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11/05/2017 - 13:50

Settore in cerca di identità

Troppa nautica
non fa primavera

Il lusso (ma non solo) al Versilia Yachting Rendez-Vous. Il diporto (ma non solo) nel progetto del prossimo salone nautico internazionale di Genova. Due ricerche di mercato (a parti invertite). Patrocinii a eventi minori, tra i Navigli e del vie dello shopping. Altro che pace: tra Ucina Confindustria Nautica e Nautica Italiana la guerra è aperta e totale. E la perdiamo tutti. Ecco come

 

Giorni intensi per la nautica in Italia. A Viareggio il "nuovo" salone nautico che non vuole, non deve, non intende fare concorrenza a Genova, organizzato da Nautica Italiana, associazione di categoria dichiaratamente alternativa e ultronea rispetto a Ucina Confindustria, eppure generata dalle convulsioni interne alla stessa. Il Versilia Rendez-Vous (72 yacht in acqua e "ben" 117 aziende espositrici), salone italiano con nome francese, strizza l'occhio alla super nautica di lusso, fa base nell'area viareggina dove nasce la maggior parte dei mega yacht dei ricconi mondiali, una enclave di eccellenze che fanno leva sulle antiche arti italiche del design e dello stile. Peccato che tra le arti italiane vi sia quella del dividersi.

A colpi di aggressivo marketing associativo, e per accaparrarsi visibilità e aziende socie, Nautica Italiana ha partorito il Rendez-Vous con una collaborazione fieristica poderosa: nientemeno che Fiera Milano SpA. Osservato speciale del Ministro Calenda, il nuovo appuntamento deve evitare sovrapposizioni con Genova e limitarsi a yacht grandi, fatturati grandi, sogni grandi. Non essendoci giocoforza tanto da mettere in mostra (anche perchè alla fine i pochi super ricchi non comprano i pochi super yacht alle tante fiere), Fiera Milano e NI hanno messo insieme altre eccellenze italiane e del territorio, i marina turistici, l'enogastronomia, il lifestyle, a colpi di happy hours, chef stellati, gala con showgirl, Altagamma e Deloitte. Tutto un mondo a sè.

Ucina non è certo rimasta a guardare e con puntualità studiata ha rilanciato: la road-map verso il prossimo salone nautico di fine estate, la campagna di iscrizioni, un tour per aziende e istituzioni. Il confronto tra Ucina e Nautica Italiana prosegue a colpi di "patrocini" (avete capito bene, quella cosa che di solito le istituzioni danno a eventi o realtà delle quali poi si disinteressano completamente) di due appuntamenti decisamente "minori", quasi concomitanti e nello stesso luogo, Milano. UCINA l'ha concessa a NavigaMi, parata di barche piccole e gazebi sui Navigli, invece Nautica Italiana ha puntato su Montenapoleone Yacht Club. Torna la (pseudo) divisione genetica tra nautica d'elite e nautica di tutti.

Non basta. Entrambe le associazioni che si accreditano di rappresentare il settore industriale della nautica in Italia, varano e diffondono ricerche di mercato, analisi sulle cifre e i trend, che peraltro sono inevitabilmente abbastanza simili, e chissà quanto sono costate. Per Nautica Italiana ci ha pensato CNA Nautica (che onestamente con il superlusso e il top di gamma c'entra relativamente, ma che nelle evoluzioni della geopolitica associativa di settore si è ritrovata da quella parte) con uno studio intitolato “Dinamiche e prospettive di mercato della filiera della nautica del diporto”, coordinato con la solita capacità ed esperienza da un leone come Lorenzo Pollicardo, ma curiosamente fuori tema rispetto al core-business di NI. Ucina risponde con il rapporto “Esportare la Dolce vita”, elaborato dal Centro Studi Confindustria e Prometeia, con Sistema Moda Italia, Federlegnoarredo, UCINA Confindustria Nautica, Federorafi, Anfao (ottica), Assocalzaturifici, Confindustria Alberghi, Federalimentare, Assica, Federvini, che prevede una crescita potenziale per i prodotti del Bello e Ben fatto del 20% nei prossimi sei anni. Altra apparente invasione di campo. Le due fatiche avrebbero fatto miglior figura a parti invertite.

Il Versilia Rendez-Vous è in corso, il salone nautico internazionale di Genova ha aperto le iscrizioni, NavigaMi gioca sui Navigli e in Via Montenapoleone nel cuore dello shopping del centro sorge uno yacht club, e aggiungiamoci pure che a Santa Margherita Ligure una testata di settore ha tenuto la sua "festa" privata, pretendendo di assegnare il solito doppione di premio chiamato "Velista dell'anno"... La presidente Ucina Carla Demaria afferma virgolettata: "Il prodotto barca è unico e rappresenta una vera e propria “vetrina mobile” in grado di veicolare nel mondo una grande varietà di prodotti come il design e lo stile del made in Italy, la tecnologia, gli arredi, gli elementi tessili, e gli accessori. Leader in Europa e nel mondo, il settore della nautica made in Italy assume, perciò, un ruolo di rilievo strategico per la diffusione del Bello e Ben Fatto a livello globale”.

Sarà. Ma al di là di tutto questo dannarsi e coprirsi e superarsi a vicenda, come un match race, il Ben Fatto dei soggetti che si contendono la rappresentatività del settore anche rispetto al Governo dovrebbe essere solo uno. Fermarsi, ragionare, e fare un piano - uno solo - che serva davvero a dare un senso alla loro ragione di esistere: ovvero promuovere non se stessi, non le proprie ristrette idee di "bello-ben fatto-gamma-top", ma la cultura del mare e del navigarci su ogni mezzo. Piano che richiede visioni coraggiosissime, ampie, innovative, unificanti, il contrario esatto di queste quisquilie di primavera, che a chi lavora ogni giorno per la nautica fanno solo l'effetto di un rumore di sottofondo.

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