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01/02/2016 - 11:20

Delibere e risposte

Vicenda Assolaser,
adesso è troppo

L'ultima delibera FIV sul caso Assolaser: ai laseristi italiani è impedita l'attività gestita dalle classi europea e internazionale. La reazione di Assolaser. Lo sconcerto dei velisti. Unica strada: tentare una mediazione e un accordo

La vicenda è nota, datata, grave, piena di errori da tutte le parti, eppure continua, con altri errori, con passi avanti anzichè indietro come sarebbe giusto. Assolaser-FIV-ILCA-AICL è ormai un polpettone avvelenato, e onestamente è difficile stabilire ragioni e torti (non ci riescono neanche i tribunali, ordinari e sportivi, che infatti continuano a rinviare), quello che si vede è solo un cumulo di macerie sulle quali purtropo camminano gli appassionati della classe Laser, e forse prospera chi vuol vendere barche concorrenti.

L'ultima bordata arriva dal Consiglio FIV del weekend scorso: "Non consentire ai propri tesserati, impegnati, nelle rappresentative federali, a qualunque titolo, in attività Laser, la partecipazione a qualunque manifestazione a calendario ILCA ed EURILCA". Il testo della news sul sito federale è qua sotto, seguito dal comunicato pubblicato sul sito Assolaser.

I commenti sui social e tra i laseristi sono di sconcerto per l'ulteriore piega degli eventi. Con la stagione che sta per iniziare, comprensibilmente tutti vorrebbero pensare solo a regatare, divertirsi, fare una bellissima attività sportiva. Comprendiamo che ci siano state gravi ragioni all'origine di questo dissidio, ma davanti al complicarsi dell'intreccio tra Federazione italiana e classe internazionale, forse l'idea di tornare a un tavolo e studiare una via d'uscita che soddisfi tutti è l'unica sensata. Lo fanno anche israeliani e palestinesi, non possono farlo Assolaser e FIV? Troviamo un mediatore e cominciamo. Andare avanti così non si può.


L'ULTIMA DELIBERA FIV
(federvela) "Vista la grave ed inaccettabile discriminazione operata dalle Associazioni Internazionali della Classe Laser (EURILCA ed ILCA) nei confronti dei tesserati FIV praticanti attività Laser, con l'obbligo per essi, per l'ottenimento di un pass per gli Europei e Mondiali di Classe, di dover prendere parte, unici nel panorama europeo della Classe, a manifestazioni organizzate solo al di fuori del territorio nazionale e di dover versare una fee ad una associazione non riconosciuta dalla FIV, e quindi non legittimata ad operare sul territorio italiano, il Consiglio Federale, riunitosi ieri a Genova presso la sede della FIV, si è visto costretto ad adottare la deliberazione di non consentire ai propri tesserati, impegnati, nelle rappresentative federali, a qualunque titolo, in attività Laser, la partecipazione a qualunque manifestazione a calendario ILCA ed EURILCA (resta esclusa da tale disposizione la regata a calendario in Gran Canaria, dal 26 febbraio al 4 marzo, per la quale il termine di scadenza delle iscrizioni era antecedente a detta deliberazione).

"Resta, invece, consentita la partecipazione a tutte le manifestazioni che la stessa Associazione Italiana di Classe Laser (AICL), riconosciuta dalla FIV come unica legittimata a rappresentare i laseristi italiani, ha già inserito nel proprio calendario sia per l'attività zonale, nazionale e per quella internazionale collegata e finalizzata al Circuito di Regate della World Sailing."

LA RISPOSTA ASSOLASER
(assdolaser.org) "Desideriamo rassicurare tutti i laseristi del distretto italiano sulle immutate condizioni di partecipazione alle attività Laser internazionali. Tutti gli equipaggi tesserati Assolaser possono partecipare alle regate di Europa Cup e di EuroMaster. La partecipazione ai campionati Europei e Mondiali continua ad essere riservata ai soli atleti inclusi nelle squadre ILT, che procedano all’iscrizione nei tempi e con le modalità previste dall’ILCA.

"Manifestiamo il nostro stupore e rammarico per quanto letto. Non ostante l’Assolaser pur mantenendo tutti i propri diritti, lo scorso anno, ha deciso, dopo la presa di posizione della Federazione Vela, di ritirarsi temporaneamente dall’attività nazionale per non creare disagio ed imbarazzo ai propri Associati e ai laseristi in genere.

