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27/01/2021 - 10:43

Hanno circumnavigato il mondo, a vela, da soli

Vendée Globe Arrive Room

GRAN FINALE DEL GIRO DEL MONDO IN SOLITARIO: DIRETTE E BREAKING NEWS, TROVATE TUTTO QUI - Un'altra "stanza" dove ritrovarsi su Saily, dove le notizie arrivano insieme alle emozioni, alle storie, a video, foto, cartografie, ultimissime. LE DIRETTE DEGLI ARRIVI E I REPLAY, I LINK ALLE NOSTRE TELECRONACHE

 

Hanno circumnavigato il mondo, a vela, da soli, per 80 giorni. Alcuni stanno finendo, altri finiranno nei prossimi giorni o settimane, tutti sono grandi marinai, alcuni sono fuoriclasse dell'oceano, uno è il nostro eroe: Giancarlo Pedote su Prysmian Group. 33 partiti, 8 ritirati, un finale pazzesco in volata tra i primi, la prospettiva di finire abbondantemente nella top-ten per il nostro Giancarlo al suo primo giro del mondo (alla fine splendido 8°). Tutto in un paio di giorni. Tutto su Saily. Approfondiremo il vincitore, il podio, i motivi. E celebreremo Giancarlo Pedote e il suo piazzamento tra i migliori, un record per la vela italiana. Lo sentiremo e vivremo con lui le sensazioni della terraferma. E a seguire, guarderemo anche gli altri arrivi, le altre storie. Se siete qui, siete a bordo di tutte le bellezze della grande vela.

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26.2 IL CUORE GIGANTE DI SAM DAVIES

 

Sam Davies, skipper di Initiatives Coeur, sta per tagliare il traguardo del Vendée Globe. Come la sua collega Isabelle Joschke (MACSF) risulterà fuori classifica in questa nona edizione del giro del mondo in solitario e senza scalo, poiché ha dovuto abbandonare la regata in seguito a una collisione con qualcosa nei pressi del Capo di Buona Speranza. Sam Davies, terza partecipazione per lei, ha dovuto fermarsi a Cape Town in Sudafrica per riparare importanti danni alla chiglia e alle strutture della sua barca. Riparare e ripartire nonostante la frustrazione di non poter più competere. Perché come ha spiegato lei stessa, oltre al progetto sportivo, Sam Davies era in missione, quella del mecenate Initiatives Coeurs, e cioè permettere a bambini africani di essere operati al cuore e di tornare a una vita normale. L’obiettivo iniziale era di arrivare a 60 bambini operati, non era raggiunto al momento del ritiro di Sam. Oggi, giorno dell’arrivo di Sam Davies a Port Olona,  sono oltre cento i bambini che verrano operati grazie al seguito del pubblico sui social media. 

 

Ecco spiegato il cuore che ha disegnato Sam Davies con la scia della sua barca al largo delle coste della Vandea prima di tagliare il traguardo. Un cuore che significa grazie a tutti i suoi sostenitori e grazie a un evento come il Vendée Globe che permette operazioni del genere.  

 

 

24.2 ISABELLE JOSCHKE, FUORI CLASSIFICA DA FUORICLASSE 

 

Detto fatto. Come promesso, Isabelle Joschke ha chiuso il cerchio della sua prima circumnavigazione in solitario 108 giorni dopo aver lasciato Port Olona. Ha ufficialmente abbandonato la regata lo scorso 9 gennaio, quando tornata saldamente nella top ten, si è ritrovata con una chiglia impazzita a causa della rottura del sistema di movimentazione dell’appendice. Per mettere in sicurezza la barca, si è fermata dieci giorni a Salvador de Bahia in Brasile, proprio il porto di arrivo delle sue prime Mini Transat che lo hanno fatto conoscere al pubblico per la sua grinta e il suo coraggio. Stessa grinta, stesso coraggio che ha dimostrato durante tutto il suo primo Vendée Globe. 

 

In conferenza la navigatrice franco tedesca è tornata sulla sua regata. Ha parlato di una prima settimana di gara storta durante la quale si è sentita come paralizzata dalla paura di abbandonare subito come le era capitato in diverse regate pre Vendée Globe. Ha raccontato poi i suoi sforzi per cercare di recuperare le miglia perse sul gruppo di testa, missione che sembrava impossibile all’inizio. Poi all’inizio del Sud Atlantico, un’avaria abbastanza grave (pulpito di poppa e draglie strappate a dritta della barca), problema che ha costretto Isabelle a concentrasi per diversi giorni sulle riparazioni da effettuare piuttosto che sulla classifica, considerando che era impensabile iniziare la navigazione nell’oceano australe a bordo di una barca non più sicura. Una volta sistemata l’avaria, è proprio nel Sud che ha iniziato a recuperare e a tornare sul gruppo di testa. Infine, poco dopo Horn, l’avaria fatale proprio quando sulla carta Isabelle disponeva di una barca competitiva per lottare con il gruppo di testa durante la risalita dell’Atlantico. Una frustrazione enorme che la Joschke è riuscita a trasformare in motivazione per concludere il suo primo giro del mondo, fuori classifica ma da fuoriclasse. Grande lezione di vita anche questa.          

