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Storia | Regata > Coppa America

01/12/2017 - 18:47

ESCLUSIVA DI SAILY.IT - COMMENTI ECCELLENTI ALLA NUOVA CLASSE AC75 - PRIMA PARTE

Noi, e i monoscafi volanti...

Un eccezionale "panel" di campioni e personaggi della vela italiana ha risposto alla nostra domanda: Come sono le nuove barche di Coppa America? Ecco come la pensano: Mauro Pelaschier, Vasco Vascotto, Luca Rizzotti, Francesco Marrai, Roberto Lacorte, Gabrio Zandonà, Enrico Chieffi, Alessandro Nazareth, Michele Ivaldi, Alfredo Ricci, Furio Benussi, Domenico Boffi, Stefano Rizzi, Marco Perazzo, Edoardo Bianchi, Emanuele Cecchini, Flavio Favini, Gabriele Bruni, Roberto Ferrarese, Giulia Conti, Jacopo Pasini...

 

di Fabio Colivicchi

Come sarà la prossima America's Cup, quella dell'accoppiata Team New Zealand (defender) e Luna Rossa (primo sfidante)? Quali le reazioni dei velisti importanti alle clamorose novità previste sulle nuove barche della classe AC75?

Saily è andata a fare il suo mestiere di media globale leader della vela: sentire la gente, i protagonisti, le loro idee, che ne stimolano altre e danno il via a un circuito virtuoso che porta alla crescita di tutto il settore. Le nuova barche AC75 per la Coppa America 2021 hanno davvero sorpreso tutti: senza chiglia, con doppi foil zavorrati, con randa alare ammainabile. Un salto in avanti enorme, per certi versi inatteso. La comunità della vela si è subito divisa, come spesso capita. Ma su questo argomento non è ammessa la superficialità, si deve essere rigorosi. Bisogna capire e ascoltare.

L'America's Cup, specialmente la prossima con Luna Rossa challenger of record e forse altre sfide italiane, è storicamente l'occasione per la vela di arrivare sulle prime pagine dei giornali e sulle tv. In attesa di conoscere regole di classe, format, percorsi e calendari (a primavera 2018), la domanda per tutti è: queste nuove incredibili barche AC75 saranno utili allo scopo? Faranno spettacolo, audience, sapranno far appassionare alla vela un pubblico nuovo e coinvolgere chi è già velista? Insomma sono una vera svolta dopo la parentesi dei catamarani che sono stati capiti poco?

In questo primo articolo ecco cosa pensano delle nuove barche alcuni grandi nomi della vela italiana. Molti altri che abbiamo interpellato stanno inviando i loro commenti, quindi ci saranno altre puntate. E' un work in progress: altri interventi sul tema seguiranno, e ovviamente tutti i commenti sono graditi.

GUARDA QUI IL VIDEO SUL CONCEPT DELLA NUOVA CLASSE AC75 PER L'AMERICA'S CUP

Mauro Pelaschiar (Velista, timoniere di Azzurra prima sfida italiana alla Coppa America, e commentatore tv) - Il concept mi piace. La ricerca della tecnologia assoluta è nel DNA della coppa. Probabilmente gli studi dei tecnici influenzeranno scelte future per le classi Unica e altre transat. Quindi porterà innovazione a tutta la vela in genere. Se con i catamarani alla fine abbiamo visto dei veri match riusciranno a farlo di più con i monoscafi volanti. Quindi offriranno emozioni maggiori.

