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12/11/2017 - 18:30

Vela molto estrema

Ma cosa ci fa una Star in Oceano?

Un velista del lago di Como, Dario Noseda,  ha realizzato il sogno di una vita: è partito per la traversata dell'oceano Atlantico con una Star! Modificata quanto volete, ma pur sempre una Star. Da Tenerife vuole arrivare a Nassau, Bahamas. Ecco la sua storia - FOTO - VIDEO

 

Dario Noseda abita sul lago di Como dove da anni nascono le più belle barche al mondo della classe Star, a lungo regina della vela olimpica. Logico, quasi naturale, che si sia innamorato della vela e della Stella. Illogico e meravigliosamente folle, come un amore, la conseguenza di "regalare" alla Star un viaggio in oceano, luogo che questa barca non ha mai frequentato, per ragioni genetiche. All'amore non si comanda, non sono ammesse discussioni. Se il dado è tratto, è tratto. Di questi tempi, un segnale forte, controcorrente, rivoluzionario. Dite che non si può fare? E Dario lo fa.

Morale: da un paio di giorni, Dario e la sua pazza idea sono partiti, sono in mezzo all'oceano Atlantico, partiti da Tenerife diretti a Nassau (Bahamas), dove se tutto andrà bene troveranno altre super Star (uomini e barche) ad attenderlo, per la finale della Star Sailor's League (campionato che, incidentalmente, la federvela mondiale World Sailing ha riconosciuto come "special event").

Avete capito bene, inutile tornare all'inizio. Un velista italiano, Dario Noseda, è partito per attraversare l'oceano Atlantico con una Star. Modificata, certo, con alcuni accorgimenti tecnici, irrobustimenti, energia, strumentazioni, attrezzature per usare vele portanti (in Atlantico ci sono gli Alisei, si va tutto di poppa, e la Star di base non ha neanche lo spinnaker...) come un gennaker, riparo per il navigatore. Quando si dice vela estrema, estremissima. Il paragone più vicino che ci viene in mente è il giro del mondo in 6 metri di Alessandro Di Benedetto. Ma quella era comunque una barca oceanica.

UN VIDEO AMATORIALE DELLA PARTENZA

LA STORIA E L'IDEA - Dario fin da piccolo è sempre stato un appassionato di sport, purchè fossero sull’acqua. Dal canottaggio al windsurf e alla vela, da sempre i suoi elementi sono stati acqua e vento. Nato sul Lago e vissuto per molti anni tra i mari dei Caraibi e il Mediterraneo, ora a 49 anni, dopo innumerevoli regate, ha deciso di sfidare se stesso percorrendo un sogno comune: attraversare l’Oceano. Messa da parte l’indole agonistica (“solo per questa avventura”, precisa), tutta la sua energia si è canalizzata su questa impresa. Un amore a tratti romantico con la Star lo porta a voler essere accompagnato in questo viaggio proprio da “Lei”.

Da buon lacustre, ma “cittadino” del mare, fa sì che tutto cominci dalle sponde del Lago di Como con un passaggio di testimone fra la Società Canottieri Lecco che ha ospitato e sostenuto la barca per le prime prove in acqua e il Real Club Nautico di Tenerife che accoglierà Dario e la sua barca
nei giorni precedenti la partenza verso l’oceano Atlantico.

La rotta punta verso Nassau, Bahamas, dove ad attendere la ormai nota Star arancione ci sarà l’organizzazione della Star Sailor League, la più importante regata della classe Star. La traversata durerà circa 25-30 giorni, le miglia da percorrere sono più di 3250.

LE MODIFICHE ALLA BARCA - Per questa impresa la barca è stata preparata apportando alcune modifiche all’armo e internamente allo scafo. Seppur le linee d’acqua siano rimaste invariate, all’interno dello scafo sono stati posti dei rinforzi, oltre a compartimenti stagni che verranno riempiti con bottiglie di plastica vuote e sigillate, per rendere lo scafo inaffondabile e resistente ad eventuali urti. Per la scelta della collocazione dei rinforzi fondamentale è stato l’apporto di Andrea Folli, che costruì la barca nel 1989.

A differenza della classica Star, si è scelto di adottare un albero appoggiato in coperta e più corto di circa 1 metro che ha preso forma grazie all’aiuto di Massimo Tagliaferri (Emmetispars). Rivoluzionato il sistema delle volanti e crocette e adottato il paterazzo, per rendere più sicuro e stabile tutto il rigging.

Le vele randa e fiocco sono state realizzare in CDX, tessuto laminato molto resistente, altra novità rispetto al classico piano velico è il Code Zero, che permetterà di poggiare nelle andature portanti che saranno quelle in qui si navigherà per la maggior parte del percorso. Le vele di prua sono state dotate di avvolgitori RLG EVO di Bamar, permettendo una facile regolazione e gestione delle vele dal pozzetto.

Per affrontare il lungo periodo di navigazione la barca è stata dotata di strumentazione elettronica Raymarine, è stato adottato il nuovo sistema di autopilota EVOLUTION, l’energia necessaria al funzionamento dell’elettronica è garantita da 2 pannelli solari di Fly Solartech Solution, che in meno di 1 mq garantiscono la fornitura di 140 Watt.

Per quanto riguarda il solitario, la sicurezza personale sarà garantita dal Deckvest 5D di Spinlock, dal sistema EPIRB per il quale di ringrazia Osculati e dalla zattera Arimar, oltre alle obbligatorie dotazioni di bordo. L’abbigliamento tecnico studiato appositamente per questa impresa insieme
a professionisti del settore.

Dario “vivrà” in un abitacolo ricavato in parte del pozzetto, ridotto rispetto l’originale, uno spazio poco più grande di 2 mq per un altezza di circa 80 cm nel punto più alto, come essere in una tenda canadese da 1, ma un po’ più bassa. Per mantenersi in forze si è scelto di adottare cibi pronti che sono stati testati nelle ultimi missioni spaziali, un menù spaziale per un terreste in acqua salata. Oltre a questo Dario avrà a disposizione legumi, frutta secca e una scorta d’acqua in bottiglia.

Sin dalla prima uscita in pubblico della “Star in Oceano”, l’impresa ha riscosso notevole interesse dai media e anche dal mondo Social, dove oltre
un ampio fronte di sostenitori, lo stesso gruppo “Velisti in Facebook” è diventato Media Partner. Non è una regata, ma l’impresa della barca regina e del suo solitario. Chi li ha visti in acqua insieme ha già capito che si tratta di un profondo amore per la Star, per il vento e per l’acqua, un tutt’uno pronto per un viaggio importante.

LA PRIMA NOTTE - La prima notte ha riservato subito il primo brivido, intorno alle ore 4,00 abbiamo perso il segnale AIS a causa di un accidentale distacco delle batterie. Nulla di grave quindi, ma Dario è riuscito a risolvere ai primi bagliori dell'alba. Gli spazi ridotti rendono un po' più difficile il tutto. Nel frattempo Dario si era portato al riparo. Ora ha ripreso la rotta e sta riprendendo il vento. Passerà a sud dell'isola di Valverde per poi lanciarsi in un gran lasco.

SPONSOR E PARTNER - La sana follia di Dario si nutre soprattutto della passione di chi lo segue. Ma un bel gruppo di aziende e istituzioni ha fornito il supporto prezioso. Vale la pena sottolineare che sono a bordo: in un periodo di super-razionalità da parte del mondo del business, tante scelte basate su una ispirazione e sull'irrazionalità, merita un plauso. Nelle foto c'è una immagine con la lista degli amici di Star in Oceano.
 

VIDEO ASPETTANDO L'OCEANO

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