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07/08/2018 - 01:21

Aarhus, il Supermondiale della vela olimpica inizia gli ultimi 6 giorni

Aarhus: caos meteo,
Tita, protesta-agguato

Pioggia, vento assente o fantasioso, tre classi senza regate, altre con una manche al limite della regolarità. A fine giornata tutti arrabbiati. E clima rovente per i Nacra 17, dopo la protesta (e la squalifica) ai danni degli incontrastati leader della flotta, Ruggero Tita e Caterina Banti (ITA 26). Il DT Marchesini: "E' un colpo sotto la cintura, ora reagire, Mondiale lungo, problemi per tutti." Il punto sulle  nostre possibilità di qualifica per Tokyo 2020 classe per classe. Domani arriva il presidente FIV Ettorre - FOTO - VIDEO

 

di Fabio Colivicchi

Doveva essere il giorno più lungo e ricco del Supermondiale della vela olimpica, questo Day 5, si è invece trasformato in un brutto film di pessima categoria, che ha scontentato e fatto arrabbiare tutti. Per World Sailing, già osservata speciale in merito alle scelte sul futuro di classi e formati olimpici per lo sport della vela, la giornata impone ulteriori riflessioni. Ecco cosa è successo.

Previsioni locali davano per certo 8-10 nodi, con aumento a 12 stabili nel pomeriggio e raffiche fino a 20 nodi. Troppa grazia. La realtà è stata cielo plumbeo, pioggia a sprazzi, vento di fantasia, più che altro assente, salvo soffiare sporadicamente e un po' a vanvera. Non hanno regatato affatto: Finn, windsurf RSX maschili. Hanno fatto una sola prova, e spesso una grande confusione per le batterie in corso (alcune hanno fatto le prove altre no), lasciando di fatto non aggiornabili le classifiche generali del Mondiale in gran parte delle classi. Fino al caso esagerato dei 49er, per i quali si è addirittura deciso di annullare una delle batterie, per avere una classifica omogenea con lo stesso numero di prove per tutti.

Inevitabile, in questo clima, con freddo, pioggia e noia, alternate a squarci di "regate" come scommesse, la rabbia sia montata, in mare e a terra. I coach, i responsabili tecnici delle squadre e ovviamente gli equipaggi erano contrariati per il tentativo di fare regatare in una giornata "impossibile", e per l'ansia di seguire il programma e i rispettivi giorni di riposo. Il ritornello di tutti è: "Siamo venuti a fare un campionato del mondo, e per di più a qualificare posti nazione per le Olimpiadi, le regate devono avere contenuti tecnici validi e non tirate per i capelli..."

LO STRANO CASO DELLA PROTESTA-AGGUATO A TITABANTI... - Come se non bastasse, va registrato nel Day 5 un episodio grave e che rischia di influire sul risultato finale del Mondiale, e che ha visto protagonisti proprio gli azzurri Ruggero Tita e Caterina Banti, campioni europei in carica e imbattibili dall'inizio dell'anno. Dopo i tre-primi-tre del giorno iniziale, con vento fresco, hanno materializzato un predominio che deve aver annichilito anche la ragionevolezza dei rivali. Da qui è maturato il fattaccio.

Prima prova di giornata, la quarta del Mondiale per i Nacra 17. Vento leggerissimo e anche di più. In partenza, un Australiano copre ITA 26 (Ruggero e Caterina), che scarroccia lentamente mentre da sottovento risale piano GBR 25, team inglese di seconda fascia, senza velleità di classifica. C'è un contatto leggero tra la barca italiana e quella inglese, uno dei tanti contatti irrilevanti nel pre-partenza. Non così per gli inglesi, che fanno protesta.

(Per inciso, la regata - che era in diretta streaming (a proposito ancora in diverse centinaia di voi a seguire le regate di Aarhus su Saily, davvero una audience che ci riempie di orgoglio) e forse anche questo ha influito sulla sua gestione da parte del Comitato - aveva visto girare in testa alla prima boa Lorenzo Bressani e Cecilia Zorzi, finiti poi oltre il ventesimo tra buchi di vento. Tita e Banti avevano recuperato alla grande chiudendo con un 4, preziosissimo per la classifica dopo i tre primi di ieri. Ma, come detto, è arrivata la protesta a rimescolare le carte.)