La mia generazione ha praticato la vela con barche lente e faticose. Queste saranno ancora faticose ma la velocità aiuterà a divertirsi di più. Alla fine anche le classi olimpiche vanno in questa direzione. A noi rimarranno i superyacht e le barche d'epoca. Non male comunque. Evviva il nuovo

Vasco Vascotto (Velista, 22 titoli mondiali, ex di Coppa America) - E' stato fatto un lavoro certosino per cercare, con queste barche, di far felice il mondo... In qualche modo bravi a tornare al monoscafo come annunciato, ma nello stesso tempo trovando il sistema per non fare passi indietro nella tecnologia ormai acquisita. Il mondo va avanti e la vela è giusto che lo segua! Il mach race si può fare anche con barche più lente, certo, ma come possiamo dimenticarci che la tecnologia va avanti, e mettere sul piatto le cose che si sono imparate nel frattempo. Non sarebbe stato giusto mettere la testa nella sabbia. I due team progettuali hanno fatto un lavoro bestiale! Sono barche spettacolari anche solo a guardarle: adesso bisogna vedere se noi velisti saremo abbastanza bravi da farle andare...

Per gli scettici voglio ricordare... Nel 2011 ero a cena a San Francisco con un progettista di quella edizione della Coppa, ed era convinto che le barche non avrebbero volato... Poi si è detto che avrebbero volato solo di poppa... Poi è arrivata la Foiling Jibe (strambata in volo sui foli), e alla fine anche la Foiling Tack (virata)... La realtà ha sempre travolto le previsioni e gli scetticismi. L'evoluzione in questo campo è enorme, c'è un mondo da scoprire, già sugli ultimi AC50, ogni giorno a bordo scoprivano qualcosa di nuovo. Perciò, se adesso sono convinti che gli AC75 voleranno sempre, chissà cosa faranno tra 4 anni! Del resto i neozelandesi hanno vinto anche allenandosi meno degli altri, proprio perchè hanno avuto un'idea e l'hanno sviluppata. In questa Coppa ci sarà molto di nuovo, sono convinto di una cosa: chi resta fuori da questa edizione della Coppa, avrà difficoltà poi a rientrare, a recuperare il terreno perso. Esserci è già un salto di qualità infinito, per questo è giusto che si coinvolgano anche i giovani, che saranno la Coppa di dopodomani.

Luca Rizzotti (Ideatore e organizzatore di The Foiling Week) - Se il render fosse uscito dallo studio di qualunque altro designer sul pianeta sarebbe stato ritenuto troppo visionario. Provenendo da ETNZ non si può che dargli fiducia vista la loro capacità di innovazione nelle ultime edizioni della coppa. Personalmente ho trovato avvincenti le regate dei catamarani e speravo rimanessero ma sono altrettanto felice di questo concept e che si rimanga su barche full-foiling. La coppa, per tradizione, deve essere la barca più grande e veloce costruibile...

Francesco Marrai (Velista, olimpico Laser a Rio 2016) - Riguardo ai nuovi AC75 non mi sono ancora fatto un'idea ben precisa anche perchè mancano dettagli sulla tipologia di randa che adotteranno. Ad ogni modo credo che sarà un oggetto interessante da studiare sia in navigazione che nelle varie manovre legate al confronto ravvicinato del match race. Sicuramente la velocità sarà elevata, probabilmente minore rispetto agli AC50 in condizioni di vento forte ma probabilmente simile con venti medi. Ci sarà da lavorare molto sulle varie configurazioni delle derive sia in relazione al vento che alle varie andature, senza  dimenticare anche la gestione della partenza che sarà cruciale soprattutto in una condizione di vento foiling-non foiling in cui sarà necessario capire quali priorità darsi in base alle tempistiche e modalità di volo.

Roberto Lacorte (armatore di SuperNikka, presidente Yacht Club Repubblica Marinara di Pisa) - Premetto che sono limitato da vincoli di riservatezza, in quanto con mio fratello abbiamo manifestato un interesse a presentare una possibile sfida per la prossima Coppa. Credo che stiamo andando dalla parte giusta dal punto di vista tecnico. Sotto l'aspetto progettuale si sta addirittura precorrendo i tempi, ma queste barche sono comunque qualcosa di fruibile. C'è un'ala non rigida, e anche la configurazione dei foil rende agevole la gestione a terra delle barche, non c'è neanche la chiglia, si può alare con una certa facilità, l'equipaggio di un 75 piedi non sarà numerosissimo. Tutto questo è interessante.