"La Federazione Vela, in data odierna, a fronte del definitivo diniego della classe internazionale di modificare la propria posizione ha emesso una delibera lesiva della libertà individuale dei singoli atleti di praticare lo sport in serenità.

"L’Assolaser nella sua veste di Associazione Internazionale dei  laseristi italiani continua la sua attività di tutela dei timonieri laser attraverso i canali legali e rinnova l’auspicio di vedere presto un atteggiamento di riavvicinamento da parte della Federazione Italiana Vela che permetta di riacquistare la piena operatività all’Associazione ripristinando il circuito sportivo, interrotto alla fine del 2014, e offrendo nuovamente il piacere di regatare ai Laseristi Italiani." 

 

Commenti

Alberto (non verificato)

Apprezzo sempre il Suo equilibrio Direttore, ma un conto è cercare un accordo attraverso il dialogo tra pari aventi diritto, altro è doversi difendere da un’aggressione. Perché è piuttosto quest’ultima la situazione in cui si trovano Assolaser/Ilca e tutti i laseristi. In altre parole, se un dialogo è auspicabile, occorre che questo avvenga a partire da alcuni, pochi e semplici, punti fermi che la nostra Federazione si ostina a non voler capire: 1. Esiste una classe internazionale ILCA. 2. L’ILCA stabilisce chi sono i propri rappresentanti nei Distretti di tutto il mondo, a pieno diritto. Non se li fa imporre dalle singole federazioni nazionali altrimenti sarebbe il caos. E per il Distretto Italiano ILCA ha scelto Assolaser. 3. L’ILCA organizza i propri campionati di Classe (mondiale ed europeo nelle diverse categorie) ed il proprio circuito di regate, stabilendone le regole, comprese quelle di accesso, a pieno diritto. 4. Ogni laserista, di qualunque nazionalità, se ritiene di partecipare all’attività organizzata dall’ILCA, si associa versando la quota di iscrizione annuale e si attiene alle regole stabilite dalla classe. Ogni tentativo di intromissione unilaterale in questi ambiti DEVE essere respinto, per il corretto funzionamento dell’organizzazione internazionale della classe, a tutela di TUTTI i laseristi associati. Per questo ILCA è irremovibile: può e deve esserlo, grazie al cielo! Anziché negoziare con ILCA per risolvere i propri dissidi con Assolaser la nostra Federazione, pensando evidentemente di poterlo fare, si è voluta imporre con arbitrio, ma le sue azioni non hanno prodotto altro che duplicazioni di tessere, di ranking, ecc., l’esclusione dell’Italia dal circuito Europa Cup e innumerevoli problemi che naturalmente ricadono sulle spalle (e sulle tasche) degli atleti italiani. E dopo gli errori iniziali, arriva ora la follia. Adesso è troppo, i laseristi italiani non si meritano tutto questo. Rappresentano i tratti più autentici e sportivi della vela, sono per la maggior parte giovani e giovanissimi, non hanno nulla a che fare con la politica o gli interessi economici. E in questa fase delicata hanno bisogno di aiuto. Forse Lei, Direttore, sarebbe una persona in grado di fornire un significativo aiuto, sicuramente contribuendo a diffondere una corretta e misurata informazione, ma perché non anche proponendosi come mediatore? In alternativa non resta che attendere la scadenza del mandato del Consiglio Federale…
Gentile Alberto, grazie. L'equilibrio che inseguiamo, in questa come in altre vicende, ricorda un po' quello che si fa proprio su un Laser: bilanciare, col corpo, le forze che incontra sulla sua strada la nostra barca, vento e onde, e cercare di avanzare facendo il meglio possibile, migliorandosi sempre... Una prova che, se si ragionasse come si veleggia, forse avremmo tutti da guadagnarci. Aggressione o meno, parola piuttosto dura, anche al di là del possibile fondamento, il problema è adesso la totale incomunicabilità delle parti, che anzi - come dimostrato dall'ultima delibera FIV - continuano a peggiorare la situazione, in particolare quella degli sportivi, come ha ricordato lei. FIV e Assolaser sono due parti che hanno conoscenze, cultura sportiva ed esperienza ed è spiacevole che tali capacità debbano servire ad alimentare una controversia. Io faccio il giornalista di vela, è un mestiere privilegiato e bellissimo, anche se negli ultimi tempi faticoso e in salita. Della gravosità fa parte raccontare i fatti pensando al bene della vela e dei velisti, a volte prendendo posizione, perlopiù cercando quel famoso equilibrio. Non spetta a me propormi quale mediatore, ma se almeno una delle due parti ritiene che ci sia ancora spazio per sedersi a un tavolo, sono convinto che insieme si può trovare una soluzione.

