navigator - Nico Lunven Watch Captain - Martin Strömberg Watch Captain - Liz Wardley Crew - Elodie Mettraux Crew - Francesca Clapcich Crew - Bianca Cook Crew - Lucas Chapman Crew - Bleddyn Mon Crew - Frederico Melo OBR - Jeremie Lecaudey

 

LEG 3 AL MICROSCOPIO - Assegnando doppi punti, la Leg 3 potrebbe essere una tappa decisiva per la classifica dell’edizione 2017-18 del giro del mondo a vela in equipaggio e impegnerà i sette equipaggi che dovranno scegliere fra rischio e risultato per aggiudicarsi la frazione che attraversa il più remoto e pericoloso oceano del pianeta, sulla rotta da Città del Capo a Melbourne, in Australia. Fin dalla prima edizione del 1973, l’oceano meridionale è stato il terreno di gioco più duro per i migliori del mondo, con navigazioni tanto veloci quanto pericolose.

La Leg 3 sarà una cavalcata epica lunga oltre 6.500 miglia fra onde enormi, vento intenso, freddo terribile e temporali minacciosi. Per l’edizione 2017-18, la Volvo Ocean Race ritorna alle origini dato che le sette barche navigheranno molte più miglia nel Southern Ocean che nelle precedenti. Il colpo di cannone della partenza della terza tappa verrà sparato domenica 10 dicembre, e darà il via a una rotta lunga oltre 6.500 miglia da Città del Capo, conosciuta come la porta dell’oceano meridionale, per puntare a sud e a est, addentrandosi in mari remoti e in flussi di corrente che percorrono le basse latitudini del pianeta.

Queste aree sono state definite e si possono chiamare in molti modi diversi: l’Himalaya liquido, il grande Oceano Meridionale, l’Oceano Antartico, l’Oceano del Polo sud, l’Oceano Australe, i Quaranta Ruggenti, i Cinquanta Urlanti e i Sessanta Stridenti. In ogni caso conquistare e navigare in queste acque mitiche è stato uno degli obiettivi più ambiti e ha rappresentato i maggiori successi di molti dei più grandi velisti di tutti i tempi. Con onde grandi come case, tempeste e venti fortissimi l’Oceano meridionale è minaccioso e affascinante al tempo stesso e dal 1973 ha ossessionato i navigatori di tutto il mondo.

Stu Bannatyne, che in questa edizione naviga a bordo di Dongfeng, è soprannominato il “Re del Southern Ocean” dato che negli ultimi vent’anni ha passato molto tempo a navigare in queste zone e ammette di essere egli stesso ossessionato dal loro richiamo. “Alla fine, è la migliore navigazione a vela che si possa fare, giù nel Southern Ocean. E vale la pena di tornarci, anche solo per gustare il brivido di navigare in quelle condizioni in poppa. Quando riesci ad avere la giusta combinazione di vele con le onde che ti spingono, è difficile pensare ci sia qualcosa di meglio. Una cosa unica della Volvo Ocean Race è che i ricordi dei momenti brutti sembrano svanire molto più velocemente che quelli dei momenti belli.”

E DOMENICA LA PARTENZA DELLA TAPPA DA VEDERE IN DIRETTA STREAMING SU SAILY - Il segnale della diretta streaming della In-port race venerdi da Città del Capo e poi domenica 10 della partenza della regata, seguita per qualche miglio, si potrà vedere, in esclusiva per l'Italia su Saily.it

Le immagini indimenticabili delle leggende della Volvo Ocean Race nei Quaranta Ruggenti e Cinquanta Urlanti non hanno bisogno di commento. Acque gelide, dinamiche e imprevedibili sempre in movimento nell’area sud del globo, senza l’impedimento della terra ferma, con venti che possono raggiungere anche i 70 nodi di intensità, questa zona del pianeta è piena di insidie per barche e velisti. Agli esordi della regata, negli anni 70 e 80, i navigatori si spingevano il più a sud possibile, sotto i 60 gradi e più vicino all’Antartide possibile per cercare di percorrere meno miglia. E, inevitabilmente, ciò significava avere a che fare con gli iceberg, o i più piccoli growler, sempre in bilico fra rischio e ricompensa.