Unico neo, inevitabile, con barche veloci sarà difficile vedere il vecchio match race tipo Valencia 2007. A 25 nodi un minimo gap di velocità si traduce in distanze enormi. Ma non credo fosse possibile fare diversamente, non si possono certo frenare le barche! Gestibilità, velocità, un corpo a corpo comunque superiore ai catamarani, credo che siano premesse ottime. Adesso sarà importante vedere come tutto questo sarà tradotto a livello di comunicazione, soprattutto per i diritti tv. Penso che la Coppa America vada riportata in tutte le case, tornare a interessare gli italiani e i velisti di tutti i giorni. A noi armatori interessa che la vela si veda in tv, organizzare le serate al circolo a vedere le dirette, per tutto questo serve una grande accessibilità. Insomma il lavoro è partito, abbiamo visto le barche, presto vedremo il regolamento del circuito, e poi sarà la volta della comunicazione. Ripeto: stiamo lavorando bene, in modo intenso, mi piace l'approccio dei neozelandesi. Posso dire che questa Coppa la sto sentendo mia... Poi vedremo, la strada è lunghissima, ma la partenza è quella giusta. Pensa cosa sarebbe accaduto se avessero fatto un 90 piedi con i foil, la curva dei costi sarebbe stata enorme. L'investimento deve puntare sull comunicazione, su una grande visibilità, da sport popolare. La Coppa America è sempre stata il "sogno di tutti", bisogna tornare al mito, perchè ultimamente era stata ridotta a un gioco di pochi, quasi a porte chiuse. Anche il velista che ha un piccolo Laser deve sognare con la Coppa, e noi siamo responsabili per queste persone. Spero che potremo essere di stimolo anche al challenger of record, e spero di rivedere armatori come Vincenzo Onorato, che ridanno calore alla Coppa.

Gabrio Zandonà (Velista e allenatore, ex olimpico, ex Coppa America) - Questa di Dalton è proprio una bella sfida! Nella scorsa Coppa America mi ha stupito il grande divario tra ETNZ e tutti gli altri. Bravissimo il sailing team che ha saputo sfruttare "forse" al massimo un catamarano dalle prestazioni eccezionali con un fuoriclasse del calibro di Peter Burling al timone. Molti si chiedono perché ETNZ abbia deciso di cambiare barca e non continuare con i catamarani volanti, conservando un indiscusso vantaggio.

Io credo che non si tratti solo della fragilità dei catamarani con vento sopra i 15 nodi, condizioni molto probabili d'estate a Auckland. Immagino ci siano molte ragioni per cambiare barca. ETNZ iniziava a volare prima degli altri e questa capacità sarà ancora più importante con monoscafi volanti, quindi sarà ancora molto difficile battere i Kiwi. Il monoscafo con poco vento, quando non vola, potrebbe tornare a fare il vecchio "match race" che piace al grande pubblico. Sempre che il monoscafo non sia alla fine più leggero del catamarano e quindi che inizi a volare prima...! L'ottimo rapporto con Luna Rossa, potrebbe avvantaggiare ETNZ ancora una volta, soprattutto se si alza ancora l'asticella.

I concetti degli AC75 potrebbero essere adattati anche al giro del mondo, e Peter sta facendo esperienza, oltre che a tentare il "grande slam". La regola della nazionalità indebolirà molti sfidanti, forse con questa regola ETNZ pensa di creare il vuoto, ma noi italiani potremmo sorprendere tutti. Massimo 10 persone di equipaggio? Probabile di si e tutti in bicicletta! Chissà se il percorso cambierà. Poi ci sono tutte le considerazioni mediatiche, ma lascio a Fabio Colivicchi questo campo...

Enrico Chieffi (Velista ex olimpico ed ex Coppa America, oggi CEO Nautor's Swan) - L'idea e' a dir poco geniale, ma data la natura della barca foiling con vela rigida, non vedo una evoluzione o sostanziale differenza con il catamarano di ultima generazione. Direi che questa sia una soluzione estremamente intelligente per onorare l'impegno preso di correre la prossima coppa con un monoscafo, anche se probabilmente non la più efficiente in assoluto.

