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21/04/2017 - 11:22

Il record atlantico Dakar-Guadalupa passa dalla Francia all'Italia

Malingri record, gioia e sale...

Vittorio Malingri (56 anni), Nico Malingri (26), padre e figlio, hanno "saltato" l'oceano Atlantico da Dakar a Point-a-Pitre (Guadalupa), in 11 giorni, 1 ora, 9 minuti: dieci ore e un quarto meno del precedente record dei due francesi. Un totale di 265 ore a cavallo di due continenti, spinti dall'aliseo, su una barca col sapore antico delle piroghe: un piccolo catamarano da spiaggia di 6 metri. Un record con dentro tutto: impresa, lucida follia, tecnologia, amore delirante per il mare. Grazie ragazzi - FOTO E VIDEO DELL'ARRIVO - SPECIALE SU SAILY TV

 

 

I polinesiani, grandi navigatori, scoprivano continenti andando a zonzo con piccole piroghe sul Pacifico. Due italiani del terzo millennio, papà e figlio, quasi sessanta e quasi trenta, marinai per albero genealogico (forse chissà con un pizzico di polinesianità), hanno scoperto se stessi, i propri (migliorati) limiti, bevendosi un oceano su un pattino a vela in 265 ore di onde salate, aliseo, alghe, balene, turni di sonno su terrazze di mezzo metro quadrato appena coperte da una tendina, scatolette liofiliizzate per beakfast, lunch e dinner, strabilianti collegamenti satellitari per diari di bordo audio-video che sono la grande finestra di condivisione dell'impossibile, vivendo e raccontando una manciata di giorni che ricorderanno per sempre. Et-voilà: le record est italienne. Au-revoire ai cugini francesi, adesso venitelo a riprendere. Dakar e Guadalupa sono divise da una striscia disegnata sull'Atlantico, ed è bianca rossa e verde.

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Vittorio e Nico Malingri, hanno tagliato il traguardo a Point-à-Pitre alle ore 12:19:47 UTC (ora italiana 14:19:47). Padre e figlio hanno attraversato l’Atlantico da Dakar a Guadalupa in 11 giorni, 1 ora e 9 minuti, impiegando 10 ore e 16 minuti in meno rispetto al primato precedente detenuto dal duo francese Moreau e Lequin. Dopo una navigazione lunga ed estenuante su un catamarano sportivo da spiaggia e non abitabile lungo sei metri, Vittorio e Nico hanno compiuto un’altra grande impresa e riportato il record in Italia.  

PRONTI, VIA - Una attesa lunga ed estenuante, guardando le carte nautiche e aspettando la finestra meteo più favorevole. Partiti la mattina del 9 aprile alle ore 11:10:45 UTC, le 13:10:45 ora italiana da Dakar, dopo un’iniziale difficoltà ad uscire dalla costa, si sono subito messi in rotta diretta per un punto situato ad un centinaio di miglia a sud dell’isola di Praia, nell’arcipelago di Capo Verde, coprendo 285 miglia nelle prime 24 ore (25 miglia in più rispetto alle aspettative).

In accordo con i consigli e le precise previsioni di Navimeteo, hanno deciso di dirigersi a una latitudine più bassa, verso il 12 N, per avere un vento più costante ed evitare troppe strambate e un’estesabolla di venti assai leggeri. Per evitarla quindi La strategia adottata dal team è stata quella di scendere più a sud dove l'aliseo era più disteso sui 15-20 nodi, per poi orzare e creare maggiore vento apparente nelle fasi di stanca, correggendo la rotta direttamente verso Guadalupa.

E IL SESTO GIORNO SCUFFIERAI E NUOTERAI... - Al sesto giorno hanno anche subito un rallentamento provocato prima dal rischio dell'incontro ravvicinato con due balene, evitando fortunatamente il contatto, e poi da una scuffia che li ha costretti a nuotare per recuperare tutto ciò che era caduto in acqua, tra cui batterie e strumenti elettronici di navigazione.

