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05/08/2017 - 17:21

Una inchiesta esclusiva di Saily in tre puntate (forse quattro)

Vela Giovanile, Italia, dove sei?

Promozione ai giovanissimi e in classe, Scuole Vela federali e riconosciute, formazione degli Istruttori, attività agonistica giovanile. Numeri, percentuali, trend. Come stiamo andando in un settore decisivo per il nostro futuro? Siamo andati sul campo a verificare. Scoprendo parecchie cose: 1) siamo in ottima salute; 2) sappiamo cosa fare per migliorare le criticità. Ma bisogna darsi da fare. Prima parte/Consiglio Federale e coordinatori dei settori

 

Per far crescere le colture necessarie a nutrirci, serve piantare semi, annaffiare, coltivare, portare a maturazione, raccogliere. Lo stesso accade per mantenere e possibilmente far crescere i numeri che testimoniano l'interesse e la passione per la Vela. Seminare, lavorare, raccogliere. Per lo sport della Vela questo percorso inizia con la promozione ai giovani e giovanissimi, che ha nell'ambiente scolastico un primo vasto bacino, prosegue con l'attività didattica delle Scuole Vela sul territorio, va avanti con l'attività agonistica giovanile.

In Italia solo la Federazione Italiana Vela gestisce circa 750 scuole vela riconosciute, ha un albo con quasi 2000 Istruttori federali che seguono un percorso formativo specifico, raccoglie in media 30.000 allievi l'anno, mentre il giro dei giovani che continuano una attività agonistica Cadetti o Juniores di base, nelle classi adatte, fluttua tra 4.000 e 6.000 unità. Ancora più a monte, l'iniziativa FIV con il Ministero dell'Istruzione per portare la vela negli istituti scolastici, chiamata "Velascuola", coinvolge circa 45.000 studenti ogni anno, parte dei quali approda poi a una Scuola Vela.

La Lega Navale Italiana, le cui sezioni veliche peraltro sono affiliate alla FIV e quindi contribuiscono ai numeri appena elencati, è l'altro ente, con la FIV, che secondo il Codice della Nautica da diporto è deputato a svolgere queste attività. Non mancano tuttavia situazioni al di fuori della filiera ufficiale, alcuni Enti di promozione sportiva (in particolare l'UISP) hanno una minima attività velica, e poi c'è da considerare il settore privato, che comunque fa in buona misura riferimento alla FIV per tesseramento (e relative coperture assicurative) e aspetti formativi degli Istruttori.

Un sistema complesso, come un apparato circolatorio. Qual è lo stato di salute della vela giovanile in Italia? Saily ha voluto capirlo da vicino, per dare forza e valore ai numeri e alle voci dei protagonisti, che sono tanti come si è visto. Se la vela giovanile è la nostra semina, e il successivo lavoro di coltivazione determinerà il raccolto, che ci dirà molto del futuro di questo sport e disciplina, una analisi corretta è importante, per non lasciare risposte di tale rilevanza alla superficialità dei casi isolati o peggio ai boatos senza controllo che prendono corpo nel basso livello delle informazioni sui cosiddetti social network.

L'inchiesta di Saily sulla vela giovanile in Italia è divisa, in partenza, in tre puntate. Nella prima inquadreremo l'argomento e riporteremo le valutazioni ascoltate dai massimi responsabili del settore, coloro che siedono nel Consiglio Federale FIV con ruoli di responsabilità per Scuole Vela, Attività giovanile e formazione. Nella seconda vi riporteremo le risposte dal territorio, le Zone FIV, che siamo andati a sentire e che sono le vere trincee dove la vela si attesta e "combatte" la propria battaglia quotidiana del marketing sportivo per attrarre le giovani leve. Nella terza ascolteremo le voci di chi questa realtà la vive ogni giorno, in acqua: gli Istruttori e gli allenatori.