Giulia Conti (Velista, quattro partecipazioni olimpiche in tre classi diverse: 2004, 2008, 2012, 2016) - Le nuove barche le ho viste e il primo impatto è positivo. Sembrano molto manovrabili nonostante le alte velocità e si torna finalmente al concetto di monoscafo. Bisogna vedere, di nuovo, quanto spazio ci sarà a bordo per i veri velisti. Mi aspetto una componente idraulica al pari dell'ultima Coppa, il che potrebbe pregiudicare la presenza a bordo di professionisti della vela. Ovviamente l'interesse è a prescindere decuplicato, vista la presenza di almeno un team italiano. Il concetto, ad ogni modo, è molto interessante, soprattutto perché innovativo. Staremo a vedere. Sono curiosissima!

Alessandro Nazareth (Ingegnere e designer) - La nuova classe AC75 studiata dai due design team di ETNZ e LUNA ROSSA è sicuramente qualcosa di inaspettato. Devo dire che sono andati ben oltre quello che ci si poteva aspettare in termini di monoscafo. Siamo ormai abituati a vedere un monoscafo con i foil retrattili ma senza chiglia, ora con i foil basculanti con ballast hanno superato ogni piu’ fervida immaginazione. Questo però riguarda la sensazionalità dell’annuncio... venendo alla tecnica non ci sono molte informazioni al riguardo ma ci sono alcuni punti oscuri e che vanno sottolineati:

1) Il match race non sarà molto serrato con i foil laterali (dentro o fuori dall’acqua aumentano la sagoma della barca in maniera ingestibile). 2) I foil con ballast devono spiegare bene come funzionano, perché se sono solo pieni di piombo la stabilità non aumenta, visto che i baricentri tra quelli sopravvento e sottovento si equivalgono e non cambiano in maniera sostanziale la stabilità (a meno di avere dei water ballast con pompe molto potenti, ma lo spazio nei foil per una buona quantità di acqua non è tanto). 3) Il rig è ancora un punto interrogativo, ci sarà un albero con randa alare o una randa tradizionale? L’unica certezza è che le vele si dovranno levare senza l’aiuto di una gru quindi non sarà un albero come quelli visti nell'ultima coppa. 4) I foil basteranno per evitare lo scarroccio? Così come sono rappresentati non sembrerebbe, perché hanno una grossa componente verticale (effetto foil) ma poca componente trasversale. Andrà sicuramente rivista la geometria. Insomma da adesso a fine marzo, quando uscirà la nuova regola, credo che la barca cambierà ancora parecchio, da quella - sorprendente - fatta vedere fino ad ora...

Michele Ivaldi (Velista, ex olimpico, ex di Coppa America) - Penso che siamo di fronte a un altro grande salto tecnologico con delle barriere da infrangere che nessuno si era mai posto! Sarà molto interessante vedere se questo “concept“ funzionerà veramente, e se e come queste barche navigheranno. Nutro diversi dubbi sulla spettacolarità delle regate con vento sotto i 10-12 nodi, in partenza e nei corpo a corpo. Di sicuro sarà un’edizione in cui si impareranno  tante cose e probabilmente qualcosa arriverà al mondo della vela “normale”. Per le persone coinvolte sarà molto stimolante tutta la parte progettuale ma anche la fase di test in acqua. Di nuovo il ruolo dei designer la farà da padrone, e chi riuscirà a trovare l’idea giusta su cui lavorare godrà di prestazioni di molto differenti dagli altri.  Purtroppo anche stavolta l’abilità dell’equipaggio, il Match Race, la tattica, la strategia delle regate e del modo di andare in barca che tutti noi conosciamo non faranno la differenza. Un’ultimo commento va fatto va sulla sicurezza: quei foil a sbalzo, 4 o 5 metri fuori dall’acqua, oltre ad essere poco eleganti da vedere (quasi brutti direi), sono anche potenzialmente molto pericolosi.

