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26/12/2017 - 13:43

La regata intorno al mondo: Natale e Capodanno, solo 7 giorni di stop

I marinai a Melbourne
"Felici di essere interi"

1 Mapfre, 2 Dongfeng, 3 Vestas, 4 Brunel, 5 Scallywag, 6 Turn The Tide on Plastic, 7 AkzoNobel: questa la classifica della terza tappa della Volvo Ocean Race 2017-2018, Città del Capo- Melbourne di 6.500 miglia nelle temibili condizioni (anche più dure del previsto) dell’Oceano Indiano. I team ai limiti della fatica, con venti estremi per giorni e giorni, onde enormi e condizioni di vita molto difficili, per non parlare delle manovre e delle scelte tattiche continue - REPORT - INTERVISTE - FOTO - VIDEO. E SU SAILY TV TORNA VOR STORIES

 

Felici di esere tutti interi, noi e le barche. E' questo il leit-motiv principale dei commenti da parte dei velisti, skipper, navigatori, manovratori, tutti i marinai della Volvo Ocean Race reduci da una delle tappe più dure nella storia della regata. Con un grande vincitore, Xabi Fernandez di Mafre: Una vittoria fantastica per noi, siamo felici perchè è stata una tappa molto dura, abbiamo dovuto lottare molto per ottenerla. C’è ancora molta strada da fare e dobbiamo fare attenzione ma tutto positivo, e siamo molto felici.”

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Adesso Xabi Fernandez, alla sua quinta partecipazione alla Volvo Ocean Race, comincia a crederci, e a ragione. L'idea di dare la prima, storica vittoria alla Spagna nel giro del mondo a vela in equipaggio: “Spero che stavolta ci riusciremo, è ciò per cui lavoriamo duro ogni giorno. Due vittorie consecutive di tappa sono un bello score. A vincere il giro ci siamo andati vicino già con Téléfonica, forse questa potrebbe essere la volta buona. Ma dobbiamo comunque procedere passo dopo passo e fare attenzione. Siamo felici di rendere i nostri fan orgogliosi di noi.

“Il punto di forza del nostro team sono le persone. Sono bravissimi e hanno lavorato così tanto in questa tappa. Ora abbiamo qualche giorno per recuperare le forze e per prepararci alla prossima.”

Lo scafo rosso, con l’olimpionico iberico Xabi Fernàndez alla guida di un equipaggio internazionale è giunto sul traguardo nella baia di Melbourne, in Australia, alle 17.17 e 21 (ora italiana) dopo 14 giorni, 4 ore, 7 minuti e 21 secondi di navigazione, dopo aver percorso oltre 6.622 miglia, alla ragguardevole media di  19.47 nodi. Con questa vittoria Mapfre ottiene ben 15 punti (7x2+1 punto bonus per la tappa) e accenna la prima fuga in testa alla classifica del giro.

Mapfre è giunto in terra australiana con un bel vantaggio, dopo aver dovuto inseguire a lungo Dongfeng Race Team, superato solo lo scorso mercoledì quando, dopo oltre 10 giorni di regata, l’espertissimo navigatore Juan Vila e lo skipper hanno preso la decisione vincente di tenersi molto vicino alla linea limite della zona di esclusione dei ghiacci, effettuando numerosissime strambate, mossa che gli avversari di Dongfeng non hanno imitato. Da quel momento, presa la testa, Mapfre l'ha mantenuta fino alla linea del traguardo di Melbourne.

IL SECONDO POSTO DI DONGFENG E IL TERZO DI VESTAS - E’ il secondo piazzamento consecutivo in seconda posizione per il team franco/cinese guidato dallo skipper transalpino Charles Caudrelier, e ha un sapore dolce e amaro al tempo stesso, dato che Dongfeng ha guidato la flotta per gran parte dell’impegnativa tappa nel Southern Ocean, per poi vedersi riprendere e sorpassare da Mapfre, che ha colto la vittoria in Australia.

L’equipaggio di Caudrelier, però, nelle ultime ore di navigazione ha dovuto anche fare i conti con un’avaria alla chiglia che ha rallentato la barca, tanto da costringere il team a guardarsi le spalle dalla rimonta di Vestas 11th Hour Racing e Team Brunel. “Spero resisteremo, credo che ci meritiamo il secondo posto - Diceva ieri mattina Caudrelier - E’ stata la tappa più dura che io abbia mai corso. Abbiamo battagliato con Mapfre per gran parte del tempo, poi un grosso problema a bordo prima dell’arrivo. Una parte assolutamente folle al limite della zona di esclusione, davvero una tappa tosta. Siamo un po’ delusi -  ha ammesso il francese - Siamo stati in testa per otto decimi della tappa e poi abbiamo lasciato la vittoria a Mapfre. Però ci sono molte altre tappe e faremo meglio. Loro hanno un piccolo vantaggio in termini di punti e sappiamo che non fanno errori. Ogni singolo punto è importante.” Col secondo posto di Melbourne, Dongfeng raggiunge Vestas 11th Hour Racing al secondo posto a pari punti.

VIDEO, L'ARRIVO DI DONGFENG

La Leg 3 è stata una frazione dura e impegnativa per tutta la flotta, per velisti e attrezzature, nei Quaranta Ruggenti e Cinquanta Urlanti, con una tempesta che li ha impegnati per la gran parte de tempo. Dopo aver tagliato la linea lo statunitense Mark Towill, team director e co-skipper di Vestas ha potuto apprezzare importanza di quanto fatto. “E’ stata dura. Siamo felici di salire ancora una volta sul podio ed è fantastico essere a terra per Natale, so che tutti non vedono l’ora di mettere il piede sulla terraferma. E’ stata una tappa difficile, impegnativa dal punto di vista fisico, ma tutti a bordo si sono comportati benissimo.” Vestas 11th Hour Racing non è riuscito a recuperare su Dongfeng Race Team ma ha tenuto a bada Team Brunel, che attaccava da dietro. “Brunel ha navigato bene, gliene dobbiamo credito. Erano condizioni difficili e siamo felici di essere qui e tutti interi.”