 

 

 

 

20.2 MANU COUSIN, RICONVERSIONE PROFESSIONALE RIUSCITA (23mo in 103 giorni)

 

Lo skipper di Groupe Setin ha concluso il suo Vendée Globe in 103 giorni, 8 ore e 35 minuti al 23mo posto. La sua regata è stata segnata da due avarie importanti: la prima nei pressi del Capo di Buona Speranza quando deve sistemare una fessura nel sistema di fissazione di uno dei timoni, la seconda più grave nella risalita dell’Atlantico al sistema di movimentazione della chiglia basculante. Ha risolto entrambi i problemi ed è riuscito a concludere il giro: Un Vendée globe sinonimo di riconversione professionale riuscita per questo uomo di 53 anni, appassionato di vela da sempre, ma che i è lasciato alle spalle una carriera nel settore industriale automobilistico per cimentarsi nelle regata offshore prima su Class 40 dal 2014 poi da due anni a queste parti nella classe IMOCA.

 

 

 

 

 

17.2 MIRANDA MERRON, PREMIO ALLA CARRIERA (22ma in 101 giorni)

 

Miranda Merron ha scelto il brano Feeling Good dell’immensa artista afro americana Nina Simone per il suo arrivo a Les Sables d’Olonne e per introdurre la sua conferenza stampa. Un brano, ha spiegato la navigatrice inglese, che era già l’inno dell’equipaggio tutto al femminile che era partito all’assalto del giro del mondo ma nell’ambito del Trofeo Jules Verne sotto la guida di Tracy Edwards, tentativo al quale partecipò anche una giovanissima Sam Davies e che si concluse con un disalberamento prima di doppiare Capo Horn. Questa volta Miranda non solo ha doppiato il più mitico dei Capi ma ha anche raggiunto il traguardo del suo primo giro del mondo in solitario. Un giro senza scalo che inizialmente pensava fare a bordo del Class 40 che porta da una decina di anni i colori della cooperativa agricola Campagne de France, ma è Halvard Mabire il suo compagno nella vita che lo ha convinta a prendere la partenza della nona edizione del Vendée Globe con una braca del 2006 preparata con grande cura nonostante un budget più vicino a quello di un Class 40 che di un 60 piedi IMOCA. Eppure eccola qui che a 51 anni ha realizzato il suo sogno, sorta di meritatissimo premio alla carriera.       

 

 

 

 

 

16.2 CLEMENT GIRAUD, MiSSIONI COMPIUTE (21mo in 99 giorni)
 

Missione compiuta per Clément Giraud (Compagnie du Lit - Jiliti), lo skipper residente a Tolone sulla costa mediterranea ha concluso il giro del mondo in solitario e senza scalo in 99 giorni, 20 ore e 8 minuti e prende il 21mo posto in classifica. Concludere la circumnavigazione del pianeta era l’obiettivo numero uno, il secondo era di scendere sotto i 100 giorni, il terzo di battagliare fino alla fine con altri concorrenti allo stesso livello di lui come Manuel Cousin o Miranda Merron. Lo skipper che ha passato i primi anni della sua vita sulla barca di famiglia ai Caraibi prima di istallarsi a Tolone sulla costa mediterranea francese e ha festeggiato i suoi 40 anni nei Quaranta Ruggenti lo ha fatto sempre con il sorriso sulle labbra e nel buon umore. Ovviamente ad accogliere Giraud sui pontili di Port Olona c'era Erik Nigon, che dopo aver rinunciato a partecipare a Globe quest'anno a causa del ritiro del suo main sponsor, ha prestato la sua barca a Clément.  

 

 

 

 

13.2.  DIDAC E I SUOI FRATELLI. POMPIERI DELLA VANDEA E QUELLI DELLA COSTA CATALANA

Didac Costa ha tagliato il traguardo sabato sera alle 20.47. Tempo di percorrenza: 97 giorni, 6 ore e 27 minuti, ventesimo in classifica. E’ entrato nel canale domenica e sul molo di Port Olona, ad accoglierlo c’erano i suoi colleghi vigili del fuoco della Vandea con tanto di fumogeni e sirene.

Didac Costa, 40 anni, professione pompiere a Barcellona, da corinthian ha scalato per la seconda volta l’Everest dei mari in solitario, ha completato il suo terzo giro del mondo senza scalo (il primo in doppio nel 2015 nella Barcelona Wolrd Race), sempre con il buon vecchio 60 piedi disegnato per Ellen MacArthur e varato nel 2000. 

