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29/12/2016 - 20:49

Il Vendée Globe si accende di nuovo

Alex-Armel, testa a testa

In soli 6 giorni da 800 a 74 miglia di distacco tra Armel Le Cléac'h (Banque Populaire VIII) e l'inseguitore Alex Thomson (Hugo Boss)! Una rimonta spaventosa (che infatti spaventa il leader e persino la direzione della regata che parla di "minaccia britannica") resa possibile dall'anticiclone che ha rallentato Armel. Ma non può essere l'unica spiegazione...

 

Messaggio da Alex Thomson: le ultime 24 ore più veloci della flotta: 432 miglia, altre 100 rosicchiate a Le Cleac'h. Se il francese è soprannominato "lo sciacallo", adesso Thomson è sempre più "il predatore", e sta infoammando con la sua rimonta il finale del Vendée. Il ritorno nelle ultime ore è stato sensazionale: 194 miglia alle 5, 158 alle 9, 131 miglia a mezzogiorno, 101 alle 15 e 74 alle 18. Abbastanza per far gridare al miracolo, e per rimettere ufficialmente in discussione la lotta per la vittoria che sembrava in cassaforte a Capo Horn per il francese.

Alex evidentemente torna a beneficiare dell'unico foil rimastogli (sempre ammesso che le informazioni ufficiali corrispondano al vero, e non ci sia pretattica, come molti sospettano). L'anticilone da solo non basta a spiegare una rimonta del genere. La velocità di Hugo Boss è straordinaria al pari della lentezza di BP VIII. Paradossalmente, proprio Armel Le Cleac'h, l'eterno secondo, che dovrebbe vedere i fantasmi, fa sfoggio di filofofia: "Fa parte del gioco di queste regate, questa non era la settimana giusta per giocare alla lotteria, per me. Bloccato dall'alta pressione mentre gli altri rivengono forte (ma Armel dimentica di notare che "gli altri" sono sempre alla stessa distanza, mentre solo Thomson ha recuperato oltre 700 miglia, 100 al giorno, ndr). Resto positivo - continua Le Cleac'h - anche Alex tra poco si troverà nell'anticiclone, e noi speriamo di entrare presto negli alisei, allora rifaremo i conti!"

Attualmente ottimo 8° su Spirit of Hungary, Nandor Fa dall'alto della sua esperienza riassume la situazione: "Ti puoi avvantaggiare facendo qualche notte in bianco, ma tutti i tuoi sforzi possono risultare inutili, e l'effimero vantaggio sparire rapidamente, se il tuo avversario si trova in condizioni più favorevoli, non puoi farci niente."

In terza posizione, Jérémie Beyou (Maître CoQ) approfitta di un Sud Ovest sostenuto e ha passato a est delle isole Malvinas. Il quarto, Jean-Pierre Dick, è invece atteso con Virbac St Michel a Capo Horn (per la quinta volta nella sua straordinaria carriera) domani mattina, ma è sotto la minaccia di Jean Le Cam (Finistère Mer Vent), che dopo un avvio lento sta rimontando alla grande, tallonato da Yann Elies (Quéguiner-Leucémie Espoir). Le distanze in questo gruppetto sono veramente esigue, navigano quasi a vista!

Tra Indiano e Pacifico ci sono Louis Burton (Bureau Vallée), il citato Nandor Fa e Conrad Colman (Foresight Natural Energy) che beneficiano di buone condizioni meteo. Eric Bellion (CommeUnSeulHomme) chiude la top ten. Arnaud Boissières (La Mie Câline), Alan Roura (La Fabrique), Fabrice Amedeo (Newrest-Matmut) e il più anziano della flotta Rich Wilson (Great American IV) inseguono tranquilli.

Enda O'Coineen (Kilcullen Voyager-Team Ireland) prosegue la rotta verso l'isola Stewart (a Sud della Nuova Zelanda) dove spera di riparare e ripartire. Didac Costa (One Planet One Ocean) naviga in sedicesima posizione davanti a Romain Attanasio (Famille Mary-Etamine du Lys), Sébastien Destremau (TechnoFirst-faceOcean) e all'ultimo, Pieter Heerema (No Way Back), con l'IMOCA 60 foil più nuovo della flotta, quello che avrebbe potuto essere il Vento di Sardegna di Andrea Mura... Per loro, la metà percorso e l'entrata in Pacifico sono ancora lontane...

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