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08/11/2017 - 11:42

Federvela Mondiale, primo atto della Annual Conference

WS Awards, rispunta Carlo Croce

Marit Bouwmeester, imbattibile laserista olandese tanto bionda quanto atletica, e Peter Burling (in sua assenza perchè impegnato in Atlantico con la Volvo Ocean Race): sono loro i due Rolex World Sailor Of The Year 2017. Nella serata del World Sailing Awards, a Puerto Vallarta in Messico per l'Annual Conference della Federvela mondiale, anche altri due riconoscimenti: il President's Development Award (a Stan Honey), e il Beppe Croce Trophy andato all'ex presidente FIV e ISAF Carlo Croce - FOTO

 

In Messico la Federvela mondiale tiene la sua Annual Conference che avrà risvolti drammatici, sicuramente urgenze e soluzioni da trovare a situazioni di crisi e di allarme per il mondo della vela, la sua posizione olimpica, la promozione e lo sviluppo: ne parleremo come sempre diffusamente su Saily, con report, news, interviste e commenti da Puerto Vallarta. Ma la Conference si è aperta con una serata di gala e di festa, con velisti, dirigenti delle varie MNA (member national authority) di World Sailing, e "influencer" (come vogliono farsi chiamare oggi) o opinion leader. Insomma il solito "giro" intorno alla federazione.

La serata dei World Sailing Awards ha messo insieme il classico appuntamento dei Rolex Sailor Of The Year, maschile e femminile, assegnato ai migliori velisti della stagione votati dai membri di WS, con lo storico Trofeo Beppe Croce, assegnato a personalità del mondo velico, solitamente una sorta di Oscar alla carriera, e infine il nuovo President's Development Award, che Kim Andersen, il danese a capo di WS ha introdotto per premiare le attività in favore dello sviluppo dello sport velico.

OH MARIT! - Tra il lotto dei candidati maschili e femminili, i due Rolex Sailor of The Year 2017 non potevano che essere loro: Marit Bouwmeester (NED), una specie di Ben Ainslie declinato in biondo e al femminile, laserista imbattibile, ha già fatto il pieno di medaglie olimpiche, titoli europei e mondiali, e c'è da giurare che qualsiasi vela farà in futuro (nulla le è escluso, con quel fisico e quella classe) la vedrà primeggiare.

Nel ricevere il premio, e un bell'orologio Rolex Marit ha detto: "Sono solo me stessa, una ragazza che viene da Friesland, piccola citta nel nord dell'Olanda. Quando ero piccola, avevo questo sogno: andare alle Olimpiadi e non solo partecipare, ma vincere l'oro, e poi primeggiare, essere la migliore al mondo nello sport della vela. Suscitavo ilarità, perchè all'epoca non ero neanche tra i primi 20 al mondo. Ma la mia storia dimostra che con il lavoro duro, l'impegno, si possono raggiungere tutti i sogni. Questo è il messaggio che voglio dare, a giovani di tutte le età: non smettere di inseguire i vostri sogni".

SUPER-BURLING - Peter Burling, superstar kiwi capace della doppietta oro olimpico-Coppa America, è stato premiato anche se assente, in Atlantico nella tappa tra Lisbona e Città del Capo della Volvo Ocean Race. Per lui il premio era davvero una formalità, le sue ben note mascellone sono l'icona del velista più vincente del biennio. Applausi.

L'ALBO D'ORO DEI VELISTI DELL'ANNO ROLEX - Un premio a trazione anglosassone, con qualche "fissa" al di fuori della cerchia ristretta di quel mondo. Così potrebbe definirsi il premio, di cui sotto vedete la lista completa. Una sola vittoria italiana, Alessandra Sensini. Scorrendo i nomi qualche altro italiano non avrebbe certo sfigurato, ma è una questione di influenze e di potere specifico della nostra vela nel mondo. Oltre che, ovviamente, di medaglie...

