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03/08/2018 - 09:30

Piccola vela oceanica, classe Mini 650, un italiano sbaraglia i francesi

E Ambrogio Beccaria vince sempre

Il navigatore milanese rivince e convince sempre più: 11 giorni da Les Sables alle Azzorre, primo di classe, scelte tattiche vincenti nelle depressioni, nessuna esitazione, navigazione in armonia con la barca. Risultato: 60 miglia di distacco al secondo! Bogi continua a crescere - GUARDA DUE VIDEO

 

Ambrogio Beccaria continua a spaventare i francesi. E ogni sua vittoria aumenta lo spavento. Basterebbe questa "soddisfazione", per la piccola vela oceanica azzurra al cospetto della grandeur transalpina, a dare significato all'ennesimo trionfo - per quanto parziale perchè trattasi della prima tappa (l'andata: da Les Sables alle Azzorre) - di Bogi.

Prima tappa della settima edizione de LesSables-Azzorre-LesSable (SAS), recitata da attore consumato e per la prima "lunghissima" a bordo del nuovo Pogo 3 Geomag, nuovo sponsor (è una azienda di giocattoli Svizzera) e programma strutturato, dimostrando ancora una volta talento e abilità tattica in oceano. Non poteva iniziare meglio la partnership con il nuovo sponsor Geomag.

11 GIORNI DALLA VANDEA ALLE AZZORRE - Il giovane navigatore milanese è arrivato il 2 agosto alle ore 20,00 (18,00 UTC) primo della sua classe (e quinto overall), dopo 11 giorni e 6 ore, con un distacco dal secondo di 60 miglia, senza mai perdere la testa della flotta per tutta la durata della corsa. Undici giorni di regata per i 54 mini (di cui 38 di serie) con condizioni estremamente variabili, bolle senza vento, depressioni e fronti associati.

Una prima tappa lunga e faticosa, dunque, con il continuo alternarsi di situazioni molto diverse che hanno rimescolato più volte le carte. Non per Ambrogio, che, concentratissimo è sempre riuscito a imporre il suo passo e a mantenere il commando, riuscendo a conquistare un distacco crescente dalla flotta degli inseguitori, fino a un massimo di 110 miglia sul secondo.

Il 22 luglio scorso Ambrogio è partito da LesSables d’Olonne girando tutte e tre le boe del percorso costiero in prima posizione assoluta e tenendosi alle spalle anche tutti i velocissimi prototipi, per poi mettere la prua su Horta (isole Azzorre).La scelta di rimanere più a Nord dopo l’uscita dal Golfo di Biscaglia rispetto a Valentin Gautier su 903 e Nicolas D’Estais su 905 sembra essere stata quella giusta. A 24 ore dalla partenza Ambrogio e Geomag sono primi tra i serie, e la regata si preannuncia molto lunga.

Fino a Capo Finisterre, Ambrogio riesce a navigare sempre qualche decimo di nodo più veloce dei suoi avversari e ad allungare la distanza sugli inseguitori, miglia preziose quando al quarto giorno di regata si verificail passaggio cruciale di un fronte che Ambrogio, essendo più a Ovest del resto della flotta, attraversa per primo. A quel punto Geomag fila verso il fronte mure a sinistra, vira e poi scende al traverso mure a dritta, lasciandosi dietro tutti gli altri e distaccandosi addirittura di una cinquantina di miglia dal secondo.

TATTICHE VINCENTI NELLE DEPRESSIONI - Il sesto giorno, con l’arrivo di un’altra depressione, probabilmente un po’ più forte, Ambrogio è già posizionato meglio degli altri e fa un altro passaggio da manuale, allungando ulteriormente il suo bottino di miglia di vantaggio. Durante l’ottava notte in mare Ambrogio si avvicina alla dorsale dell’Anticiclone delle Azzorre, e la velocità di 943 insieme a quelle di tutta la flotta calano drasticamente. A questo punto, con 107 miglia di vantaggio sul secondo Serie, Ambrogio entra in competizione con Axel Trehin addirittura per il terzo posto overall che poi non riuscirà a conquistare.