In Giuria la tesi italiana (irrilevanza del contatto) non viene presa in considerazione, e ITA 26 viene squalificata per la prova 4. Per lo stesso motivo non va in porto la contro-protesta italiana agli australiani che avevano originato la situazione. Nella quinta prova, sempre di vento a sorpresa, Ruggero e Caterina sono sedicesimi, piazzamento che non possono più scartare, e quindi la classifica si complica un po': gli assoluti dominatori della scena negli ultimi 5 mesi, sono messi alle corde dal mix di meteo ai limiti della regolarità e protesta-agguato orchestrata dagli inglesi. Classifica che peraltro non puo' essere pubblicata a fine giornata, il successivo tentativo di far regatare l'altra batteria risulta vano. Ci sono equipaggi con cinque prove fatte ed altri con tre o quattro. La classifica puo' attendere: per quanto assurdo possa sembrare, in un Mondiale di vela olimpica, in diretta tv e con i media sintonizzati ai quali è quasi impossibile spiegare in poche parole cosa accade e perchè a sera non si conosce la classifica!

ALTRO COLPO DI SCENA - La batteria non è completata, ma fa in tempo a combinare altri guai, per fortuna equamente distribuiti ad altri equipaggi in corsa per l'alta classifica. Dopo due richiami generali è esposta la bandiera nera e alcune barche sono prese fuori e addebitate di un BFD (Black Flag Disqualification, che resiste anche nel caso la prova non venga conclusa). Tra essi ci sono l'inglese Ben Saxton, il campione del mondo in carica, e l'australiano Jason Waterhouse, che quindi restano senza più scarto fino a fine Mondiale, più o meno come i nostri Tita-Banti.

MARCHESINI (DT AZZURRO): "IL PRIMO COLPO SOTTO LA CINTURA" - Bell'ambientino, vero? Lui puo' dire di aver avvertito: nell'intervista a Saily Michele Marchesini, DT azzurro della vela olimpica, aveva detto che qui il gioco iniziava a farsi duro e che c'era da aspettarsi colpi bassi. E' stato facile profeta: "Quello a Tita e Banti è il primo colpo sotto la cintura, bisogna saperlo incassare e andare avanti. Deve essere chiaro a tutti che una cosa è fare regate "normali", e tutt'altra cosa è parlare di Olimpiadi. Qui non c'è esclusione di colpi. Per fortuna ho visto Ruggero e Caterina determinati e saldi, è come se non fosse accaduto nulla, bravi, questo è l'atteggiamento giusto. Del resto la situazione è difficile in quasi tutte le classi..."

VIDEO HIGHLIGHTS DAY 5

Dice bene il DT: situazione difficile. Siamo entrati negli ultimi sei giorni di Aarhus, il programma è un po' cambiato, ma le date che contano restano. Come l'obiettivo chiaro a tutti: qui si punta a qualificare la nazione per Tokyo 2020, in palio il 40% dei posti in ogni classe. Ecco un vertiginoso riepilogo della situazione, per aiutarci a comprendere cosa puo' accadere nei prossimi giorni (e sempre in diretta su Saily).

NACRA 17 - Si è appena detto tutto. Italiani fortissimi e per questo "sotto attacco", regate a rilento, squalifiche e bandiere nere, rendono tutto molto fluido. Qui, almeno teoricamente, la qualifica per nazione a Tokyo non è in dubbio, mentre resta in ballo un posto sul podio iridato. Dopo i fatti del Day 5, anche gli azzurri giocheranno da squadra, e ne abbiamo di formidabili, da Vittorio Bissaro e Maelle Frascari, a Lorenzo Bressani e Cecilia Zorzi, da Gianluigi Ugolini e Maria Giubilei a Erica Ratti e Francesco Porro. Guidati da Ganga Bruni e con il supporto anche di Matteo Nicolucci.

49er - Uberto Crivelli Visconti e Gian Marco Conti sono al 18° posto, ballano tra l'11° e il 13° di nazione. Passano 8 nazioni. Un finale in crescita puo' rimetterli coraggiosamente in corsa. Jacopo Plazzi e Andrea Tesei non hanno mai ingranato. Qui come detto il Comitato ha deciso di chiudere la serie di qualificazione con la sesta prova, cancellando la settima di chi l'ha conclusa, e far rispettare il giorno di riposo di domani. Gli equipaggi torneranno in acqua mercoledì per le fasi finali. Tutta la flotta è nervosa ed elettrica, e non è detto sia un male per noi, in una classe dove puo' servire buttarla in bagarre.

FX - Confusione imperante: le ragazze dell’FX al contrario vedono saltare il giorno di riposo, tornano in acqua e raggiungere almeno la sesta batteria per tutti prima di accedere alla fase finale. Le nostre sono comunque piuttosto lontane dagli 8 posti nazione a disposizione in questo Mondiale. Carlotta Omari e Matilda Distefano, Francesca Bergamo e Alice Sinno erano nella flotta gialla che ha concluso la sesta regata della serie delle qualificazione e hanno ottenuto rispettivamente un bel terzo posto ed un 22esimo; Maria Ottavia Raggio e Jana Germani erano invece nella flotta blu che non ha regatato.