Abbiamo cercato di ottenere anche il punto di vista del corrispettivo di questa attività: le famiglie dei ragazzi. Scoprendo un bug: salvo rare eccezioni, manca la raccolta del feedback degli utenti del sistema scuole vela e attività agonistica, i papà e le mamme. Una carenza che andrà colmata, perchè può servire a migliorare l'offerta. E una volta aggiunti questi pareri, potremo anche pensare a una quarta puntata aggiuntiva. Visto il tema, l'inchiesta è di fatto un "work in progress" che resta aperta agli sviluppi e ai commenti.

Vi anticipiamo una parte del finale: la vela giovanile in Italia è in straordinaria salute. Qualità e quantità fanno a gara a comporre un mosaico virtuoso. Non si tratta solo dei risultati agonistici, dei quali avrete seguito le notizie in giro. C'è di più. Ci sono dentro i valori dello sport che la vela incarna con le sue unicità: il rapporto diretto e inscindibile con la natura, la portata formativa del governare una barca in mezzo ai flutti, la solidarietà tra gente di mare. Preparazione, spirito di squadra, senso di responsabilità, gioia del gioco, crescita fisica e psicologica, carica agonistica, sono tutti elementi che la vela condivide con molti altre discipline. Ma i primi tre, si trovano solo nella vela.

Valori e unicità che si trasmettono. I ragazzi delle scuole vela li apprendono da Istruttori che a loro volta li hanno assimilati. Luisa Franza è Istruttrice di vela da oltre 30 anni, oggi è consigliere federale in rappresentanza dei tecnici: "Ho perso i conti degli anni passati a insegnare la vela, ho visto passare allievi e Istruttori. Alcuni miei ex allievi oggi sono Istruttori. La cosa più evidente è la qualità umana di queste persone. L'Istruttore è anche un educatore, lavorando con i ragazzi si cresce, si interagisce con loro.

"Ho tante storie di Istruttori che oggi si sentono con gli allievi di molti anni fa, come succede alle maestre delle elementari. E chi fa attività agonistica mette nel conto tante ore di furgone, viaggi, cene, alberghi: i ragazzi a volte parlano con gli Istruttori di vela anche di problemi personali, cose che magari non dicono neanche ai genitori. I ragazzi in genere tornano a casa meglio di come sono arrivati: arricchiti anche dal punto di vista umano.

"Il mondo della vela è tra i pochi rimasti puliti, non c'è doping, ci sono principi sani, difficilmente si trovano certe  mentalità che troviamo in altri sport, io ne frequento parecchi e faccio paragoni: e dico che la vela è tra gli sport più puliti e sani." Franza è coordinatrice del Team Attività promozionali, insieme a Donatello Mellina e al presidente della conferenza territoriale (tutte le Zone FIV) Domenico Guidotti.

Il suo è un punto di vista eccessivamente ottimista? Forse. Ma come scoprirete nelle prossime puntate dall'inchiesta, il territorio, i circoli e gli Istruttori/allenatori sono consapevoli di una serie di cose che sono decisamente da migliorare. La società è cambiata in venti o trent'anni, e continua a cambiare a ritmi vertiginosi. Cambiano i ragazzi, perchè cambiano le famiglie, cambiano le barche, cambia la vela. Questi cambiamenti vanno a velocità compatibili? O qualche componente rischia di restare indietro?

IL POLSO IN CONSIGLIO FEDERALE - In Consiglio Federale, il vicepresidente Alessandro Mei è responsabile del Team Formazione (quindi anche della parte relativa agli Istruttori), Ignazio Florio Pipitone è il coordinatore del Team Scuola di Vela, e Domenico Foschini è il responsabile dell'Attività Giovanile. A tutti loro abbiamo rivolto le domande chiave per rispondere al quesito chiave di questa inchiesta: a che punto siamo?

Come è andato il progetto Velascuola quest'anno? Un bilancio: numeri in crescita in pareggio, o in diminuzione?