 

 

Il primo Vendée Globe di Didac è stato segnato da una lunga serie di problemi tecnici, ma era comunque riuscito a completare il giro in 108 giorni. Ci teneva a provarci di nuovo con una barca più preparata. Nello specifico il One Planet One Ocean ha avuto un gioco di vele e un motore nuovi, sono stati effettuati lavori importanti per alleggerire la barca fino alla soppressione totale delle derive laterali. Una soluzione radicale dettata anche dai vincoli del budget ma che nella somma delle condizioni incontrate non lo ha penalizzato più di tanto, ha spiegato in conferenza. E così, Didac Costa ha migliorato il proprio record di 11 giorni e mezzo. Eppure non è che avesse un budget molto più consistente questa volta: intorno ai 400.000 euro aveva dichiarato prima della partenza al periodico ABC (LINK).

Un’intervista in cui spiega come ha potuto acquisire in comproprietà con i suoi fratelli il mitico ex Kingfisher che era prima armato dalla FNOB (Fundaciò de Navegaciò Oceanica di Barecllona) e come la stessa FNOB ha continuato ad aiutare dal punto di vista logistico e nella ricerca di partner. Partner che ha finito per trovare in Catalogna e ai Baleari. Didac ha ottenuto anche il sostegno della Commissione Oceanografica Intergovernativa dell'UNESCO per la campagna One Planet, One Ocean Come tanti altri concorrenti di questa edizione del Globe, la regata di Costa aveva anche un aspetto didattico, è stata seguita da centinaia di scuole in tutta la Spagna. Altro lavoro di formica iniziato da anni ormai dalle parti di Barcellona e della sua FNOB. 

 

 

12.1 PIP HARE COME CENERENTOLA E' DIVENTATA REGINA D'INGHILTERRA (ED E' FINITA IN PRIMA PAGINA DEL TIMES) E’ arrivata il venerdì 12 febbraio poco prima delle due di mattina dopo 95 giorni, 11 ore e 37 minuti di regata. Per la sua prima partecipazione al Vendée Globe, Pip Hare prende il 19mo posto in classifica. E’ arrivata a notte fonda, eppure sul pontile ad aspettare la navigatrice britannica, c’era Jean Le Cam che durante la regata aveva promesso di essere presente al suo traguardo, perché ha detto Le Cam, Pip ha illuminato questa edizione del giro del mondo in solitario e senza scalo.

Lo ha illuminato per il suo sorriso, il suo umorismo e la sua comunicazione senza filtri. Lo ha illuminato perché è riuscito a sostituire un timone in mezzo al Pacifico con 25 nodi e 3 metri d'onda. Lo ha illuminato sopratutto per il bel po’ di pepe alle poppe che Pip ha messo a concorrenti ben più blasonati di lei. Traiettorie fluide, strategie azzeccate, costanza e tanta, tanta sostanza. A bordo di Medallia, dinosauro, monumento storico della classe IMOCA, un progetto del 1998, autocostruito da Bernard Stamm nel 2000 in un paesino bretone più abituato a vedere pescherecci che barche da corsa, ha migliorato di dieci giorni il tempo stabilito con la stessa barca da Alan Roura nella scorsa edizione. E’ arrivata non cosi distaccata dai cinque avversari che hanno tagliato il traguardo prima di lei, tutti con barche più recenti, tutti skipper recidivi del VG. 

 

 

Lei, Pip Hare, 46 anni, principiante, perfetta sconosciuta in partenza (appena tre transat all’attivo, due in Mini 650 e una in Class 40, però una vita in crociera prima, poi istruttrice di vela d’altura e un po’ di giornalismo nautico anche). Tra gli obiettivi che si era prefissata c’era quello di migliorare il record della MacArthur stabilito nel Vendée Globe del 2001, quando Ellen, allora giovane navigatrice britannica super sponsorizzata aveva concluso il giro del mondo al secondo posto in 94 giorni e rotta. Pip Hare non è riuscito a migliorare il premiato della sua connazionale. Rimpianti? Nessuno. ‘’Ho capito dove ho guadagnato tempo sulla tabella di marcia e quando ne ho perso. Cinque giorni fa l’obiettivo era ancora raggiungibile, poi le condizioni meteo sono cambiate”.

 

I tre mesi più belli

 

Conferenza emozionante durante la quale ha detto “ Questi sono stati i tre mesi più belli della mia vita. Nel Sud mi sono sentito bene, al mio agio.” E si è visto, si è visto tantissimo. E’ tornata anche sulla genesi del suo progetto: un prestito bancario accordato nel mese di gennaio 2019, a seguire 18 mesi di preparazione da sola. Poi il miracolo: l’arrivo del main sponsor all’ultimo momento, Medallia quindi, azienda che gestisce le relazioni tra aziende e clienti a livello globale. E così la possibilità di formare un piccolo team con Joff Brown come direttore tecnico per completare la preparazione della barca. Il resto è storia, finita in prima pagina del Times. 

