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04/08/2018 - 17:10

Una vicenda agghiacciante

Andrea Mura lascia:
"Via dal Parlamento"

Andrea Mura non è più parlamentare: nè 5 Stelle (il partito con cui è stato eletto a Cagliari con 60mila preferenze), nè gruppo misto. "Ho scritto al presidente Fico, esco dal Parlamento. Continuo le mie navigazioni e le mie battaglie". Cosa insegna la storia del velista sardo. La sua lettera

 

E' durata pochissimo, l'avventura di Andrea Mura Onorevole. Alla Camera dei Deputati eletto per il Movimento 5 Stelle con una valanga di preferenze personali nella sua Cagliari, frutto di una carriera di velista e imprenditore (la sua veleria va a meraviglia, nonostante lui la snobbi spesso per i molteplici impegni), e poi di navigatore oceanico, sempre sorridente e positivo, che aveva fatto presa sulla gente. Andrea Mura anche volto della vela italiana nel mondo. Andrea Mura che ha costruito un IMOCA 60 sfiorando la partecipazione al Vendée Globe. Poi è arrivata la politica.

Non la sua materia, si è visto quasi subito: candidature ipotizzate con diversi schieramenti, prima della scelta M5S. Tra l'onda del movimento e la sua popolarità, la cavalcata di Andrea verso lo scranno di Montecitorio è stata trionfale. E dopo le elezioni il mondo della vela ha salutato il primo velista professionista diventato Onorevole. Tutto piuttosto veloce e interessante. Poteva durare?

Prima è arrivata la stangata del concorrente politico sul territoriio, l'Onorevole Cappellacci di Forza Italia, un tipino berslusconiano che è stato anche Governatore della Sardegna e proprio con Andrea Mura ha collaborato tanto, fino al brusco addio, alle polemiche sulla Sardegna che abbandona il suo figliol prodigo, e infine alla campagna elettorale da avversari. Legata a dito, Cappellacci alla prima occasione (i dati sulle èresenze e le assenze dei parlamentari, per la verità discordanti a seconda delle fonti) ha lanciato su Mura la "fatwa" infamante dell'assenteista parlamentare.

Col pubblico che ha il dente avvelenato, un'accusa pericolosissima. E infatti, è partito il facilissimo e auto-assolutorio tiro al piccione. Commenti pesantissimi, accuse più gravi di quella di Cappellacci, il popolo social si è scagliato contro il velista, gli hater professionisti sono andati in brodo di giuggiole, lui ha provato a reagire in modo spontaneo, ma le sue frasi venivano equivocate, o sommerse dalle grida ormai imperanti, giubilanti. La macchina del fango non si puo' fermare.

Avrebbe potuto fare qualcosa il suo "movimento", ma proprio da loro è venuto il colpo finale ad Andrea: scaricato senza neanche sentire la sua versione. Un vero e proprio "fascismo" strisciante. Espulso. Esposto sulla piazza al lancio di improperi. Una carriera e un profilo di uomo, velista, marinaio degli oceani, sbriciolata in pochi giorni dall'inferno dei social, superficialità e odio in un mix micidiale. Triste verificare che tra le voci imperanti ci sono anche molti "velisti di facebook" o comunque gente del mare. Travolti dalla facilità di condannare al volo.

Oggi che Andrea, che già tutti accusavano di restare nel gruppo misto a prendersi i soldi da parlamentare, scrive le sue dimissioni, lascia la politica, torna a fare solo il velista. Glielo lasceranno fare? E soprattutto: a chi giovano i detriti lasciati per terra in questa vicenda? 

L'ANNUNCIO DI ANDREA MURA E LA LETTERA A ROBERTO FICO PRESIDENTE DELLA CAMERA

Ho dato le dimissioni da Parlamentare, torno ad essere un comune cittadino. Ecco la lettera inviata al Presidente della Camera On. Roberto Fico.

 

Al Presidente della Camera dei Deputati

Egregio Presidente,
con questa lettera presento le mie dimissioni da membro della Camera.

È stato per me un grande onore essere eletto per rappresentare i cittadini nella Camera dei Deputati da Lei autorevolmente presieduta.

 

Ho sempre ritenuto che stare in Parlamento non possa essere solo un onore o un privilegio, ma un dovere di servizio, per partecipare attivamente e legiferare.

 

Ho assunto e portato avanti il mandato di parlamentare con la massima serietà e nel pieno rispetto delle istituzioni repubblicane. Ho partecipato alla stragrande maggioranza delle sedute della Camera. In totale sono mancato a 7 sedute, per impegni sul territorio o per una breve malattia.

 

Ciò nondimeno sono stato oggetto di un linciaggio mediatico senza precedenti, di accuse ignominiose basate su fatti inesistenti, su affermazioni da me mai pronunciate, che nessuno ha mai voluto verificare. Ho subito dei danni enormi e agirò in tutte le sedi per difendere la mia reputazione.

 

Sono stato espulso dal mio gruppo parlamentare senza essere nemmeno convocato, senza poter replicare alle accuse infamanti che mi sono state rivolte.

Alla luce di tutto quello che è accaduto non ha alcun senso restare in quest’aula, senza poter incidere, senza poter portare avanti il progetto per cui sono stato eletto dai cittadini che mi hanno votato.

 

Torno ad essere un cittadino comune, come sono sempre stato. Torno nel mio mondo, allo sport e al mare, dove ci sono i valori a cui mi sono sempre ispirato: l’impegno, il sacrificio e – da buon sardo - la parola data.

 

Continuerò le mie battaglie per la difesa del mare e dell’ambiente fuori del Parlamento.

La ringrazio e Le porgo i miei migliori saluti.

Andrea Mura

Sezione ANSA: 
Saily - News

Commenti

raimondo cappa (non verificato)

Concordo pienamente con quanto riportato da Fabio ed appoggio Andrea nella sua scelta che lo conferma ancora una volta come uomo integro moralmente e di sani principi. Andrea si è venuto a trovare in un ambiente in cui non aveva dimestichezza ed è stato assalito proprio per la sua pulizia d'animo. Non conosco le procedure nè i tempi parlamentari in tema di dimissioni ma sono convinto che la scelta di Andrea contribuirà, purtroppo, ad accrescere la poca considerazione nei confronti della classe politica da parte del cittadino "normale". Raimondo

Romano Less (non verificato)

Andrea credo sia il primo eletto a fare un gesto così nobile e serio, dando alla platea degli spruzzatori di m... uno smacco totale. Ajò! Peccato per il parlamento e per il nostro mondo velico, hanno perso una occasione. Romano