Finalmente, domenica 16 aprile, il giorno di Pasqua, hanno messo la prua verso nord, navigando più stretti e affrontando vantaggiosamente il momento di vento leggero nella settima e ottava giornata, ntorno a 5 nodi ENE, riuscendo a ridurre al minimo il rallendamento della navigazione di Feel Good. Superata la bolla e lasciato alle spalle il fronte, con l’anticiclone in graduale rinforzo e vento da NE intorno ai 15 nodi, Feel Good ricomincia a camminare, anzi a volare, come dice Vittorio “a palla di fuoco!” toccando velocità di 12-13 e addirittura 14 nodi, planando sulle grandi onde e recuperando così il vantaggio oltre le 100 miglia.

UN'ALTRA SCUFFIA A 200 MIGLIA DALL'ARRIVO - Come previsto, un’altra fase difficile è stata in prossimità delle isole, dove i caratteristici groppi di Aliseo possono talvolta determinare raffiche molto forti e cambi di direzione. A circa 200 miglia dall’arrivo, infatti, un altro momento di grande suspense: un’altra scuffia, che ha costretto Feel Good a rimanere fermo per più di mezz’ora. Poi, finalmente, la ripresa della navigazione a una media di circa 11 nodi.

Ma non è ancora finita: inseguiti dalla bonaccia nelle ultime 24 ore di navigazione, Vittorio e Nico si dirigono più a Nord rispetto alla latitudine di Guadalupa, di modo da raggiungere Point-à-Pitre con un paio di strambate. Navigano a poco più di 6 nodi, perdendo e riprendendo le speranze più volte. “Un finale al cardiopalma” dice Vittorio, le ultime 100 miglia in circa 14 ore, un record sudato e guadagnato dall’inizio alla fine, nessun regalo e poca fortuna. Per tutta la durata del viaggio non si sono mai demoralizzati, non hanno mai ceduto alla stanchezza, Feel Good è la loro casa e si sono goduti ogni momento dell’eterna planata sull’oceano: “come surfare una gigantesca onda che non finisce mai” (cit. Vittorio).

LE PAROLE A TERRA

Vittorio Malingri: "Quell'ultima scuffia quasi a 180 gradi, e il vento che si è magicamente calmato per consentirci di raddrizzare..." “Il momento più duro è stato ieri mattina: ci siamo ribaltati, quasi a 180°, abbiamo avuto paura di non riuscire più a raddrizzarci. Paradossalmente il vento si è magicamente fermato in quel momento e ha ricominciato a soffiare proprio quando siamo ripartiti. Abbiamo avuto dei momenti difficili, soprattutto quando è arrivata la bonaccia. Fortunatamente Feel Good ha delle vele enormi e quindi riuscivamo a camminare bene anche con poco vento. Per il resto grande divertimento, tutta la prima parte del viaggio è stata una planata infinita! Non c’è niente di più fisico, bello e immediato su una barca a vela che surfare le onde in mezzo all’Atlantico.”

Nico Malingri: "Una libidine pazzesca, e potevamo fare molto meglio..." “E' andata bene anche se abbiamo avuto un po’ di sfortuna gli ultimi giorni, ma grazie al cielo avevamo preso un po’ di margine prima. Un po’ brucia perché potevamo fare di meglio però ce l’abbiamo fatta. È stata molto dura, soprattutto psicologicamente, perché devi stare sempre sul pezzo, anche se fino all’ultimo non sapevamo se saremmo riusciti a portare a casa il record. Velisticamente parlando è stata un’esperienza speciale, una libidine pazzesca. La barca è bellissima da portare e ci siamo preparati bene in quanto a comfort, importantissimo.”

Dede De Luca CEO di OneSails International, partner tecnico di Vittorio Malingri Team: “Complimenti a Vittorio e Nico Malingri per aver portato a termine una grande impresa. Siamo felici eorgogliosi di aver contribuito a questo risultato con le nostre vele. Continueremo a lavorare a fianco del Team Malingri conentusiasmo e passione!”