 

 



11.2 I 95 GIORNI DI LE DIRAISON PER GLI OCEANI

 

Con la stessa barca, gli stessi partner e lo stesso messaggio (Time for Oceans, dedicare tempo per l’oceano), Stéphane Le Diraison, 44 anni, aveva dovuto abbandonare a Sud della Tasmania quattro anni fa.  Questo volta è andato fine in fondo, nonostante una lunga serie di avarie di ogni tipo, e ha concluso il giro un po’ più di due ore dopo Alan Roura, in 95 giorni, 8 ore e 16 minuti. 95 giorni di regata a contatto con un gruppo di sei concorrenti, oltre a Le Diraison, Shiraishi, Boissières, Roura, Hare e Costa, una regata nella regata che ispira a Le Diraison questa riflessione: “Tra noi sei, non avremo bisogno di parlare tanto, basteranno gli sguardi. Sappiamo quello che abbiamo vissuto e quanto abbiamo condiviso. Non vediamo l’ora di passare un po’ di tempo insieme, ce lo siamo meritati.” 95 giorni anche per cercare di sensibilizzare e responsabilizzare il pubblico, in particolare gli alunni delle scuole elementari che hanno seguito il VG di Le Diraison, una serie di riflessioni sulle questioni ambientali che riguardano l’oceano. E non sono poche.

        

 

 

11.2 LE DUE REGATE DI ALAN ROURA

 

Arrivati alle 20.30, Alan Roura e La Fabrique hanno completato il giro in 95 giorni, 6 ore e 9 minuti e prendono il diciassettesimo posto in classifica generale. Già finisher della scorsa edizione, Roura, skipper svizzero, classe 1993, un’infanzia passata a girovagare in Atlantico sulla barca di famiglia,  era di nuovo il beniamino tra i trentatré skipper al via del giro del mondo in solitario e senza scalo lo scorso 8 novembre. Rispetto a quattro anni fa però, era partito con qualche velleità in più a bordo di un 60 piedi del 2007, progetto Finot & Conq con foil aggiunti. Una barca con la quale Roura e il suo team avevano migliorato il record del Nord Atlantico l’estate scorsa.

 

Purtroppo la sua regata ha cambiato volto nel Sud Atlantico all’entrata del Southern Ocean quando ha dovuto sistemare gravi problemi al sistema idraulico di movimentazione della chiglia basculante. Era impossibile in queste condizioni seguire il ritmo del gruppo di testa. Era possibile invece trovare una soluzione al problema (bloccare la chiglia alla verticale), uscire da quella che ha chiamato ''modalità sopravvivenza'', ritrovare le motivazioni per iniziare una nuova regata. Quindi resistere al massimo al come back del giapponese Kojiro Shiraishi, dare filo da torcere a Boissières e cercare di finire davanti a Stéphane Le Diraison e gli altri. Cosa che il giovane Roura è riuscito a fare dopo una regata a contatto durata tutta la risalita dell’Atlantico e fino alle ultime miglia. “E’ stato una corsa difficile da vivere mentalmente, non solo per le condizioni meteo” ha spiegato Roura. Pensi alla classifica per tutto il giro,  devi accettare di perdere posizione e di non poter recuperare. E’ stata una guerra con me stesso, ho dovuto imparare a navigare diversamente e a ritrovare piacere nel farlo fino al traguardo” ha dichiarato Alan Roura dopo aver tagliato la linea del suo secondo Vendée Globe consecutivo.    

 

 

 



11.2 KOJIRO SHIRAISHI CHIUDE IL CERCHIO DELLO SPIRITO DI YUKOH

 

Korijo Shiraishi  (DMG/Mori) ha tagliato la linea di arrivo quasi tre ore dopo Boissières, si piazza al sedicesimo posto e diventa il primo skipper asiatico classificato nella storia del Vendée Globe. Kojiro ha impegnato 94 giorni e 21 ore a concludere il giro. E ha impegnato 30 anni a chiudere il cerchio mantenendo quella promessa fatta al suo mentore, Yukoh Tada pioniere della navigazione oceanica in Giappone che lo aveva introdotto nel mondo delle regata offshore. Quattro anni fa, il primo tentativo di Kojiro si era concluso con un disalberamento, questa volta a bordo di DMG/Mori, barca sistership del Charal di Jérémie Beyou ma che il giapponese ha battezzata anche questa volta Spirit of Yukoh, la regata di Shirashi è stata compromessa nella seconda settimana con una strambata involontaria nel passaggio della depressione Theta, incidente che ha provocato gravi danni nella randa. Kojiro non si è però perso d’animo, ha ammainato la vela e per sei lunghi giorni l'ha riparata. Ha perso così il treno del gruppo di testa lanciato a piena velocità negli alisei, ha tagliato l’Equatore al 31mo posto, doppiato Capo Horn per la quinta volta in carriera, e alla fine Kojiro ha raggiunto il traguardo al 16mo posto, a bordo di una barca che lui stesso ha definito come “un cavallo imbizzarrito che ho dovuto domare prima di entrare in armonia con lui, come con un amico.