Nell’edizione 2017-18 gli organizzatori hanno fissato una zona di esclusione dei ghiacci antartica, l’Antarctic Ice Exclusion Zone, per la terza tappa perché le barche odierne, molto più veloci, potrebbero colpire pezzi di ghiaccio a velocità tre volte superiori con risultati catastrofici, come si può ben immaginare. L’obiettivo di skipper e navigatori è dunque di usare i dati meteo disponibili per trovare i sistemi di bassa pressione e navigarci al limite, sempre al confine della zona di pericolo. Ma, con le comuni tempeste dell’intensità di uragani, regatare nel Southern Ocean resta una sfida aperta, come lo era in passato. 

E SU SAILY TV E' PRONTA A TORNARE UN'ALTRA PUNTATA DELLA WEBSERIE VOR STORIES

CURIOSITA' DAI MARI DEL SUD

- La zona che va dai 40° sud al Circolo Polare Artico è quella dove si registrano i venti più intensi del mondo e le tempeste viaggiano verso est intorno al globo. In compenso però sono le zone dove le barche della Volvo Ocean Race possono raggiungere le maggiori velocità. 

- La temperatura dell’acqua va dai 2 ai 10° C nella zona dell’Antartide e in inverno, il mare ghiaccia intorno ai 65° di latitudine sud nel settore del Pacifico. Perciò i velisti devono indossare indumenti termici e protettivi.

- L’Oceano meridionale è dove si trovano i grandi iceberg, con il 90% della massa immersa, ostacoli che costituiscono un enorme pericolo per le barche della Volvo Ocean Race. Per questo motivo è stata introdotta una Antarctic Ice Exclusion Zone nelle istruzioni di regata della Leg 3. Ciononostante i velisti devono sempre prestare la massima attenzione e rimanere vigilanti, cercando di vedere in particolare modo i pezzi di ghiaccio più piccoli, detti growler, che sono i più difficili da individuare, soprattutto nelle ore notturne.

- L’aria più fredda è anche più densa, quindi i venti che si trovano nel Southern Ocean sono più potenti. Non è na variabile facile da quantificare, ma è certamente una delle ragioni per cui le barche, i Volvo Ocean 65, sono spesso più veloci di quanto le loro polari indicano in questa parte del globo.

- Le onde qui sono lunghe e molto alte, sono formate dal vento che può soffiare senza l’impedimento della terraferma e facilitano alte velocità di poppa. Quando le barche surfano sono più veloci delle onde e dunque bisogna timonare con estrema cautela, per evitare di finire nell’onda successiva. Qui, soprattutto, è dove l’esperienza paga.

- Nel Southern Ocean si incontrano animali, uccelli e cetacei strani, e spesso in via di estinzione, come albatros e balene.

- La sicurezza nell’area, lontana dalle terre abitate, è garantita da due Centri di Coordinamento del Soccorso in Mare, i Maritime Rescue Coordination Centres che si trovano in Nuova Zelanda, per la zona a ovest dei 131° ovest e in Cile per la zona a est. Il Race Control Centre della Volvo Ocean Race di Alicante è in contatto continuo con questi due enti.

VENERDI LA IN-PORT RACE A CAPE TOWN E DOMENICA LA PARTENZA DELLA TAPPA, ENTRAMBE DA VEDERE IN DIRETTA STREAMING QUI SU SAILY - Il segnale della diretta streaming della In-port race venerdi da Città del Capo e poi domenica 10 della partenza della regata, seguita per qualche miglio, si potrà vedere, in esclusiva per l'Italia su Saily.it, nell'apposita pagina che troverete sulla home page

VIDEO: UN RIEPILOGO DELLA TAPPA CAPE TOWN-ABU DHABI ALL'ULTIMA VOLVO OCEAN RACE

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