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12/11/2017 - 18:00

Giro del mondo in equipaggio, Leg 2

Volvo Ocean, eccoci all'Equatore

Dongfeng primo sulla linea dell'equatore, poi Mapfre, Vestas s Brunel. "CELEBRAZIONI" SPECIALI AI VELISTI AL PRIMO PASSAGGIO EQUATORIALE....

 

(13.11.17) Dongfeng primo oltre l'equatore, ma i distacchi sono minimi I battistrada della seconda tappa della Volvo Ocean Race hanno passato la linea degli 0° nord e sono entrati ufficialmente nell’emisfero meridionale. Ora li aspetta una gara di velocità, prua a sud, verso il traguardo di Città del Capo. Intanto Nettuno ha fatto visita alle matricole del passaggio dell’equatore, come impone la tradizione marinaresca…

Dongfeng Race Team con li skipper transalpino Charles Caudrelier ha guidato la flotta nel passaggio dell’equatore, una delle pietre miliari della seconda tappa, passando la linea ideale degli 0° nord alle 09.41 UTC (le 10.41 in Italia) con un margine molto ristretto su MAPFRE, Vestas 11th Hour Racing, Team Brunel e team AkzoNobel. Poco prima delle 12.30 tutte e cinque le barche di testa avevano passato l’equatore con un delta di sole 18 miglia, dopo quasi nove giorni di navigazione a stretto contatto.

Juan Vila, esperto navigatore spagnolo imbarcato su MAPFRE, questa mattina ha spiegato: “Siamo usciti dai doldrums e ora navighiamo negli alisei di sud-est. La zona di interconvergenza tropicale (le calme equatoriali) questa volta è stata relativamente facile dal passare, non abbiamo avuto lunghi periodi di calma ma sempre un po’ di brezza per muoverci, ad eccezione di un momento la scorsa notte quanto siamo restati fermi per circa 30 minuti e il gruppo si è ricompattato.”

Uno dei team che ha maggiormente approfittato delle ultime ore per riportarsi sotto è stato Team Brunel, su cui corrono anche i nostri Alberto Bolzan e Maciel Cicchetti. “Le ultime ore sono state piene di attività. Cambi di vele per adattarsi alle condizioni, con un sacco di temporali.” Ha raccontato lo skipper olandese Bouwe Bekking. “Siamo andati bene, dal punto di vista delle prestazioni, riportandoci vicino a Vestas e a MAPFRE. Ma Dongfeng sembra più difficile da riprendere, in questa andatura di lasco stretto.”

Alle spalle dei primi cinque continua il duello fra Turn the Tide on Plastic, con la triestina Francesca Clapcich e Team Sun Hung Kai/Scallywag, rispettivamente in sesta e settima posizione a 52 e 61 miglia da Dongfeng. I due team dovrebbero passare l’equatore nelle prossime ore.

LA TRADIZIONE DELL'EQUATORE - Tradizionalmente questo memento è quello dove chi è al suo primo passaggio riceve la visita del dio Nettuno a cui deve “offrire” qualcosa in cambio. La storia marinaresca impone che le matricole, in inglese chiamate Pollywog, siano presentate alla corte di Nettuno dai colleghi più esperti. Di solito la cerimonia comprende tagli di capelli e il lancio di qualsiasi schifezza l’equipaggio sia riuscito a mettere insieme nei giorni precedenti. Nel caso di Jack Bouttell e dell’onboard reporter Jeremie Lecaudey di Dongfeng si è trattato di cibo liofilizzato avanzato mentre il campione kiwi Peter Burling su team Brunel ha dovuto dire addio alla sua chioma.

Complessivamente sono 21 i velisti da “iniziare” fra cui tutti gli onboard reporter ad accezione di Sam Greenfield su Turn the Tide on Plastic, la cui skipper Dee Caffari ha dovuto lotare suo equipaggio che sosteneva che, malgrado abbia ben cinque giri del è il passaggio dell’equatore era stato fatto in solitario. “Dovrete combattere per affermare che non ho fatto un passaggio regolare.” Ha detto scherzando la velista britannica al suo giovane team. “Non mi può succedere niente e i rivoltosi saranno puniti duramente!”

Turn the Tide on Plastic ha avuto anche altre ragioni per festeggiare, oltre all’ingresso nell’emisfero meridionale: il team ha recuperato una posizione, passando Team Sun Hung Kai/Scallywag e ha rilasciato in mare una boa oceanica galleggiante che misurerà la salinità dell’acqua, il CO2, le alghe e per la prima volta le microplastiche presenti nell’Atlantico.