 

Dopo Bestaven (vincitore), Maxime Sorel (decimo), Shiraishi (sedicesimo) è il terzo e ultimo concorrente che si è preparato insieme Kairos, la scuderia diretta da Roland Jourdain: "Sono stato il peggiore dei tuoi allievi, avrei dovuto ascoltarti di più" ha detto Shirashi rivolgendosi a Jourdain in conferenza, Jourdain ha risposto che pochi altri concorrenti sarebbero stati capaci di così tanta pazienza e tenacia per riparare la randa come ha fatto Kojiro.    

 

 

 



11.2 ARNAUD BOISSIERES CALA IL POKER. 

 

Arnaud Boissières (La Mie Caline/Artisan Artipole) ha tagliato il traguardo verso le 9 questa mattina in un freddo gelido, dopo 94 giorni, 18 ore e 36 minuti. Boissières prende così il quindicesimo posto della nona edizione del Vendée Globe. A 47 anni è la quarta volta consecutiva che il navigatore di Arcachon, residente a Les Sables d’Olonne partecipa al giro del mondo in solitario e senza scalo. Accolto dal vincitore Yannick Bestaven, il suo amico d’infanzia, ha raccontato il rapporto intimo che ha con questa regata (“Il Vendée Globe è la mia vita”), regata che ha scoperto sin dalla prima edizione quando, malato di leucemia, ha potuto assistere alla partenza. Questa è stata la scintilla che lo ha spinto a mettere in piedi i primi progetti in oceano. In Mini 650 con l’amico Bestaven (‘’un’esperienza fondatrice’’) per iniziare, prima di passare a progetti più ambiziosi in 60 piedi. Sempre a proposito dei destini incrociati con l’amico Bestaven ha ironizzato: “I nostri due percorsi nel VG riflettono i nostri caratteri: Io faccio quattro VG, li concludo tutti, Yannick abbandona il primo, torna 16 anni dopo però vince.” 

 

 

7.1, IL 14° ARRIVATO E' ROMAIN ATTANASIO - Sabato 6 alle 16:06 UTC, il francese Romain Attanasio a bordo di Pure Best Western Hotels and Resorts (nome un po' lungo per una barca, ma almeno è tutto chiaro), è stato il 14° skipper a tagliare la linea d'arrivo del Vendée Globe 2020-21, nel tempo finale di 90 giorni, 2 ore, 46 minuti e 2 secondi. A 43 anni Romain ha raggiunto l'obiettivo prefissato, concludere il suo secondo VG senza eccessivi problemi, inserendosi nella prima metà della flotta, pur con un budget modesto.

Attanasio è il marito di Samantha Davies, una famiglia d'altomare, due vele e una capanna... Il precedente VG lo aveva chiuso al 15° posto in 109 giorni, 35 giorni dopo il vincitore Le Cleac'h. Decisamente un bel salto in avanti per Romain. Che adesso attenderà l'arrivo di Samantha, che ha ripreso fuori classifica la sua circumnavigazione. Il Vendée globe è infinito...

 

6.2 - L'ARRIVO DEL GRANDE JEREMIE BEYOU - Sul mare piatto, con un vento da nord di 12-13 nodi, l'ombra della barca nera Charal si è stagliata al largo di Les Sables d'Olonne. E' sabato 6 febbraio alle 9:15 e 58 secondi (ora francese), Jérémie Beyou taglia il traguardo di Les Sables d'Olonne dopo un totale di 89 giorni, 18 ore, 55 minuti e 58 secondi di corsa intorno al mondo in solitario senza sosta e senza assistenza. Lo skipper di Charal è così 13° nella Vendée Globe dopo un viaggio segnato dal suo rientro in porto per riparare danni multipli, un ritorno in regata a più di 9 giorni dai suoi compagni e una rimonta progressiva nel cuore della flotta, superando 13 concorrenti. Colui che era stato etichettato come un grande favorito in questa nona Vendée Globe ha dovuto combattere contro la sua profonda natura competitiva per fissare altri obiettivi per se stesso.