Alfredo Ricci (Ufficiale di Regata internazionale, Umpire) - Il progetto sembra davvero molto interessante, aspetto di vederla in acqua per valutarne pregi e difetti. Non mi spaventano i foil così configurati, se siamo riusciti a fare match racing con gli AC50 così performanti, troveranno il modo di stare vicini e farlo anche gli AC 72, sarà interessante il primo arbitraggio in acqua! Come per le altre Coppe è sempre benvenuta l’innovazione che certamente porterà dei benefici alle barche più tradizionali, così come la F1 la porta alle auto di tutti i giorni. Vento in Poppa!

Furio Benussi (Velista e project manager, vincitore delle ultime due edizioni della Barcolana) - Ho visto il rendering delle nuove barche, che dire? Sono pseudo-barche, perché sono progettate per volare e non per navigare, secondo me hanno perso una buona occasione per cambiare, io avrei limitato l'elettronica e obbligato i progettisti a disegnare barche che per il 75% dello scafo devono essere a contatto con il mare. Potevano fare una scelta di barche veloci tipo i 72 con la kanting sviluppando delle barche e non degli aliscafi. Personalmente sono deluso dalla scelta, hanno tutti criticato i catamarani ma queste cosa hanno di diverso?

Domenico Boffi (Ideatore e organizzatore The Foiling Week) - Io trovo sia assolutamente in linea con quanto nel 1907 il Commodoro del NYYC J.P. Morgan rispondendo al Comodoro Ledyard’s, dello stesso club, che tentava di convincerlo a limitare i costi per le imbarcazioni per la Coppa America. J.P. Morgan disse “America’s Cup, ... is a trophy which stands pre-eminently for speed… and should be served for by the fastest and most powerful vessels that can be produced." E così, qualche giorno fa, alla presentazione della nuova barca siam rimasti tutti increduli, nessuno si aspettava una barca senza chiglia, nessuno si aspettava una nuova configurazione dei foils anzi, forse qualcuno "sperava" che i foils non ci fossero proprio.

La creatività dei Neozelandesi è illuminante, è grazie a loro che i mastodontici catamarani AC72 misero i foils e iniziarono a volare, prima di loro non era previsto e infatti il regolamento di stazza non li citava ne impediva l'uso, ma nel 2012 l'appena varato Aotearoa (l'AC72 nr. 1 dei neozelandesi) fu avvistato e fotografato sui foils. Da li iniziò la corsa allo sviluppo del foiling in Coppa America. I Kiwi hanno un amore innato per la vela e una creatività illimitata. Nemmeno Patrizio Bertelli con il veto ai catamarani è riuscito a smontare i progettisti di Team New Zealand. Sarà una Coppa fantastica assolutamente in linea col pensiero del Commodoro J.P. Morgan. Aggiungo la mia citazione preferita "non c'è tradizione senza evoluzione". La ricerca del miglioramento, cambiare per il meglio e l'agire senza soluzione di continuità rende onore alla Coppa ed alla vela tutta.

Stefano Rizzi (Velista ex olimpico ed ex giro del mondo Whitbread e The Race) - Tutte le volte che guardiamo i nuovi disegni o i rendering delle barche nuove per eventi come Coppa America e Volvo ci stupiamo e i commenti son sempre i soliti: ci si farà del male, ci si ammazza, impossibile che possano navigare con vento... etc etc. Nella realtà invece poi vanno sempre, e vanno pure bene. Chi mai avrebbe potuto immaginare l’ultima Coppa di vedere le virate sui foil che abbiamo visto...? Pochi ve lo assicuro. Io, vista la mia età, mi sono ormai convinto che l’uomo possa far navigare qualsiasi tipo di barca. Questi nuovi oggetti volanti per la Coppa, che sembrano dei Moth giganti, già fanno molto discutere. Eppure io sono convinto, ammesso che poi saranno proprio così ... che navigheranno e pure bene. Certo non sarà nuovamente il match Race puro a cui ci eravamo abituati con le barche dislocanti, ma sarà comunque una cosa nuova e son certo bella da vedere.