Pareggio. Nei primi sette mesi del 2017 sono stati registrati oltre 45mila studenti che hanno aderito al progetto VelaScuola, numeri in linea con l’attività svolta nell’anno passato. Questo ci porta a poter dire che nel corso dell’anno scolastico, il numero di partecipanti è pari a quello della scorsa edizione. Ma è aumentato il numero delle scuole che vi hanno aderito, e questo è un segnale positivo, in quanto il progetto VelaScuola viene sempre più percepito come un progetto di cultura del mare e non solo di promozione sportiva di base.

Come sta andando la stagione delle scuole vela, secondo le informazioni che arrivano da Zone e circoli: anche qui i numeri sono in crescita, in pareggio o in perdita rispetto all'anno precedente?

Crescita intorno al 10%. La stagione della Scuola Vela ci fa registrare un segno positivo. Aspettiamo il dato finale a settembre, ad ogni modo, il confronto sui primi mesi della stagione è incoraggiante in quanto registriamo una crescita che è di poco superiore al 10% dei partecipanti rispetto al 2016.

Come sta funzionando, quantitativamente e qualitativamente il percorso di formazione degli Istruttori FIV? E quali sono le ultime novità, o miglioramenti.

L’impianto generale del percorso formativo riteniamo sia valido, stiamo apportando dei correttivi che ci portino, nel tempo, a definire meglio gli obiettivi di ciascuno dei livelli di Istruttore oggi presenti nella Normativa FIV. Chi oggi acquisisce un titolo di Istruttore di I livello sa che prima di tutto è un educatore, abilitato a operare all’interno di una Scuola di vela e nell’attività di promozione, quali ad esempio il VelaScuola e il Vela Day. Per questo il programma formativo è stato snellito per ciò che riguarda gli aspetti tecnici legati alla regata e tiene conto più di materie quali la metodologia dell’insegnamento, la didattica di una scuola vela con un approccio ludico sportivo che deve svolgersi secondo delle norme di sicurezza. Di pari passo, stiamo definendo anche gli obiettivi del II e III livello di Istruttore e i relativi programmi di formazione. L’obiettivo è arrivare a una certificazione delle competenze acquisite secondo le norme ISO e in linea con il Sistema di Qualificazione del CONI.

In generale la Vela, rispetto ad altri sport, si può dire in crescita (per visibilità, per riconoscibilità, per offerta complessiva, per risultati)?

L’impegno di questo consiglio è proprio quello di incrementare la visibilità di questa disciplina sportiva, mettendo in evidenza i valori di questo sport. E’ chiaro che il raggiungimento di risultati sportivi può aiutare in questo intento.

Avete dei feedback (singoli o più articolati) da parte delle famiglie i cui figli hanno frequentato una scuola vela FIV? Sono maggiormente soddisfatte o insoddisfatte? Eventualmente si sanno quali sono gli aspetti considerati più positivi e quelli più critici?

In alcuni circoli viene proposto un questionario anonimo ai bambini e ai genitori proprio per verificare il loro livello di soddisfazione. In generale un segnale che le reazioni sono positive è l’interesse da parte di molti a proseguire un percorso di approfondimento delle proprie conoscenze dopo un corso di vela. Insomma vogliono continuare.

Ci sono state segnalazioni o casi di problemi nel rapporto tra bambini e Istruttori, o casi di comportamenti non corretti da parte di Istruttori? 

Dalle Scuole di Vela non ci risultano segnalazioni in tal senso.

Dopo la scuola vela, il numero dei ragazzi che continua con l'attività agonistica nel circolo, rispetto agli anni scorsi, è stabile, in crescita o in diminuzione?

E’ ancora presto per dirlo. Diciamo che con una crescita percentuale del numero di partecipanti alle scuole di vela, dovrebbe crescere anche l’interesse a portare avanti l’attività nel corso dell’anno. Questo resta però un passaggio critico, un momento delicato sul quale dobbiamo lavorare.

Qual è la situazione delle squadre agonistiche giovanili dei circoli nelle varie Zone, in termini numerici e di risultati, e quali sono le classi più sviluppate?