LINK: APPROFONDIMENTI E DICHIARAZIONI DI BEYOU IN CONFERENZA STAMPA

SU SAILY TV IN ARRIVO ALTRI EPISODI DELLA WEBSERIE "SOLO" DEDICATA ALLE STORIE DEL VENDÉE CON TANTE SORPRESE

5.2 ANCORA 13 SKIPPER IN GARA, ECCO LA SITUAZIONE. BEYOU ARRIVA SABATO 6? - Ci sono ancora tredici skipper solitari che risalgono l'Atlantico verso il traguardo a Les Sables d'Olonne, tutti nella loro situazione particolare che combattono i propri fantasmi, i propri venti e ancora godono della soddisfazione di ogni miglio guadagnato verso il linea.

Due arriveranno nel fine settimana, probabilmente sabato per Jeremie Beyou e Romain Attanasio. Particolare la storia del primo, partito come favorito numero uno (insieme a Thomson) per vincere questo Vendée, ma poi tornato indietro dopo due giorni e ripartito (con una scelta di grande spessore) dopo altri due giorni di spsta, quindi con un ritardo globale di almeno 8-9 giorni. Il suo Charal, ultimissima generazione di Imoca foiling, lo ha riportato all'arrivo dopo aver superato uno per uno una ventina di concorrenti, e arriverà tredicesimo. Molti cono curiosi di calcolare il suo tempo del giro dalla seconda partenza, e confrontarlo con i primi arrivati. Ma quel che conta è il gesto e l'impresa che ha valori che vanno oltre l'aspetto agonistico. Ne parleremo diffusamente anche con lui.

Poi c'è il gruppo di sei che deve aggirare un grande sistema di alta pressione che si è allungato da nord a sud, stretto tra i minimi dell'Atlantico, (Boissières, Le Diraison, Roura, Shiraishi, Costa, Hare), poi c'è il trio Giroud-Cousin-Merron che ha appena passato i doldrums, e infine il duo Barrier-Huusela che sta andando stabilmente a nord al largo delle coste del Brasile.

Il gruppo di Boissières, Le Diraison, Roura, Shiraishi, seguito da Costa e Hare, deve circumnavigare l'Alta delle Azzorre passando 1000 miglia a ovest delle isole portoghesi La cosa peggiore è che non è ancora finita, dopo la quiete verrà la tempesta, secondo il Il meteorologo della Vendée Globe, Christian Dumard: "Dovranno fare i conti con un primo fronte che si approfondirà prima di un nuovo minimo, formato da forti venti nord-occidentali con più di 50 nodi. Non hanno ancora finito con le depressioni invernali."

"Sarà un grande match race fino alla fine", dice Alan Roura (La Fabrique), entusiasta alla telefonata di questa mattina. "Questo è tutto, sono fuori dalla depressione, è bello!", Ha ridacchiato invece Manuel Cousin (Groupe SETIN). "So che abbiamo ancora una Transat da fare, ma combatteremo".

Miranda Merron sta ancora lottando per uscire dai Doldrums. "Ho avuto una notte disastrosa. Non ho vento e c'è un grande moto ondoso da Nord-Est, Sud-Est". La velista di Campagne de France dice della sua randa che "sbatte violentemente su tutti i lati come se cercasse di staccarsi dall'albero". Ma lei sta lì dentro e spera di entrare presto in una brezza più solida.

 

3.2 L'ARRIVO DI CLARISSE CREMER, LA PRIMA DONNA DEL GIRO!

LINK: APPROFONDIMENTI E DICHIARAZIONI DI CLARISSE IN CONFERENZA STAMPA

1.2 ARMEL TRIPON (L’OCCITANE EN PROVENCE) ARRIVATO CON LA BURRASCA

Armel Tripon skipper di L’Occitane en Provence ha tagliato il traguardo questa mattina alle ore 7.30. Ha concluso il giro del mondo in 84 giorni e 17 ore, prende l’undicesimo posto in classifica.

Ha dovuto aspettare sotto Capo Finisterre in Spagna il momento giusto per raggiungere Les Sables d’Olonne, ed è proprio durante queste ultime miglia, nelle ultime 48 ore che ha affrontato la peggiore burrasca di tutto il giro del mondo, la Biscaglia d’inverno, i Quaranta Ruggenti di casa nostra.
La barca è entrata in porto a vela, con la tormentina issata, quella tormentina che ha dovuto tenere a riva per tutto il giro in seguito a un problema tecnico accaduto nei primi giorni di corsa. In un primo tempo Tripon aveva fatto dietrofront per fermarsi in qualche porto spagnolo, poi ci ha ripensato, ha trovato questa soluzione e ha preferito continuare nonostante le miglia perse e il deficit in termini di performance. Nei mari del Sud, dove a causa o grazie al suo ritardo ha trovato condizioni diverse del gruppo di testa, è riuscito a mantener medie giornaliere alte e regolari, nonostante un secondo problema di hook che lo ha privato dell’uso di vele frazionate. E’ riuscito comunque a recuperare parte del suo ritardo: 2000 miglia nel Sud Atlantico, al largo dell’Argentina, 1000 miglia a Capo Horn. Numeri che non sono passati inosservati.

