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Dado Castelli (non verificato)

Ciao Fabio. Io una teoria in merito ce l'ho, da diversi anni. Il problema fondamentale secondo me è che nella vela è molto difficile capire quali sono le regate importanti e quali sono le regate che contano poco. Ogni lunedì arrivano sui nostri computer valanghe di e-news piene di cronache di centinaia di regate, di cui buona parte sono campionati italiani, europei o mondiali. E quasi mai c'è scritto quante barche c'erano, di solito solo quando sono tante. Oggi ci sono tantissime regate di tantissime classi diverse, la maggior parte simili tra loro. 30 anni fa c'erano 2-3 classi cosidette di "interesse federale" e le classi olimpiche. Di queste classi le regate importanti erano i mondiali, gli europei, gli italiani (ogni classe olimpica aveva il suo e non facevano fatica ad avere grandi numeri), Hyères Medemblick Kiel, Anzio, Intervela e 1-2 altre regate per ogni classe. Se un ragazzo decideva di fare vela sul serio aveva chiaro in testa quale fosse il percorso da intraprendere per diventare bravo sul serio. Oggi sono tutti campioni italiani di qualcosa, con flotte dai numeri ridicoli. La responsabilità secondo me è in primo luogo della federazione internazionale, e subito dopo delle federazioni nazionali. Secondo me è giusto che ogni progettista possa disegnare la barca che vuole, ogni cantiere costruirla, ogni classe costituirsi ed organizzare tutte le regate che vuole. Ci mancherebbe. Ma dovrebbe essere compito del governo mondiale dello sport di mettere ordine creando una gerarchia dell'importanza degli eventi. I titoli mondiali, continentali e nazionali riconosciuti dovrebbero essere soltanto uno per ogni tipologia di barca, che dev'essere rappresentata da una sola classe. E quale classe non dovrebbero essere i politici dell' ISAF a deciderlo, ma i velisti che ci navigano. La classe più diffusa è quella che deve essere riconosciuta rappresentativa di quel tipo di barca. Anche tra le classi olimpiche. Così eliminiamo anche il giro di interessi economici che sicuramente influiscono sulle scelte. Una volta che sarà chiaro a noi quali siano le gare importanti e quali no vedrai che anche l'esposizione mediatica della vela ne gioverà. Nella scherma parlano solo di fioretto, spada e sciabola, non di incontri di scimitarra tailandese... Ciao a tutti, Dado PS: E che il kitesurf non diventi una medaglia olimpica della vela, per carità. Che facciano un nuovo sport tipo "boards", ma non sailing!