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07/04/2018 - 13:31

PALMA DAY 5 (ULTIMO DELLE FINALI), TRIONFO ANTICIPATO PER TITA-BANTI

Palma, Super-Titabanti!
Cinque azzurri in Medal

Quattro vittorie assegnate aritmeticamente prima delle Medal Race. Tra queste quella del Nacra 17, dove il dominio degli azzurri Ruggero Tita e Caterina Banti è fantastico. Italiani nelle Medal Race solo in due classi su dieci: nel Nacra 17 anche Lorenzo Bressani e Cecilia Zorzi dal 5° posto (che bravi), e nel windsurf RSX W Flavia Tartaglini che conquista il bronzo finale. Beffa per Spadoni (Finn) che chiude 11°. Le classifiche finali degli altri italiani - FOTO - VIDEO

 

Finisce che in quattro classi su dieci le Medal Race non serviranno per definire il vincitore, perchè la matematica lo ha già scelto. Prima che qualcuno scorga qualche bug da regolamentare, e magari cambiare punteggi e formati, teniamoci stretto il verdetto, specie per quanto riguarda il cat misto Nacra 17, dove l'aritmetica ha premiato Ruggero Tita e Caterina Marianna Banti. Per loro un inizio d'anno da stropicciarsi gli occhi: Velisti dell'anno FIV, poi campioni italiani al CICO di Genova, e subito dopo il trionfo al Princesa Sofia Iberdrola di Palma, sempre una preolimpica coi fiocchi.

L'"oro" (ormai ogni vittoria si sintetizza così, finiremo per annacquare quello vero, olimpico, ma tant'è) dei super-Titabanti porta allegria in casa Italia e fa dimenticare (solo per un po') qualche amarezza da altre classi, come vedremo nei commenti sottostanti. E poi nella Medal Nacra di sabato le barche italiane saranno due: ci sono anche Lorenzo Bressani e Cecilia Zorzi, che difendono il quinto posto. L'unica altra classe con presenza azzurra in Medal è la tavola femminile grazie a Flavia Tartaglini, oggi non fantastica come ieri, ma sempre terza. Punteggio alla mano, deve difendere il podio. E' solo la prima preolimpica europea di rilievo, ci attende una stagione di fuoco, ma su Palma bisogna pur fare dei bilancini. Come quello di avere in Medal Race solo due classi su dieci.

49er - La notizia di Palma 2018, almeno per noi, è stato il fugace (definizione sua) ritorno sul 49er olimpico di Pietro Sibello. Poi la storia ha voluto che fosse bagnato col successo proprio nella prima prova dopo cinque anni. Il resto della settimana serviva fare un piccolo punto di controllo sullo stato dei nostri skiff nel confronto della flotta mondiale. Il bilancio non è elettrizzante: 18° Jacopo Plazzi e Andrea Tesei, 20° Uberto Crivelli Visconti e Gianmarco Togni, 21° Pietro Sibello e Giacomo Cavalli. Ci sono valide attenuanti: Plazzi-Tesei venivano da uno stop forzato per infortunio del prodiere. Crivelli-Togni dal CICO molto ravvicinato (alla fine come si stancano le squadre di calcio a giocare nei turni infrasettimanali, succede anche ai velisti di perdere un pelo di brillantezza). Fattostà che i nostri due 49er di punta hanno regatato come Sibello-Cavalli, coppia praticamente senza allenamento. Insomma il tecnico Gianfranco Sibello ha un po' di lavoro davanti a sè. Ristabilire valori, ridare animo, inseguire certezze.

A Palma la vittoria è andata ai due giovani Lange, Yago e Klaus (buon sangue non mente), grazie al 3° nella Medal Race hanno superato gli inglesi Fletcher-Bithell, primi per tutta la settimana, terzi i francesi Frei-Delpech. A parte Fletcher, equipaggi giovani, più che emergenti già emersi, che sanno cosa vogliono e come andarselo a prendere. Siamo così lontani da loro?

FX - Maria Ottavia Raggio e Jana Germani salutano Palma con un 7° nell'ultima prova, un messaggio di ottimismo, da estrapolare dal 21° finale delle ragazze. Nel bilancio dello skiff femminile la sottolineatura di aver portato solo una barca in Gold, mentre Carlotta Omari e Matilda Distefano (32 finale) e Francesca Bergamo e Alice Sinno (34) hanno fatto qualche buona prova in Silver. Qui il lavoro da fare è tanto e si sapeva. Ma fa sempre impressione notare con quanta velocità cambiano gli scenari. Il 470 femminile è passato dal deserto a tre equipaggi fortissimi e giovanissimi. Il 49er FX è passato dalle sontuose Giulia Conti e Francesca Clapcich a un futuro tutto da costruire.

FINN - Peccato per Alessio, l'ultimo assalto alla Medal era iniziato bene (10 nella penultima manche), ma poi è finito col suo scarto (42), e la top-ten persa per un briciolo di punti. E' forse la prima volta che vediamo lo Spadoni finnista affacciarsi in quartieri altolocati delle classifiche. La griglia della Medal è abbastanza indicativa: a parte il baronetto Scott, ci sono Heiner, Maloney, Zarif, Lobert, Olezza, Salminen. Uniche sorprese il campione del mondo U23 Theuninck (SUI), tipo da tenere d'occhio, e un po' (almeno a questi livelli, finisce quarto, lo spagnolo Muscat). Alessio ha lasciato dietro di se gli australiani Tweddell e Lilley, l'altro inglese Wright, il croato Vujasinovic, l'americano Paine. Se questa fotografia rappresenta fedelmente il Finn a inizio stagione, un Alessio Spadoni in salute fisica e mentale ha una sua competitività.