Con questo primo 60 piedi a prua tonda tipo scow (ne avevamo parlato in questo articolo LINK), varato soltanto un anno fa, malgrado una preparazione lampo, lo skipper è tornato in porto senza problemi maggiori oltre a quelli periferici già citati. Armel Tripon e il progettista Sam Manuard potrebbero aver trovato una via percorribile nello sviluppo dei 60 piedi della classe IMOCA. Intanto, Tripon ha dichiarato voler tornare per la prossima edizione del Vendée Globe, con la stessa barca.

 

28.1 I NUMERI DELLA TOP TEN

1 Yannick Bestaven (Maître Coq IV) arrivato il 28/01/2021 alle ore 04:19:46.

80j 03h 44min 46s (abbuono di -10h 15min 00s)

2 Charlie Dalin (Apivia) arrivato il 27/01/2021 alle ore 20:35:47
80j 06h 15min 47s

3 Louis Burton Bureau Vallée 2 arrivato il 28/01/2021 alle ore 00:45:12
80j 10h 25min 12s

4 Jean Le Cam (Yes we Cam !) arrivato il 28/01/2021 alle ore 20:19:55
80j 13h 44min 55s (abbuono -16h 15min 00s)

5 Boris Herrmann (Seaexplorer - Yacht Club De Monaco) arrivato il 28/01/2021 alle ore 11:19:45 
80j 14h 59min 45 (abbuono -06h 00min 00s

6 Thomas Ruyant (LinkedOut) arrivato il 28/01/2021 alle ore 05:42:01
80j 15h 22min 01s

7 Damien Seguin (Groupe APICIL) arrivato il 28/01/2021 alle ore 12:18:20
80j 21h 58min 20s

8 Giancarlo Pedote (Prysmian Group) arrivato il 28/01/2021 alle ore 13:02:20
80j 22h 42min 20s

9 Benjamin Dutreux (OMIA - Water Family) arrivato il 29/01/2021 alle ore 10:05:20
81j 19h 45min 20s

10 Maxime Sorel (V And B Mayenne) arrivato il 30/01/2021 alle ore 04:50:15
82j 14h 30min 15s

Questi i numeri registrati dalla top ten: 
Nella prima colonna le velocità medie registrate sulla rotta ortodromica del percorso 24.366,7 miglia (rotta più breve teorica, uguale per tutti) 
Al centro il percentuale di rotta in più rispetto all’ortodromica
A destra la velocità media reale e le miglia effettivamente percorse  

01. 12.6 kts 24365.7 nm 117.3 % 14.8 kts 28583.8 nm
02. 12.6 kts 24365.7 nm 119.6 % 15.1 kts 29135.0 nm
03. 12.6 kts 24365.7 nm 117.6 % 14.8 kts 28650.0 nm
04. 12.5 kts 24365.7 nm 112.9 % 14.1 kts 27501.5 nm
05. 12.6 kts 24365.7 nm 116.8 % 14.7 kts 28448.5 nm
06. 12.6 kts 24365.7 nm 119.7 % 15.1 kts 29175.5 nm
07. 12.5 kts 24365.7 nm 112.9 % 14.2 kts 27512.3 nm
08. 12.5 kts 24365.7 nm 116.9 % 14.7 kts 28489.9 nm
09. 12.4 kts 24365.7 nm 114.2 % 14.2 kts 27832.5 nm
10. 12.3 kts 24365.7 nm 112.2 % 13.8 kts 27346.9 nm

Dove si vede che le barche a deriva classica (4, 7, 9 e 10) hanno tutte seguito rotte più brevi rispetto a quelle dei foiler (1, 2, 3, 5, 6 e 8). 
Non sono differenze da poco. Il delta più grande è di 1.829 miglia tra la rotta più breve quella di Maxime Sorel (10) e quella più lunga quella di Thomas Ruyant (4).


30.1. ARRIVATO MAXIME SOREL

Un altro giovane principiante al traguardo: Maxime Sorel (V&B Mayenne) ha tirato come un dannato per arrivare prima della burrasca che sta per investire le coste atlantiche. Brutta depressione che ha costretto il suo primo inseguitore (Armel Tripon L'Occitane en Provence) a fare dietrofront lungo le coste della Spagna per lasciare passare il peggio. Sorel è arrivato questa mattina alle ore 04:50:15 dopo 82 gioni, 14 ore e 30 minuti. Prende il decimo posto Anche lui ha dovuto stringere i denti per concludere il giro. La sua barca ha sofferto (ponte fessurato), però ha spezzato quello che sembrava una maledizione su questo 60 piedi costruito in Italia... Anche di questo riparleremo presto .