Lasernelcuore (non verificato)

La disponibilità ad un incontro è stata data negli ultimi mesi del 2015 da parte di Assolaser. La classe aveva posto come condizione che al tavolo si presentassero oltre ai legali di FIV , Assolaser e AICL anche soggetti rappresentanti le parti muniti di potere decisionale da esercitare in quell'occasione.

Pier Antonio Masotto (non verificato)

Caro Direttore buongiorno, tra i diversi forum che si stanno occupando di questa triste vicenda, ho scelto di scrivere a lei per la compostezza e serietà degli interventi di cui sopra. Credo di potermi considerare, anche se ex, addetto ai lavori; seguo la classe laser dal 1974, il CONI mi ha conferito due riconoscimenti importanti, palma di bronzo e d'argento al merito tecnico, per l'attività svolta nell'arco di 4 decenni per i nostri atleti. Sono anche genitore naturale di due ragazze che hanno svolto attività agonistica nel laser e genitore adottivo di diversi altri che hanno rappresentato i colori italiani in manifestazioni nazionali e internazionali. Conosco da diversi decenni sia il segretario Assolaser Macrino Macrì che il segretario della neonata associazione Italia Laser Gianni Galli per i quali non nutro alcun dubbio siano mossi da intenti volti al bene dei nostri atleti. Mi lascia invece altresì molto perplesso come la FIV abbia gestito questa vicenda. Molto già si è detto in merito e non aggiungo altro, vorrei invece capire come sia possibile sedersi attorno ad un tavolo consiliare e deliberare senza tener conto degli interessi degli atleti. Si stava quindi meglio quando si stava peggio? , cioè col vecchio consiglio guidato da Gaibisso? Chiedo infine a chi ne ha il potere di ritrattare la delibera espressa, di fare un passo indietro che li onorerebbe e finalmente lavorare per i nostri ragazzi la cui attività si riflette poi su tutto il panorama velico italiano. Pier Antonio Masotto
Caro Pier Antonio Masotto, grazie davvero, il suo messaggio ci onora e ci ispira nel nostro lavoro. La sua storia di appassionato, sportivo, regatante e genitore, quindi educatore, è esemplare. Le sue conoscenze e le amicizie nei confronti delle persone nominate, le condivido con affetto. I suoi interrogativi, alcuni dei quali inquietanti ("si stava meglio quando si stava peggio?") sono quelli di tantissimi nostri lettori e comunque di gran parte del "popolo" dei velisti, ovvero gli utenti dell'organizzazione del sistema del nostro sport. Purtroppo, caro Masotto, a ritrattare non ci pensa nessuno. Anzi fioccano le note e le contro-note, come avrà visto. Eppure, proprio per l'evidenza e la condivisione delle perplessità che lei ha così ben riassunto, resto sempre nella speranza di vedere - da parte di tutti - un sussulto di ragionevolezza. PS-Ho risposto con il Lei per rispetto e reciprocità, ma spero che potremo darci del Tu, come si conviene tra velisti! BV

ITANOVANTASEI (non verificato)