Carlo Leoni, Direttore Comunicazione e Relazioni esterne di Groupe PSA: “Grandi Malingri. Un altro record battuto alla grande, dopo quello del 2016 sulla tratta Mediterranea, da Marsiglia a Cartagine.  Vittorio e Nico hanno scritto un'altra pagina importante della storia sportiva della vela. Siamo orgogliosi di averli appoggiati e sostenuti in questa loro impresa. Impresa che è perfettamente in linea con lo spirito Citroën, che è il più unconventional ed audace dell'intero panorama automobilistico mondiale. Bravi! Che dire altro? Che li aspettiamo per festeggiarli al loro rientro in Italia.”

Gianfranco Meggiorin di NaviMeteo Forecasting Team: “Questa impresa, dal punto di vista meteo-marino è stata appassionante e tecnicamente interessante. La decisione di partire è stata lunga e l’individuazione della finestra favorevole ben ponderata. Le incognite erano numerose, L'anticiclone è stato il grande assente e questa è stata una situazione piuttosto anomala. La risalita è stato il momento più critico dove il rischio era di ritrovarsi lentissimi erodendo il vantaggio accumulato. Nonostante ciò, Vittorio e Nico sono riusciti a far camminare Feel Good creando del buon apparente. Un record richiede concentrazione fino all'ultimo miglio.  Bravo Vittorio, bravo Nico.”

SPECIALE MALINGRI RECORD, PROSSIMAMENTE SU SAILY TV

www.vittoriomalingri.com

FAMIGLIA DI MARINAI

VITTORIO, IL MAESTRO DI MARE - Figlio di Franco, navigatore e progettista, e nipote di Doi, apripista della vela oceanica in Italia, Vittorio (19 maggio, 1961), naviga da quando ha cinque anni. A diciassette anni ha fatto il giro del mondo con la famiglia e, come ama ripetere, da allora “non è mai più tornato”. Ha vissuto sempre a bordo delle sue barche a Cuba, Bahamas, Francia, Panama, Grecia. Non ha mai tenuto il conto delle miglia percorse, anche se si dice che siano attorno alle 400mila.

Vero e proprio “maestro di mare”, tra un’avventura nautica e una terrestre, Vittorio ha sempre tenuto su tutte le sue barche - Huck Finn, Moana 60’, Elmo’s Fire, Time of Wonder e sull’ultima Huck Finn II - corsi di scuola di vela d’altura “Ocean Experience”, ai quali hanno preso parte negli anni oltre un migliaio di allievi. Ama molto le auto e le moto da fuoristrada con cui ha compiuto vari viaggi in Africa e Centro America. In mare pratica anche il wind-surf, il kite-surf e la pesca subacquea. Ha una grande famiglia allargata di cui va molto fiero e che forma da sola un gran bell’equipaggio. Ma la sua crew preferita è quella composta dai figli: Manuele (26), Nico (24), Nina (12) e Mila (6).

NICO, "NANO", IL PREDESTINATO - È il secondo figlio di Vittorio (13 novembre 1991). Quando ha poco più di un anno è alla partenza del Vendée-Globe del padre. Naviga durante tutta la sua infanzia con la famiglia. Nonostante vada ancora a scuola, nel 2007 ha un ruolo attivo nella costruzione del catamarano F20 e nello sviluppo del record. Il giorno dopo il diploma, sale a bordo della barca-scuola Huck Finn II, dove ricopre il ruolo di “secondo” e responsabile delle manutenzioni di bordo.

Negli ultimi tre anni ha accumulato molte decine di migliaia di miglia in Oceano. Ha all’attivo 11 traversate atlantiche, di cui una nel profondo Sud Atlantico, i mitici “40 Ruggenti”. Nelle ultime due stagioni ha avuto il comando e la responsabilità di Huck Finn II. Appassionato di sport estremi, amante della velocità, Nico è ostinato, coraggioso, spericolato e insieme affidabile. È surfer, kiter e snowboarder.

Commenti

lino tirelli (non verificato)

che forte Vittorio Ho fatto qualche esilarante navigazione con lui che non posso dimenticare E' un mito.