29.1. ARRIVATO BENJAMIN DUTREUX E LA SUA OMIA/WATER FAMILY

E' arrivato il figliol prodigo della Vandea: Benjamin Dutreux, 30 anni, il "giovane segaiolo" come lo lo ha chiamato Jean Le Cam con affetto. Dutreux sii piazzza al nono posto in 81 giorni, 19 ore e 45 minuti. Una prima partecipazione e un risultato al traguardo strepitosi la sua. Pensate che quel giretto di 25.000 miglia e rotta era semplicemente la sua seconda regata in solitario su questa barca. Come è stato possibile? Da dove viene Benjamin, chi è?  Cos'è la Water Family e la sua mascotte Flaggy? Lo ha raccontato in conferenza stampa. Ne parleremo presto con un articolo dedicato a lui come faremo per tutti gli altri protagonisti di questo Vendée Globe che è già nella leggenda. 

L'arrivo di Benjamin, l'abbraccio alla nonna che gli dice semplicemente  "Bello, sei tornato."

  

LINK: APPROFONDIMENTI E DICHIARAZIONI DI BENJAMIN DUTREUX IN CONFERENZA STAMPA

28.1 L'ARRIVO DI PRYSMIAN GROUP 

LA GIOIA DI GIANCARLO, LE SUE PRIME DICHIARAZIONI. L'ABBRACCIO CON BORIS. INDIMENTICABILE

LINK GALLERY TUTTE LE FOTO DELL'ARRIVO

28.1 LA CONFERENZA STAMPA DI GIANCARLO PEDOTE (Prysmian Group)

ITA

FRA

 

 


28.01 I VERDETTI DELLA NOTTE

Sul traguardo:

Charlie Dalin (Apivia) è stato il primo concorrente a tagliare la linea di arrivo del Vendée Globe mercoledì’ 27 gennaio alle ore 21.35. Ha concluso il giro in 80 giorni 06 ore 15 minuti e 47 secondi

Secondo Louis  Burton (Bureau Vallée), giovedì 28 alle ore 1.45: 80 giorni, 10 ore e 25 minuti e 12 secondi

Terzo Yannick Bestaven (Maite Coq) alle ore 5.19, 80 giorni, 10 ore, 59 minuti e 46 secondi

Quarto Thomas Ruyant (LinkedOut) alle ore 6.42, 80 giorni, 15 ore, 22 minuti e 1 secondo.

 

Dopo bonifiche:

Sottraendo le 10 ore e 15 minuti di bonifica in tempo accordata dalla giuria a Yannick Bestaven per la sua partecipazione alle ricerche di Kevin Escoffier lo scorso 30 novembre, il tempo ufficiale dello skipper di Maitre COQ è di 80 giorni, 3 ore e 44 minuti.


YANNICK BESTAVEN VINCE LA NONA EDIZIONE DEL VENDEE GLOBE. 

 

 

27.1 ORE 22 - BORIS HERMANN, COLLISIONE CON PESCHERECCIO, FOIL ROTTO, PROCEDE A VELOCITA' RIDOTTA VERSO L'ARRIVO: FUORI DALLA LOTTA PER LA VITTORIA? - Stasera alle 19:50 UTC, mentre navigava in terza posizione a circa 90 miglia dal traguardo della Vendée Globe al largo di Sables-d'Olonne, lo skipper tedesco Boris Herrmann (Seaexplorer-Yacht Club de Monaco) è entrato in collisione con un peschereccio. Ha detto che aveva danni al foil di tribordo. Il marinaio sta bene. Ha assicurato la barca e ora si sta dirigendo verso il traguardo a bassa velocità.

QUI IL SEGNALE CON LA DIRETTA DELL'ARRIVO DEI PRIMI TRE, in lingua inglese 

 

REPLAY DELLA NOSTRA DIRETTA CON IL COMMENTO IN ITALIANO

 

27.1 GIANCARLO PEDOTE RECORD SULLE 24 ORE TRA TUTTA LA FLOTTA: 451 MIGLIA! - Alla faccia di qualcuno che si è permesso di commentare un Pedote "poco agonistico" o "modalità crociera"... Giancarlo Pedote oggi fa segnare il record di percorrenza nelle 24 ore: 451 miglia! Si prepara un arrivo da tregenda con una delle burrasche più brutte dell'inverno... Forza Giancarlo!

SULLA PAGINA YOUTUBE DI SAILY E SU SAILY I LINK ALLA DIRETTA ARRIVO

A BORDO CON BORIS HERMANN (UNO DEI POSSIBILI VINCITORI) IL GIORNO DELL'ARRIVO

 

HIGHLIGHTS DEL 26 GENNAIO

Sezione ANSA: 
Saily - Altomare

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