LASER - Le ultime due regate di Finale Gold non hanno spostato di molto la bilancia personale di Gio Coccoluto, il più completo dei (tanti) laseristi azzurri portati a Palma: 12-29 e conferma del 19° posto finale, con leggero ma significativo miglioramento della classifica per nazione: tredicesimo. Pur lontano dal suo vero potenziale, Coccoluto alberga alla fine in quel primo 15% della tribù Laser, aspettando che torni Francesco Marrai a mettere sale e pepe sul duello e quindi sulle prestazioni di entrambi. 53 finale Gallo, 54 Planche, 57 Musone, 61 Saccomani, tra quelli in Gold.

RADIAL - Lo stesso piazzamento finale - e chissà se poi è proprio un caso - per Silvia Zennaro: 19°, era arrabbiata al via della giornata conclusiva per il torto subito nella ottava prova (un cambio di boa mal segnalato, era ottima terza, s'è ritrovata ultima), ma tanto ardore ha portato un 31-25. Il calcolo dice: quattordicesimo posto per nazione, per pura analisi del risultato. Silvia ha girato benissimo solo nel giorno di vento forte. Per il resto, alti e bassi. 36 finale Floridia, 41 Albano, 58 Balbi (prima Silver, sono soddisfazioni), 90 Frazza, 97 Siboni.

NACRA 17 - Il testa a testa tra campioni d'europa e del mondo è riproposto a Palma e magari sarà il refrain dell'intera stagione. Hanno la meglio, e non di poco, gli azzurri, i giganteschi "Titabanti", Ruggero e Caterina Marianna. C'è una particolare distanza tra il livello prestativo e i risultati dei due (che va avanti già da metà 2017, e continua a trovare conferme, nella breve storia del catamarano olimpico misto un dominio del genere si è visto solo forse per un periodo con Billy Besson), e il loro atteggiamento fuori dall'acqua: (almeno sembrano) rilassati, quasi increduli, grati di tanti e tali successi. Perchè poi conta anche il modo di vincere: quando annichilisci i campioni del mondo in carica dandogli 34 punti di distacco prima della Medal Race, c'è poco da essere increduli. E' roba che sta nei cavalli del motore. Bene così dunque teniamoci stretto il tesoro, di Ruggi e Cate ma anche del resto del team italiano N17: prima della Medal Rufo Bressani e Cecilia Zorzi sono quinti con una naturalezza che fa pensare, ben davanti anche all'oro olimpico in carica. Poi c'è lo straordinario progresso di Gianluigi Ugolini e Maria Giubilei, diciannovesimi, che con un gran finale (7) superano addirittura in classifica Vittorio Bissaro e Maelle Frascari, ventesimi, alla ricerca di una identità precisa. Erica Ratti e Francesco Porro buoni terzi Silver.

RSX M - Non ci ripetiamo su Mattia Camboni, per noi (e per quello che si è visto nel quadriennio precedente, e a Rio 2016, quando è entrato nella Medal Race a 20 anni), è un atleta con numeri e potenzialità di vertice. Chiudere al 25° posto Palma non è da considerare, è come quando si fanno gli "studi di settore" sulle dichiarazioni dei redditi: Camboni a Palma non è stato "congruo" con se stesso. Non valutabile, passi alla prossima. Col sorriso. 26 Evangelisti, 31 Ciabatti, 39 Cangemi, 55 Di Tomassi, 77 Tomasello, 78 Gallo, 117 Maglione.

RSX W - Flavia Tartaglini, la certezza. La carta su cui contare sempre. Anche a Palma, prima della stagione piena di rientro dopo le fatiche del quadriennio e di Rio, dopo il mezzo servizio del 2017 (si fa per dire: 2° all'Europeo), Flavia parte male (diciamolo: tende a essere una sua abitudine), poi si desta e oplà, va a medaglia. Terza prima della Medal Race, terza anche dopo, con un 7° nella Medal tutta di testa a marcare e solo marcare chi le era dietro e insidiava il bronzo maiorchino. Che invece la romana intasca, si potrebbe dire quasi senza strafare. Quattro anni fa Tartaglini imperversava, ori preolimpici, testa della ranking, poi si aggiustò un po' e alla fine è stata la protagonista che ricordiamo a Rio. Questa volta l'avvio di quadriennio pare più gestito, equilibrato. Il materiale c'è tutto. Buon lavoro.

Ricordiamo che a Palma, per scelta tecnica, mancavano i 470 italiani: due equipaggi maschili e tre femminili di ottimissimo livello e di bassissima età, rientrati nell'orbita del super-tecnico Gabrio Zandonà, in allenamenti intensi tra Genova e Ostia. Li vedremo all'opera prossimamente e vedremo a che punto sono, dopo quel poco che ha potuto dire il CICO.

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