1994 Peter Blake (NZL) & Robin Knox Johnston (GBR) Theresa Zabell (ESP)

1995 Russell Coutts (NZL) Isabelle Autissier (FRA)

1996 Jochen Schümann (GER) Lee-Lai Shan (HKG)

1997 Pete Goss (GBR) Ruslana Taran & Elena Pakholchik (UKR)

1998 Ben Ainslie (GBR) Carolijn Brouwer (NED)

1999 Mateusz Kusznierewicz (POL) Margriet Matthijse (NED)

2000 Mark Reynolds & Magnus Liljedahl (USA) Shirley Robertson (GBR)

2001 Robert Scheidt (BRA) Ellen Macarthur (GBR)

2002 Ben Ainslie (GBR) Sofia Bekatorou & Emilia Tsoulfa (GRE)

2003 Russell Coutts (SUI) Siren Sundby (NOR)

2004 Robert Scheidt (BRA) Sofia Bekatorou & Emilia Tsoulfa (GRE)

2005 Fernando Echavarri & Antón Paz Ellen Macarthur (GBR)

2006 Mike Sanderson (NZL) Paige Railey (USA)

2007 Ed Baird (USA) Claire Leroy (FRA)

2008 Ben Ainslie (GBR) Alessandra Sensini (ITA)

2009 Torben Grael (BRA) Anna Tunnicliffe (USA)

2010 Tom Slingsby (AUS) Blanca Manchón (ESP)

2011 Iker Martínez & Xabier Fernández (ESP) Anna Tunnicliffe (USA)

2012 Ben Ainslie (GBR) Lijia Xu (CHN)

2013 Mathew Belcher (AUS) Jo Aleh & Polly Powrie (NZL)

2014 James Spithill (AUS) Martine Grael & Kahena Kunze (BRA)

2015 Peter Burling & Blair Tuke (NZL) Sarah Ayton (GBR)

2016 Santiago Lange (ARG) Hannah Mills & Saskia Clark (GBR)

DI PADRE IN FIGLIO - Il Beppe Croce Trophy, ventisettesima edizione, istituito in memoria dell'italiano che fu grande presidente mondiale dal 1969 al 1986, segando un'epoca. In passato è andato a personaggi come Paul Elvstrom, Olin Stephens, alcuni sovrani come Re Costantino di Grecia, Re Olav di Norvegia, Re Juan Carlos di Spagna, due volte a italiani: Carlo Rolandi (attuale presidente onorario FIV) nel 1997 e all'indimenticata Nucci Novi Ceppellini nel 2008, oltre che all'ex presidente CIO Jacques Rogge e ad altri ex presidenti della stessa World Sailing. Quest'anno il trofeo è andato, letteralmente, di padre in figlio: Beppe Croce Trophy e Carlo Croce, che è stato presidente della vela mondiale dal 2013 al 2016.

"Former World Sailing President follows in the footsteps of his father", segue le orme del padre, scrive il comunicato WS. Due volte olimpico nel 1972 e 1976, Croce "era destinato a un futuro significativo nello sport della vela", recita sempre il comunicato. Da presidente mondiale, Croce ha contribuito a certi svecchiamenti, più formali che sostanziali, e al rebranding di quella che oggi è World Sailing. Nel consegnarli il premio Kim Andersen ha approfittato della presenza del vicepresidente Gary Jobson per tracciare un profilo divertente con aneddoti sulla vita di Carlo Croce.

Nell’intervento che ha accompagnato la consegna del trofeo a Carlo Croce, il vice presidente di World Sailing Gary Jobson ha sottolineato come Carlo Croce "abbia contribuito con passione e con successo per molti anni alla promozione, lo sviluppo e alla diffusione nel mondo dello sport della vela, prima come velista con due partecipazioni alle Olimpiadi (1972 Monaco e 1976 Montreal) e successivamente in diversi ruoli come manager."

Al termine della cerimonia Carlo Croce ha ringraziato il management e tutto lo staff di World Sailing per il prestigioso riconoscimento, ricordando le numerose sfide e gli obiettivi raggiunti nei suoi quattro anni alla guida della Federazione Internazionale Vela, sempre vissuti in un ambiente e in un’atmosfera di grande confidenza, collaborazione e spirito di corpo.

Per Carlo, reduce da un anno difficile nel quale sono evaporate le tre presidenze ricoperte (Yacht Club Italiano, FIV e World Sailing), il premio intitolato al papà chiude in qualche modo una stagione, una carriera, una vita dedicata a un obiettivo. E poichè gli auguriamo lunga vita, adesso la sua personalità e il suo bagaglio velico potrebbero a sorpresa tornare utili alla vela in qualche altro modo, diverso e originale, al di fuori di quel cursus-honorum. Chissà.

GRAFICA PER LO SVILUPPO - Ultimo premio il President's Development Award, è andato a Stan Honey, statunitense, velista offshore ben graduato (una per tutte, ha vinto la Volvo Ocean Race 2005-2006 con ABN Amro I) e imprenditore illuminato di cose tecnologiche legate alla TV e allo sport, con le sue società Etak e Sportvision. E' stato direttore tecnologico della 34 America's Cup.

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