Marco Perazzo (operatore del settore, distributore Helly Hansen in Italia) - Gli AC75 stanno riscuotendo un grande successo tra gli addetti ai lavori ma ancora di più un successo mediatico perché il monoscafo attira la massa che si sente più affine al vecchio unico guscio rispetto ai multiscafi. Il fatto che è senza chiglia incuriosisce i Velisti poiché fino ad ora non si era visto nulla di simile se non quando JP Dick ha tagliato l’arrivo della Vendé 2013 dopo aver perso il bulbo a Capo Verde!! Credo comunque che se questo progetto l’avesse tirato fuori Oracle tutti sarebbero a dargli contro ma ai Kiwi non si può volere male. Loro sono Davide e tutti li preferiscono a Golia! In termini pratici le regate saranno più interessanti i primi cinque minuti rispetto a Bermuda o San Francisco per il prepartenza di bolina ed il primo incrocio poi i delta di prestazioni saranno tali che vedremo delle barche fare una passerella a 30 nodi.

Dato il mio lavoro non posso fare a meno di pensare a come si vestiranno ed il mio punto di vista è che le protezioni e i caschi saranno ancora più importanti. Altresí se a Bermuda le mute la facevano da padrone essendo l’equipaggio esposto ad una continua nebulizzazione d’acqua e miglioravano il windage dato il loro fit aderente, nell’AC75 saranno un po’ più asciutti e protetti al vento e conseguentemente si arriverà a dei compromessi tra fit aderenti ed elasticizzati e più confortevoli tessuti tradizionali. In ogni caso questo lancio degli AC75 e l’entusiasmo che li ha accolti è l’ennesima dimostrazione del fascino della Coppa e di quanto è stata messa in naftalina nell’ultimo decennio. Viva la Vecchia Brocca e la sua follia!

Edoardo Bianchi (Velista e Ingegnere, ex olimpico di Tornado, oggi al Cantiere Persico, nell'ultima Coppa ha lavorato per Land Rover BAR) - Siamo direi tutti stupiti e a bocca aperta per questo nuovo concept, molto interessante. La curiosità è tanta e tanta la voglia di cominciare a ragionarci per svilupparla e vederla in acqua! Colpisce come dopo un'era di catamarani sembra si stia inaugurando l'era dei "MonoMarani" - per così dire! Finalmente c'è aria di grandi novità: Verdier ha messo in gioco tutta la sua genialità per creare una barca innovativa, e il primo segnale (oltre naturalmente ai foils) è l'aver eliminato il bulbo di piombo e la chiglia. Sarà una Coppa che metterà tutti a dura prova e soprattutto i team ripartiranno tutti dallo stesso punto, equiparati nella corsa alla Coppa e nella sfida. Naturalmente sarà interessante vedere lo sviluppo della barca sia a livello di design che di tecnologia costruttiva.

Emanuele Cecchini (Commercial Director Harken Italy) - Entusiasmante leggere di una nuova classe di scafi per l’America’s Cup. Sono convinto che questo porterà innovazione delle tecnologie costruttive così come delle attrezzature. Guadando gli scafi navigare in modo virtuale sono molto curioso di vederli all’opera nel match race, la gestione delle appendici sarà impegnativa per gli equipaggi così come i cambi di vele... sperando di averne. Speriamo di vedere navigare tanti Challenge.

Roberto Ferrarese (Velista e coach, ex di Coppa America) - Premesso che quando ci si confronta con barche così innovative bisogna sempre sospendere il giudizio, la certezza della quota dei due teams (luna rossa e New Zealand) ci fa ben sperare. Se siamo arrivati a dire "ben sperare" é perché Russell Coutts, Larry Ellison, e company hanno fatto un disastro... La barca proposta così come si presenta è ovviamente più adatta alla formula match race in quanto il progetto prevede un assetto non volante... Torneremo quindi a gioire  dello spettacolo pre-partenza con le famose urla: "don't-jibe!", "don't-tack!", "hold-your-course!", etc. che tanto danno allo spettacolo e ci mostrano uomini che non sono solo robot! La rule box è sempre la scelta migliore. Ad essere sinceri é difficile al momento visualizzare la stabilità della barca perché siamo abituati ad altro, ma vogliamo crederci e attendiamo tutti di vedere questo nuovo innovativo bizzarro oggetto in acqua, sia in volo che con "i piedi in terra" metaforicamente parlando.