Le ultime miglia sono le più dure per Ambrogio, come anche per il resto della flotta, che rimane intrappolata in una bolla di bonaccia. Nell’avvicinamento a Horta Ambrogio riesce a prendere un po’ di vento, ma avanza molto piano in un finale che probabilmente è il momento più difficile di questa splendida regata. Come ha detto Tanguy Le Glatin, il coach di Ambrogio di Lorient Grand Large (interessante considerare che questo coach scelto da Bogi è lo stesso di Giancarlo Pedote ai tempi del Mini...), “quando si sta così tanti giorni in mare bisogna pensare anche a se stessi e alla barca, oltre che alla regata”. Ambrogio questa volta ha davvero navigato in totale armonia con Geomag, senza errori né esitazioni.

"Sono molto felice e frastornato”, dice Ambrogio all’arrivo,“anche perché non sapevodi essere primo fino all’arrivo… avevo volutamente smesso di ascoltare la radio con la classifica quando mi sono accorto di essere in vantaggio di 40 miglia sul secondo: l’idea mi metteva troppa pressione e ho preferito pensare alla regata. E’ stata una corsa molto dura, quasi tutta di bolina e i mini di bolina non sono proprio il massimo!

PRIME TEMPESTE IN OCEANO CON LA NUOVA BARCA - "Non avevo mai affrontato delle depressioni in mezzo all’Atlantico, devo dire che Geomag si è comportata egregiamente, ma per la prima volta in vita mia ho avuto paura… c’erano delle onde di 4 metri, frangenti che coprivano la barca. Le ultime miglia sono andato a Sud e sono rimasto intrappolato nella bonaccia per due giorni. Quando ormai pensavo che il resto della flotta mi avesse superato a Nord, mi sono ritrovatodentro quest’arcipelago che è sempre di una bellezza incredibile. Ho pensato, Be’, anche se non ho vinto, almeno ho fatto un bel giro. Poi ho tagliato il traguardo e ho capito che ero primo!!!"

Ambrogio ripartirà quindi con circa 12 ore di vantaggio. La partenza della seconda tappa è prevista per il martedì 7 agosto. 

Chi è Ambrogio Beccaria? Milanese, 26 anni, laureato in Ingegneria nautica, Ambrogio è cresciuto in una famiglia dove non si distingueva la prua dalla poppa. Dopo aver mosso i primi passi al VelaMare Club in Sardegna, Ambrogio comincia a prendere sul serio la vela attorno ai 18 anni quando chiede come regalo per il compleanno un Laser 400. Vince subito il Campionato Italiano e arriva terzo al Campionato Europeo sul Lago di Garda, ma poi decide quasi per caso di fare il solitario. Nel 2014Ambrogio parte per il Portogallo per comprare il Mini Kalonig, un modello Pogo2 che aveva scuffiato in Atlantico nel 2013 in occasione della MiniTransat. Trasferisce la barca via terra fino a La Spezia, dove in cinque mesi di duro lavoro completa praticamente da solo la ristrutturazione della barca danneggiata.

Dopo un’ottima stagione su questa barca di vecchia generazione, nel gennaio del 2018 Ambrogio compra un Pogo 3, il modello più nuovo di mini 6.50, da poco ribattezzato Geomag, e vince praticamente tutte le regate del Campionato francese. Primo nel ranking internazionale della Classe Mini 6,50, categoria serie, e primo nel Campionato francese in solitario, Ambrogio commenta: “La vela oceanica è uno sport immenso, ti costringe a studiare per rimanere aggiornato: strategia della regata, meteo, cantieristica, tutto è in evoluzione. E’ uno sport estremo, vuol dire riuscire a dominare le forze invisibili, come il mare, il vento, ma anche l’assenza di vento, con la tua tenacia e volontà. E poi è una doppia sfida: contro te stesso e i rivali nella flotta”.

Sezione ANSA: 
Saily - Altomare

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