IL QUARTO POSTO DI BRUNEL CON ALBERTO BOLZAN - Anche per team Brunel si tratta di un “remake”, con un piazzamento a mezza classifica per l’equipaggio guidato da Bouwe Bekking e di cui fa parte anche il friulano Alberto Bolzan. Lo skipper olandese sa che è una prestazione che gli permette di rimanere in contatto con i leader, ma sa bisogna fare in fretta un cambio di marcia per puntare al podio nella generale. Anche lui conviene che è stata: “Una tappa dura, abbiamo sempre pensato che lo sarebbe stata e così è avvenuto. Un sacco di vento ma anche belle navigazioni. Non abbiamo avuto problemi importanti e potremmo ripartire per la prossima tappa fra 10 minuti. La barca ha tenuto in modo eccezionale.” Bekking ha anche rivelato che la velista Annie Lush, infortunatasi la scorsa settimana, ha potuto dare una mano ai compagni in coperta negli ultimi due giorni, un'ottima notizia per la britannica e una delle veliste più forti della flotta. Interessante notare che Team Brunel ha fatto registrare la migliore prestazione sulle 24 ore con 538,1 miglia con una velocità media di 22,4 nodi. 

SCALLIWAG SOFFIA IL QUINTO POSTO A TURN THE TIDE: CLAPCICH SESTA, MA FELICE - Lo skipper australiano David Witt ha condotto il suo team Scallywag oltre la linea del traguardo di Melbourne nel giorno di Santo Stefano (ora locale), giusto in tempo per il pranzo. Il giovane equipaggio di Turn the Tide on Plastic, con l’italiana Francesca Clapcich, è giunto appena tre ore dopo alla fine di una battaglia durata oltre 6.500 miglia. La skipper Dee Caffari sulla linea del traguardo: “Peccato, avremmo potuto riprendere gli australiani, che arrivano a casa dopo una tappa molto dura. Abbiamo provato, eravamo così vicini! Sarà per la prossima volta.”

Una tappa che ha rappresentato un ritorno alle origini per la Volvo Ocean Race, un tuffo nelle basse latitudini del Grande Sud dove si creano terribili tempeste attorno al circolo polare antartico e si scrivono le leggende della vela. Giorni e giorni di vento freddo, intenso e di onde altissime. “Il Southern Ocean è sempre all’altezza della sua fama - conferma Luke Parkinson dell’equipaggio di Scallywag - Ci sono onde spaventose e un sacco di vento. Questa volta probabilmente abbiamo passato più tempo a sud, con così tanto vento. E’ una situazione che ti può consumare.”

In effetti tutti i velisti hanno raggiunto Melbourne con visi stanchi e affaticati. “Però quando abbiamo girato a sinistra e messo la prua verso l’Australia è stato un momento speciale, una sensazione molto bella. Adesso dobbiamo riposarci e recuperare per essere pronti a ripartire fra qualche giorno.”

FRANCESCA CLAPCICH: QUI SI IMPARA A SOPRAVVIVERE - Altrettanto sollevata la nostra giovane Francesca Clapcich, alla sua prima esperienza nell’Oceano Indiano dopo due Olimpiadi.“Finalmente siamo arrivati a Melbourne, fa caldo, c’è il sole e poco vento quindi condizioni completamente diverse da quelle che abbiamo incontrato nel Southern Ocean. Abbiamo avuto momenti difficili, momenti con freddo, vento forte, onde molto alte… - Ha detto la triestina sempre sorridente al suo arrivo in terra australiana - Per me alla prima esperienza è stato incredibile, sono veramente contenta di far parte di questo team e di aver potuto correre questa tappa.”

Francesca ha anche parlato della sua crescita professionale come velista:“Ogni giorno c'è qualcosa di nuovo da imparare, abbiamo avuto momenti difficili, una Chinese gybe (Strambata involontaria, vista nel video trasmesso su Saily TV), e tanti giorni in cui ha fatto molto freddo. Si impara a sopravvivere e comunque è un’esperienza incredibile. Ovviamente gli ultimi giorni la voglia di arrivare è fortissima, però già domani avremo voglia di ripartire.”

Alla domanda sul Natale in oceano la triestina ha risposto così: “E’ stata la prima volta che ho fatto il Natale in mare, una delle poche volte che ho passato il Natale lontano dalla mia famiglia. Sicuramente è difficile perché la famiglia ti manca, ma è stata comunque un’esperienza bella, con un bel team. Siamo molto uniti quindi è stato un Natale diverso, che ripetei mille volte. Il team è diventato la mia seconda famiglia.”

ASPETTANDO AKZONOBEL, GIA' SI PENSA ALLA PROSSIMA PARTENZA: IL 2 GENNAIO DA MELBOURNE PRUA SU HONG KONG - Quello di Melbourne è uno stopover molto corto, con regole molto restrittive riguardo ai lavori che si possono fare in barca, prima della partenza della Leg 4 verso Hong Kong, in programma per il 2 gennaio 2018. Una sola barca è ancora in mare al 26 dicembre: team AkzoNobel, a cui al rilevamento delle ore 8 mancavano poco meno di 300 miglia a traguardo.+

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