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Storia | Regata > Vela Oceanica

11/04/2018 - 12:45

Un po' fissati, non credete?

Un altro film sul
caso Crowhurst

Dopo l'hollywoodiano "Mercy" con Colin Firth e Rachel Weisz, sbarca nei cinema un altro film ugualmente ispirato alla regata Golden Globe del 1968, e in particolare sul caso del solitario inglese impazzito e suicida in Atlantico. Intanto a Falmouth Sir Robin Knox-Johnston prepara un jamboree per i 50 anni della prima regata intorno al mondo in solitario. E il Golden Globe 2018 partirà il 1 luglio da Les Sables d'Olonne

 

Quando una regata genera storie destinate a restare per sempre, anche oltre l'ipotizzabile. E crea personaggi, leggende, persino la voglia di ripercorrere le gesta dell'impresa. Il Golden Globe 1968 è stato ed è ancora tutto questo. Perchè quest'anno, nel cinquantennale, la regata si ripeterà con una replica (fin troppo) fedele, barche classiche e niente strumentazione nè comunicazione.

Perchè il vincitore di allora, oggi icona dello yachting, Sir Robin Knox-Johnston, prepara tra l'11 e il 14 giugno a Falmouth una grande festa per i 50 anni del suo mitico ketch Suhaili. Perchè tra le celebrità di quella regata è rimasto Bernard Moitessier, anche se non la concluse, con libri di mare che hanno creato generazioni di velisti.

E perchè del Golden Globe e dei suoi misteri si interessa il cinema mondiale. Addirittura con due uscite sullo stesso tema, e chissà se le rispettive produzioni erano al corrente. Lo strano caso di Donald Crowhurst, il solitario inglese partito per la GG con un trimarano, ma poi rimasto inspiegabilmente a girare su se stesso in Atlantico fino alla pazzia e al suicidio, ha ispirato già documentari, approfondimenti, lungometraggi. E quest'anno anche un bel filmone hollywoodiano, ricco e con grandi attori. E' Mercy, con Colin Firth e Rachel Weisz, uscito in questi giorni in Italia.

Se Mercy indulge più sull'aspetto sentimentale, sul matrimonio tra lo skipper e sua moglie, con toni tra il romantico, l'avventuroso e il drammatico, il secondo film in uscita imminente, che si intitola più semplicemente "Crowhurst", è uno psyco-thriller intenso, psichedelico, duro da mandare giù. Il protagonista è Donald, il suo viaggio da incubo e l'inevitabile finale. Diciamo che il cinema torna al clichè del drammone devastante incentrato sulla barca a vela, un genere che l'ha sempre, chissà perchè, intrigato. Barca a vela uguale casino, tragedie, affondamenti, ammazzamenti, follie. Perchè poi? Meno male che in Italia proviamo a riconsolarci con la "Giornata del Mare", e nelle scuole viene mostrato ai ragazzi un video con tutte le bellezze del nostro mare.

IL TRAILER DI CROWHURST

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