470 M - Una sola prova per la flotta Gold, con i migliori 32 equipaggi, vinta dai fuoriclasse australiani Matthew Belcher e Will Ryan, secondi in generale dietro gli svedesi Anton Dahlberg e Fredrik Bergström. Gli azzurri: Giacomo Ferrari e Giulio portano a casa un 18° posto che li relega al 13° della classifica generale, a +12 punti dalla zona Medal Race. Matteo Capurro e Matteo Puppo (oggi 24) li seguono al 19° posto. Quello che accade è che la qualifica-Tokyo è in bilico, in una classe che sembrava più tranquilla. Questa la definizione del DT Marchesini: "Giacomo e Giulio sono nella fossa dei leoni e se la stanno giocando, sono davanti a medaglie olimpiche". Questa classe (e il 470 W) domani finisce il programma (con tre prove previste!) e quindi decide le nazioni qualificate, poi giovedi farà la Medal Race.

470 W - Le ragazze non hanno regatato (verrebbe da dire: meno male). In chiave azzurra sembra tutto sulle spalle di Benedetta Di Salle e Ale Dubbini, non vicinissime ma neanche lontanissime dalla zona qualifica per Tokyo. Tutto si giocherà in un martedi di fuoco. Sperando di rivedere nella forma (e nei piazzamenti) abituale anche Elena Berta e Bianca Caruso, e sapendo di poter contare sull'apporto di Ilaria Paternoster e Sveva Carraro.

RSX M - Nessuna prova disputata per i ragazzi del windsurf. Qui come noto abbiamo iniziato benissimo con un grande Daniele Bemedetti e con Mattia Camboni comunque ben messo tra i primi. Ci sarà da divertirsi, sperando nella meteo. Qualifica ampiamente alla nostra portata. Tavole e catamarani sono gli ultimi a chiudere il Mondiale: Medal domenica 12 agosto.

RSX W - Una batteria per le donne con vento leggerissimo (serviva?). La portabandiera Flavia Tartaglini la chiude al 9° ed è nona anche in generale. Sorniona e in rimonta. Marta Maggetti che ha chiuso la prova al 27° posto, che scarta, e resta al 6° in generale.

FINN - Tanta frustrazione anche per gli atleti del Finn, inumiditi per ore in mare senza fare neanche una regata. Resta tutto fermo, e come per i 470, martedi sarà giornata campale, per decidere posti-Tokyo e griglia dei top-ten della Medal Race di giovedi. Il nostro Alessi Spadoni ha fin qui dato il massimo ed è largamente in flotta Gold. Di più è difficile chiedere.

LASER STANDARD - A meno di miracolosi recuperi, in questa classe (e nell'assenza per motivi medici dell'olimpico di Rio Francesco Marrai) la qualifica per nazione (14 posti in palio ad Aarhus) dovrà essere rinviata al prossimo anno. Marco Gallo 35, Gio Coccoluto 39, Gianmarco Planchestainer 49...

LASER RADIAL - Tra le timoniere i posti-Tokyo in palio ad Aarhus sono 18 e la nostra Silvia Zennaro dopo un brutto avvio ha trovato il passo giusto ed è al 17° in generale, al momento dopo 6 prove è "dentro". C'è ancora strada da percorrere.

DOMANI ARRIVA IL PRESIDENTE FIV FRANCESCO ETTORRE - E' atteso ad Aarhus domani anche Francesco Ettorre, il presidente federale che si è assunto da subito tra gli incarichi operativi quello di seguire la squadra e la preparazione olimpica. Come abbiamo visto trova un clima rovente e nervoso, con tante qualifiche combattute sul filo del rasoio, e con il caso della protesta agli italiani del Nacra ancora fumante. Chissà quale sarà il suo impatto sulla squadra e sui singoli. Di sicuro, crediamo noi, lo spirito di appartenenza sarà rinsaldato per un finale che è ancora da scrivere, e nel quale puo' ancora succedere di tutto.

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Sezione ANSA: 
Saily - Vela Olimpica

Commenti

Anonimo (non verificato)

RC e WS con ansia da prestazione. Così le regate non devono essere corse, e come giocare in un campo di calcio contrapporle nascoste. Se questa è la vela, meglio toglierla dalle Olimpiadi. Indecenti. E quelli sarebbero il meglio dei RC che abbiamo nel mondo?
Mi spiace per il tuo anonimato, ma i dubbi che alimenti sono quelli di tutti! E sul futuro olimpico della vela, la vela stessa sembra voglia scavarsi una fossa...