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Storia | Regata > Vela Olimpica

06/12/2016 - 18:51

Ex World Sailing

Vela Olimpica USA
a Malcolm Page

il campione olimpico australiano (due ori in 470) lascia dopo poco più di un anno il ruolo di Head of Communication a World Sailing e si trasferisce negli Stati Uniti dove è pronto per lui il ruolo di Chief of Olympic Sailing, più di un Direttore Tecnico

 

 

La Federvela internazionale inizia a cambiare pelle, dopo la mancata rielezione di Carlo Croce e l'arrivo del danese Kim Andersen, come previsto alcuni pezzi del management iniziano a staccarsi. Il primo è stato Malcolm Page, australiano, 44 anni, campione olimpico, due medaglie d'oro in 470 con Matt Belcher, che era da fine 2015 il capo del marketing e della comunicazione di World Sailing (vedere le nostre news e video interviste). Evidentemente Malcolm Page, nominato sotto la presidenza di Croce, non considera possibile continuare l'esperienza con Kim Andersen. 

D'altra parte l'offerta arrivata dagli USA è stata particolarmente allettante: Chief of Olympic Sailing degli USA, una nazione con grandissime tradizioni e una lunga storia di medaglie olimpiche nella vela, che però da un paio di quadrienni soffre una crisi notevole (zero nedaglie a Londra 2012, una sola striminzita a Rio 2016). Per Page la US Sailing, la federvela statunitense, ha pensato a un ruolo di general manager, più in alto di una direzione tecnica. 

La nomina di Page è arrivata via telefono dallo stesso predecessore Josh Adams, e si inserisce in un grande progetto che gli USA hanno creato per il rilancio della vela olimpica: US Sailing’s Olympic Development Program, finalizzato soprattutto ai giovani. Malcolm è stato a Miami nei giorni scorsi per una prima riunione allargata a molti coach di livello olimpico, di club, di college. Si è detto impressionato della validità dell'Olympic Development Program ("Devono andarne molto fieri", ha detto), e si è sbilanciato parlando di 2-3 medaglie a Tokio 2020.

Il movimento di Page da World Sailing a US Sailing è solo l'inizio di un domino che potrebbe riservare altre sorprese. In bilico dopo la sconfitta di Croce c'è anche il CEO Andy Hunt, mentre un vero e proprio valzer di poltrone sembra interessare le direzioni tecniche o i ruoli manageriali nelle squedre olimpiche di molti paesi. In Italia per il momento gli incarichi del DT Michele Marchesini e del DT giovanile Alessandra Sensini sembrano blindati (Ettorre ha detto più volte che "non ci saranno stravolgimenti nella preparazione olimpica" ma solo ampliamenti e innesti nello staff tecnico), e le squadre ai vari livelli stanno continuando i raduni di allenamento.

Commenti

Giuseppe Scirè. (non verificato)

Mi si permetta solo una personale osservazione, sulla base dell'intervista rilasciata dallo stesso Page. http://www.sailingscuttlebutt.com/.../make-us-olympic.../. Dal taglio dell'articolo di Saily.it potrebbe anche risultare un addio polemico o emergere un tono critico, anche nei confronti dell'attuale presidenza di World Sailing. Mentre mi sembra assolutamente naturale (e risulterebbe anche per motivi personali ) che un ex-atleta con quel curriculum preferisca tornare alla "vela olimpica" e "in acqua", cioè in modo operativo, piuttosto che occuparsi di marketing e comunicazione: cosa peraltro che in World Sailing è stato fatto (bene o male non sta a me dirlo) da un Manager, Andy Hunt, che non mi risulta aver avuto know how/ back ground specifico nella vela (e sottolineo non sta a me dire se abbia fatto o stia facendo bene o male). Make US Olympic Sailing Great Again >> Scuttlebutt Sailing News SAILINGSCUTTLEBUTT.COM Make US Olympic Sailing Great Again >> Scuttlebutt Sailing News SAILINGSCUTTLEBUTT.COM
Più che tono critico il riferimento è allo spoil system: Page era uomo di Croce e alla prima occasione, visto il vento che è girato, ha alzato i tacchi