Il tempo è venuto, il tempo è sempre galantuomo! Guardo questa vicenda allibito e sgomento, comprendo ... molto parzialmente le argomentazioni di coloro che prendono le parti dell'ILCA e mi rendo conto del fatto che, alla base di tutto, c'è proprio la grande menzogna che da oltre quarant'anni si cerca di passare sotto traccia e che, invece, diviene ogni giorno più di attualità, in maniera dirompente, nella sua forma peggiore! Non voglio prendere necessariamente le parti della Federvela, però analizzo i fatti. Alla base c'è l'ipocrisia di spacciare una classe in regime di monopolio per un monotipo: non è vero, il 470, la Star, il 420, il Finn o l'FD lo sono, il Laser no, proprio perché lo costruisce una sola organizzazione, che vede in questo un business assicurato e se lo vorrebbe tenere stretto, a dispetto del tempo che trascorre, evidenziando tutte le magagne di una "barca" che proprio per colpa della sua staticità strettamente legata al concetto di monopolio su cui lucrare ed all'intento commerciale, non si evolve da quando è nata. Oggi vedere per esempio le vele dei Laser nel circuito olimpico è un insulto alla vela: tutti gli altri hanno belle vele, loro stracci tagliati e cuciti alla meglio, come si faceva quattro decenni orsono. Potrei continuare con altri esempi quasi all'infinito; il succo è che la politica scellerata dei monopolisti ha portato ad imporre il loro esclusivo interesse, non quello della vela ed oggi si trovano in mano una delle barche in assoluto più arretrate. Le altre classi, proprio in virtù di essere veri monotipi, sono sempre state gestite da velisti appassionati ed esperti, non mossi da diretti aneliti di guadagno e, proprio per questo hanno saputo evolversi con scelte assai spesso giuste, tendenti ad aggiornare progressivamente le barche, sfidando i decenni. Al contrario, nel corso del tempo, il Laser si è trasformato in una specie di religione in cui i "fedeli" sono i tanti ragazzi che trovano divertimento e sport in questo oggetto (giusto!), lasciando ai suoi "sacerdoti" la facoltà di sfruttarne il business e, nel contempo, di indottrinarli (deleterio!). Questo al punto di tentare di farne una sorta di "federazione alternativa": ricordate, per esempio, che furono proprio i Laser tra i primi ad imporre le "istruzioni standard" oltre a molti altri deliri, fino alla più recente "partenza con la U". Analizzandoli bene sono tutti segnali che fanno comprendere come queste persone non siano mai state né abbiano mai cercato di immedesimarsi nella vasta cultura dello vela, dello yachting, dello sport! E oggi siamo al dunque. Ma quello che è peggio è che, se il Laser è stata la prima classe gestita in regime di monopolio - in realtà non è stata davvero la "apripista" di questo settore nefando, ma è stata la prima ad avere un grande successo - oggi le classi "monocostruttore" sono diventate prevalenti, con grave danno per la vela, per i cantieri, per i velai e, per quanto mi sta davvero a cuore, per un corretto e progressivo progresso nella vela. Questa è stata la vera colpa della Federvela e dell'I.Y.R.U. - I.Sa.F. - W.S. : subire senza correggere tale tendenza di mercato che nulla ha a che vedere con lo sport. La libera concorrenza fa bene ovunque, anche nello sport, anche nella vela: viva i veri monotipi, abbasso le classi monopoliste. Anche perché, alla fine, ed ora siamo davvero alla fine, le classi monopoliste generano quelle che io definisco "dittature sportive" che possono agevolare successi e boom di vendite passeggeri ma che, nel medio periodo ... portano esattamente all'attuale situazione. Forse è proprio questo che non è stato analizzato e compreso: i precedenti commenti non fanno altro confermare questa sensazione. Lasciamo spadroneggiare l'ILCA e le varie Assolaser nelle varie nazioni per ancora qualche anno e, dopo il collasso dell'Admiral's Cup, seguito a quello in corso dell'America's Cup giungeremo anche a quello della vela leggera, con la definitiva estromissione dell'intero sport dal programma Olimpico ... ! E dopo? E' questo che vogliamo? Arriverà l'ottimo Colivicchi che inventerà qualcosa di simile al recente slogan "This is not my Cup". Troppo spesso le fughe in avanti, quale sembrò negli anni '70 l'avvento del Laser e delle classi monopoliste, provocano collassi che fanno arretrare di secoli: meglio il progresso graduale, gestito dai veri appassionati e da chi è si selezione per essere davvero tecnicamente all'altezza che, anche se può sembrare per certi versi troppo "conservatore", è l'unica garanzia per lo sviluppo futuro. Ultima considerazione: guardate il 49er , molto più recente e tecnicamente complesso del Laser, all'inizio era "freschissimo" e all'avanguardia, oggi sembra già datato se affiancato ad un Nacra 17 e allora? Sono entrambe classi monopoliste e per questo statiche; è molto bello che alle Olimpiadi ci sia uno skiff ed un cat ma il regime di monopolio può semmai garantire l'inizio dello sviluppo di ogni classe e poi via libera al mercato ... per il 49er forse è gia tardi (parlo in senso tecnico, non in senso legale che, per come sono messe le cose temo sia già impossibile) e, probabilmente, per il Nacra 17 il giorno "giusto" sarebbe quello successivo alla conclusione delle sue prime Olimpiadi!

luca (non verificato)

E una lite da cortile ,pure i giudici se ne lavano le mani ,rimandando la questione ai mittenti,invitandoli ad accordarsi tra di loro ,cosa che non avverrà mai .