Sebbene in settima e ultima posizione Steve Hayles, il navigatore di Scallywag durante il collegamento quotidiano con la base di Alicante, ha detto di godersi la battaglia, e di contare su una posizione leggermente più occidentale per recuperare.“Non sottovalutiamo affatto Turn the Tide on Plastic.” Ha detto. “Per loro sarà una bella sfida. A lungo termine sono felice della nostra posizione, naturalmente ci scambieremmo di posto con quelli davanti ma non con Turn the Tide.”

Nella storia della Volvo Ocean Race, Fernando de Noronha, un piccolo arcipelago a circa 220 miglia a est della località brasiliana di Fortaleza, era una boa di percorso ma per questa edizione gli organizzatori hanno deciso di non includerla per dare alla flotta carta bianca riguardo la migliore rotta nel sud Atlantico. Tuttavia, date le condizioni meteo che si prevedono nei prossimi giorni, è molto probabile che le sette barche si portino comunque in prossimità di Fernando de Noronha, alla ricerca di vento più fresco che al momento si trova a circa 1.000 miglia più avanti.

(12.11.17) Volvo Ocean Race Incognita Doldrums Dongfeng in testa. Massima velocità: questa è la parola ordine per le sette barche che stanno puntando verso sud e verso le calme equatoriali. E Turn the Tide on Plastic decide di navigare in incognito in Stealth Mode…

Dongfeng Race Team guidato dallo skipper francese Charles Caudrelier sembra essere la barca più veloce quando si tratta di navigare in linea retta alle andature portatnti, come dimostrato nelle ultime ore della seconda tappa della Volvo Ocean Race quando la flotta si sta diffrango verso la zona delle temute calme equatoriali, il famosi Doldum.

La barca con bandiera cinese ha rosicchiato un vantaggio di cinque miglia sui rivali spagnoli di MAPFRE, su team Akzonobel e Vestas 11th Hour Racing ieri e oggi, al rilevamento delle ore 14, questo margine era raddoppiato, mentre il gruppetto di testa si trova al traverso delle isole di Capo Verde. Mentre la gara di velocità in poppa vive un altro capitolo, Dongfeng ha anche fatto registrare la migliore punta della flotta con 20 nodi in 16 nodi di vento, in parte anche perché l’equipaggio della barca rossa può navigare a un angolo lievemente più favorevole degli altri.

Tuttavia si parla di un vantaggio di sole 12 miglia su una tappa che ne misura 7.000 e dunque, malgrado sia stato ottenuto con grandi sforzi, il margine è poca cosa, soprattutto perché fra un paio di giorni tutte e sette le barche si troveranno a dover affrontare i Doldrum, ossia uno dei passaggi più delicati di questa tappa.

“Siamo a circa 560 miglia da dove pensiamo si trovi l’inizio dei Doldrum, è ora è una pura gara di velocità verso sud.” Ha spiegato il navigatore di Vestas 11th Hour Racing Simon Fisher, dicendosi contento della terza piazza e della posizione a nord-ovest di Dongfeng. “Ora si tratta di essere veloci, bisogna portarsi a sud il prima possibile. Una volta che saremo più vicini alle calme equatoriali dovremo affinare il posizionamento e vedere se potremo portarci a ovest o a est per effettuare il miglior passaggio.”

Intanto per la prima volta in questa edizione del giro del mondo, un team non era riportato nel rilevamento delle posizioni e sulla cartografia elettronica. Turn the Tide on Plastic infatti ha deciso di attivare la modalità Stealth, per cui le posizioni della barca sono nascoste agli avversari e al pubblico per 24 ore. La skipper Dee Caffari ha detto che sperava che questa opzione, facesse guadagnare al suo team punti preziosi nel gioco strategico/tattico della Leg 2.

“Stiamo rientrando lentamente su Scallywag e Brunel e vorremmo capitalizzare questa situazione. So che il concetto di Stealth Mode è stato creato per incoraggiare le decisioni più coraggiose e per spingere la flotta a muoversi, ma in questo caso noi vogliamo solo seminare il seme del dubbio nella mente dei nostri avversari, che si possono chiedere se noi abbiamo più vento qui a ovest.”

Team Brunel, quinto a 35 miglia dai leader, ha dovuto variare la rotta per sostituire un outrigger, il buttafuori usato per regolare meglio le vele alle andature portanti, che si era rotto. Dopo diversi tentativi, l’equipaggio è riuscito a risolvere. Team Sun Hung Kai/Scallywag è 90 miglia dietro ai primi, ma di certo a bordo non manca il buonumore. “La cosa che mi impressiona sempre, è quando siano vicine le barche.” Ha detto lo skipper Dave Witt durante una trasmissione con la sede della Volvo Ocean Race ad Alicante. “Stiamo per entrare nei Doldrum e ci sono appena 50 miglia fra il primo e l’ultimo, e in quella zona storicamente si sono viste barche perdere dalle 50 fino alle 300 miglia. La tappa di certo non è decisa.”

VIDEO: RIASSUNTO DELLA PRIMA SETTIMANA

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