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20/04/2017 - 19:50

Para Sailing, sono giorni decisivi

Riportare la vela alle Paralimpiadi è l'impegno personale del presidente italiano di Para World Sailing, Massimo Dighe. C'è da raggiungere i parametri chiesti dall'IPC: 32 nazioni da 3 continenti, già al prossimo Mondiale di Kiel. Che si corre con 2.4, Hansa e il trimarano Weta

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La vela è stata sport alle Paralimpiadi da 2000 al 2016, dopo essere stata sport dimostrativo nel 1996. Purtroppo come è noto, il CIO ha tolto la vela dalle Paralimpiadi di Tokio 2020, perchè non risponde ad alcuni dei requisiti e criteri imposti dall'International Paralympic Committee (IPC). Ma il mondo della vela non ci sta, e si sta impegnando al massimo per accelerare i tempi del ritorno nel programma Paralimpico, con una serie di programmi, eventi e iniziative, che hanno per leader un italiano, il presidente della commissione Para World Sailing della federvela internazionale, Massimo Dighe.

In una recente intervista Dighe ha spiegato nel dettaglio i criteri da raggiungere e il lavoro che si sta facendo. A cominciare dai famosi livelli minimi IPC. Quali sono esattamente? Secondo l'IPC Handbook del 2013, uno sport paralimpico deve coinvolgere costantemente almeno 32 nazioni da almeno 3 continenti.

"C'è un primo appuntamento decisivo: dal 20 al 25 giugno avremo il Mondiale della vela paralimpica (Para World Sailing Championship), e in quella occasione dovremo raggiungere, e possibilmente superare, quel dato", esordisce Massimo Dighe. "Questo dimostrerà la vitalità del movimento velico paralimpico. Se non ci riusciremo, saremo fuori anche dai Giochi 2024..."

Quanti paesi in media hanno partecipato ai precedenti Para World Sailing? "Lo scorso anno abbiamo avuto 28 nazioni, ma prima di Rio 2016 nelle qualifiche abbiamo avuto 32 nazioni. Abbiamo inserito la vela paralimpica anche nel piano strategico dello scorso anno, stiamo lavorando con le nazioni emergenti, un serbatoio che può crescere ancora molto e può coinvolgere continenti ancora poso battuti, dando più forza alle nostre proposte."

Naturalmente è più difficile avere nazioni partecipanti, proprio perchè la vela non è più sport paralimpico... "E' vero, è una sfida enorme aumentare i numeri dopo essere stati tagliati fuori dai Giochi. Molti paesi hanno tagliato i fondi, l'impatto negativo ha riguardato molti dei nostri velisti che non sono certo dei professionisti. Ma nonostante tutto stiamo intensificando gli sforzi con tutte le nazioni per cercare di aiutare chi ha maggiori esigenze di budget. Barche in charter, supporto alle spese di viaggio e di allenamento, assistenza diretta prima e durante la tappa di Coppa del Mondo a Hyeres in Francia e dei Para World di Kiel in Germania. Stiamo collaborando con RYA (la federazione inglese, ndr) e US Sailing (quella statunitense, ndr) per offrire 12 barche della classe 2.4 Norlin OD e 24 Hansa in charter. Non abbiamo un accordo simile per il trimarano Weta, ma supporteremo i velisti che vorranno affittarne qualcuno."

Proprio Hansa 303 e Weta sono le novità dei prossimi Para Worlds, e si spera possano essere barche che favoriscono l'ingresso di nuovi paesi, rispetto ai più costosi Skud e Sonar... "Certamente ci aiuteranno molto: ci sono oltre 1600 Hansa e 1100 Weta che navigano in tutto il mondo. E inoltre sono barche che possono attrarre un pubblico maggiore e a diversi livelli. L'Hansa è semplicissimo e molto popolare, il Weta è tecnico e veloce, possono coprire una ampia tipologia di velisti paralimpici. Questo spero ci aiuti per fare i numeri che ci servono con il CIO e IPC."

Dighe non si nasconde: queste sono le settimane decisive, non solo per il 2017, ma per il futuro stesso della vela paralimpica: "Il 2017 deve essere l'anno della svolta per Paralympic Sailing, dobbiamo farcela collaborando tutti, federazione, nazioni, velisti, associazioni, chiunque sia coinvolto nel nostro sport. Sarà un enorme gioco di squadra collettivo. Anche perchè raggiungere il target richiesto non sarà il punto di arrivo, ma una nuova partenza, per incrementare continuamente la conoscenza e a partecipazione nel nostro sport, raggiungendo quanti più paesi possibile. World Sailing è pienamente concentrata su questo risultato. Io credo molto nel futuro della vela alle Paralimpiadi."

Buon lavoro a Massimo Dighe: l'impegno è gravoso, lui gira il mondo continuamente ed è una eccellenza in fondo italiana nel vorticoso circo della vela mondiale. Merita tutto il nostro plauso e l'appoggio incondizionato.

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