Flavio Favini (Velista ed ex timoniere in Coppa America) - Credo che questa scelta sia in linea con lo sviluppo che le barche da corsa stanno avendo ultimamente e, essendo la Coppa America, si mette avanti a tutto il movimento come deve essere. Certo chi si aspettava un ritorno alle barche monoscafo come un ritorno al classico sarà rimasto deluso, però credo che ne vedremo delle belle.

Jacopo Pasini (Velista, campione nazionale di Match Race) - Tornare ai monoscafi penso sia un bene per tutto il movimento, i catamarani per quanto affascinanti si sono dimostrati meno accessibili sia per chi fa regate che per chi le organizza. Mi aspetto che questa scelta riattivi fortemente il mondo del match race che negli ultimi anni si è un po’ assopito. Sulle barche è presto per esprimersi, certamente mi aspetto partenze più agguerrite dove si vedranno match veri e si lotterà anche per la posizione oltre che per la massima velocità, spero che il momento in cui le barche riusciranno ad “alzarsi” sull’acqua sia il più uniforme possibile tra i vari team, così da vedere regate combattute. Sono molto curioso di vedere gli equipaggi, mi auguro che questi siano ricchi di ragazzi giovani under 30! Per quanto riguarda la parte organizzativa, il binomio ETNZ e Luna Rossa è sicuramente garanzia di qualità, mi auguro che gran parte delle regate antecedenti all’evento siano in Mediterraneo, la mia speranza è quella che si ricrei la magia, l’atmosfera e lo spettacolo della Coppa di Valencia 2007.

Gabriele Bruni (Velista, ex olimpico, ex Coppa America, attualmente allenatore FIV) - La mia opinione è che la Coppa America è una regata fuori da ogni standard, bisogna prenderla per quello che è. Le immagini che abbiamo visto dei nuovi scafi non sono molto dettagliate ma danno l'idea di una nuova barca molto tecnica, completamente nuova e diversa da tutto ciò che abbiamo visto in passato. Si parla, se non sbaglio, di foil pesanti che aiuterebbero a stabilizzare la barca... Concetto questo del tutto nuovo! Un monoscafo di 72 piedi senza bulbo...

Personalmente sono rimasto affascinato da questi rendering che ho visto e sono contento che degli Italiani hanno contribuito a mettere delle idee cosi nuove e rivoluzionarie nel mondo della nautica. Credo che si tratterà di barche adatte a timonieri "nuovi", abituati a pensare in modo rapido! in grado di capire in fretta cosa vuole la barca. Un monoscafo veloce, poco stabile, con foil...

Una sfida interessantissima alla portata dei velisti Italiani. Inutile domandarsi se queste barche possano essere un volano per la nautica.... Nessuno lo sa ma non mi interessa . Queste saranno le barche! questa è la nuova sfida! Chi vuole si iscrive alla Super Competizione! Per coloro a cui non piace rimangono tante altre barche su cui andare! E' il bello della vela! Intanto Forza Luna Rossa e Forza Italia!

GUARDA UNA GALLERY DI RENDERING E DISEGNI SUL CONCEPT DELLA NUOVA CLASSE AC75 DELLA COPPA AMERICA

Commenti

Romano Less (non verificato)

" bisogna tornare al mito, perchè ultimamente era stata ridotta a un gioco di pochi, quasi a porte chiuse." Al di là di considerazioni tecniche, della simpatia per i Kiwi e delle giuste osservazioni dei grandi nomi qui riportate, questa frase mi pare la perfetta sintesi di quanto ci aspettiamo tutti.