I numeri dei tesserati Juniores sono in leggera crescita. Lo notiamo anche da un incremento di presenza di atleti nelle classi giovanili. L’Optimist resta la classe con il maggior numero di praticanti, ma sono in crescita anche l’Open Bic e il doppio 29er. Una crescita importante si è avuta negli ultimi anni con la tavola Techno 293.

La proporzione tra Istruttori e ragazzi delle squadre è corretta, c'è un numero adeguato di Istruttori/allenatori di adeguato livello per seguire l'attività agonistica giovanile nel corso dell'anno?

La Normativa federale riporta anche delle norme di sicurezza, fra cui rientra anche l’indicazione del giusto rapporto fra istruttori/allievi nella scuola di vela, così come nello svolgimento dell’attività agonistica. Certamente aumentare il numero dei tecnici formati consentirebbe di avere una offerta migliore.

Ci sono stati o avete avuto segnalazioni di problematiche nei rapporti tra Istruttori/allenatori e ragazzi? Se si, quanti, che tipo di problemi, e da chi sono stati rilevati (FIV, Circoli, Istruttori, Famiglie)?

Abbiamo avuto una segnalazione da parte di un genitore nel 2016. Ma su una presenza di 1800 istruttori in 750 scuole di vela possiamo dire con fermezza che lo sport della vela, a differenza di altre discipline sportive, resta uno sport sano sotto ogni punto di vista.

Ci sono stati o avete avuto segnalazioni di problemi legati alla presenza/invadenza delle famiglie nel merito dell'attività agonistica giovanile in qualche circolo? Se si, quanti (incidenza percentuale anche di massima), e che tipo di problemi?

La presenza delle famiglie nel merito dell'attività sportiva si verifica in ogni sport. Nella maggior parte delle situazioni ha un effetto positivo: d’altronde i genitori sono i primi “sponsor” di chi vuole portare avanti un’attività sportiva agonistica che, fra trasferte e materiali, richiede comunque un impegno da parte delle famiglie lì dove i circoli non riescono ad arrivare. Ancora una volta il ruolo dell’Istruttore, unitamente a quello dei dirigenti sportivi, è quello di far comprendere ai genitori il confine di quando la loro presenza è positiva e quando può essere deleteria per la squadra e per il club. Una volta trovato questo limite e instaurato un rapporto costruttivo istruttore-club-famiglie, l’attività proseguirà in maniera serena e con il solo obiettivo di far crescere in un ambiente sano e con dei valori positivi i ragazzi.

Fine prima puntata/La seconda puntata riguarderà le risposte e i commenti arrivati dai presidenti di molte Zone, i Comitati regionali della FIV. Dove le cose si fanno un po' più complicate.

Commenti

Maurizio Falqui Cao (non verificato)

Mah, un po' troppo incenso nelle dichiarazioni federali. E pochi dati quantitativi. E ancor meno prospettive di lungo periodo, con sinergie con altri mondi sportivi organizzativi (un'autoreferenzialità eccessiva traspare. ) Ancora, poca distinzione fra diversi tipi di velisti giovanili: fra chi vuole apprendere x puro divertimento e chi ha ambizioni quasi da professionismo esasperato. Molto interessante invece la vostra presentazione, che ricorda come ci siano anche altre realtà oltre la fiv, che possono insegnare molto se guardate con rispetto. Buon vento!
Grazie delle osservazioni. Ci sono altre puntate e gli argomenti di analisi si amplieranno. Quanto al rispetto, non si nega a nessuno ma le dimensioni delle diverse realta' in gioco sono evidenti.

Domenico de Toro (non verificato)

Caro Fabio, questa inchiesta è una bella iniziativa utile per tutti gli appassionati e "operatori" di questo meraviglioso sport. Mi auguro che in una delle tue prossime puntate si affronti un argomento che ritengo molto importante come quello dell'"abbandono" ovvero del perché, superato il periodo dell'attività giovanile, tranne rari casi, tra cui quelli più agonisticamente rilevanti di chi si dedica all'attività olimpica, la maggioranza dei giovani velisti, tenuto conto anche della fisiologia di questo fenomeno, non prosegua nella sua attività, ludica od agonistica che sia.