Storia | Regata > FIV

22/02/2019 - 18:02

L'impegno ripaga sempre

Mauro Ugazio: liberi di navigare

In trent'anni ha portato sulla piccola isola di Ventotene 170mila ragazzi, e presiede il primo circolo velico d'Italia per tesserati juniores e cadetti. Il racconto di come è possibile: dal progetto Velascuola al turismo sportivo, i rapporti con le istituzioni e il sud del Mediterraneo, fino alla passione per la Carthago Dilecta Est, una regata con significati importanti, che si cerca di rilanciare

 

Intervista di Christophe Julliand

"Il Circolo Velico Ventotene ha una storia ormai ultra trentennale, è diventato negli ultimi cinque, sei anni il primo circolo velico in Italia per il numero di tessere giovanili, juniores e cadetti, prima ancora dei circoli velici più blasonati in Italia! Tutto questo è avvenuto perché ha stabilito un grande rapporto con il mondo della scuola. Da vent’anni abbiamo aderito al progetto FIV Velascuola, è un progetto che funziona nel mondo scolastico: migliaia di studenti vengono ogni anno a Ventotene per andare in barca. Quest’anno da meta marzo, abbiamo già prenotato il posto per 1.500 ragazzi che verranno a Ventotene per seguire corsi di vela."

E' subito un fiume in piena Mauro Ugazio, presidente del Circolo Velico Ventotene, dirigente di lungo corso della vela, visionario della promozione e diffusione tra i giovani di questo sport, pioniere di un turismo specializzato e della magica isola al centro del Tirreno. Inevitabile quando parla dei risultati incredibili del suo circolo. 1500 ragazzi già prenotati per l'estate velica a Ventotene. Viene voglia di saperne di più.

Qual è la tipologia di studenti coinvolta?

"Sono studenti provenienti da tutte le scuole, dalle elementari all’università. In questo quadro di riferimento abbiamo cominciato a fare delle cose importanti per legare l’insegnamento della vela non solo come sport ma come supporto per le discipline curricolari, scientifiche e letterarie, nonché di formazione per insegnanti. Quindi la barca a vela è diventata un contesto nel quale si insegna fisica, matematica, scienze, geometria, letteratura storia, geografia, filosofia. Uno strumento formativo di istruzione civica e formativo."

Cos'è questo ''quadro di riferimento''?

"Nel 2015 abbiamo firmato una convenzione-quadro con l’ufficio scolastico regionale del Lazio che ha riconosciuto al Circolo Velico Ventotene il titolo e la capacità di svolgere progetti per la scuola, rivolti sia agli studenti che ai docenti. E con questo ufficio, organizziamo tanti eventi a Ventotene riservati a dirigenti scolastici, professori di diverse materie per far vedere come loro avrebbero potuto utilizzare la gita sull’isola come un soggiorno che leghi l'attività velica alla cultura ambientale, alla storia, quella dell’Europa in particolare per fare diventare questo soggiorno un pezzo dei loro programmi didattici."

Qui però c'è da ricordare la situazione privilegiata di Ventotene dal punto di vista storico e ambientale...

"Certo, siamo super avvantaggiati per le risorse ambientali e storiche uniche. Noi abbiamo soltanto aggiunto una nuova modalità di fruizione di questi beni culturali. Altrimenti sarebbero rimasti in mezzo al mare a cinquanta chilometri di distanza e nessuno se ne accorgeva. Mentre negli ultimi trent’anni sono venuti 170.000 studenti sull’isola di Ventotene. Dal punto di vista statistico è un indicatore unico nel Mediterraneo: in un territorio di un chilometro e mezzo quadrato, con una popolazione residente di 750 abitanti, effettiva di 250, ci sono eventi che portano un numero di studenti che rappresenta il doppio dei residenti. E questo accade anche fuori stagione."

Avete qualche appoggio politico in loco?

"Assolutamente no. Anzi, al momento siamo in conflitto aperto e totale con l’amministrazione comunale di Ventotene. Abbiamo avuto un aiuto trent’anni fa, ma attualmente insieme ad altri imprenditori dell’isola abbiamo costituito una rete di imprese, Ventotene Europa, che è uno strumento giuridico nuovo. Con la Regione abbiamo relativi buoni rapporti, organizziamo con loro iniziative legate alle giornate della memoria e altro. Però tutto viene gestito privatamente con una cultura pubblica. Per cui noi abbiamo creato la nostra struttura."

Come?

"Per esempio siamo diventati albergatori (come tutti gli albergatori che non erano d’accordo all'inizio) per poter accogliere gli studenti, ma non riceviamo aiuto neanche dalla compagnia di trasporto marittimo. Pensate che spendiamo 25 euro andata e ritorno quando questa compagnia prende 18 milioni euro all’anno di contributo dalla Regione per garantire la continuità del territorio. Così ogni volta che parte una nave sappiamo che è già stata pagata, ma non c’è verso di ottenere qualche sconto particolare. È una follia. Con 25 euro possiamo andare a Barcellona con qualche compagnia low cost ma dobbiamo spendere la stessa cifra per fare quaranta miglia...

"E in fatto di follia c'è dell'altro: il Circolo Velico di Ventotene non ha una concessione demaniale. Siamo sottoposti costantemente all’attenzione della Guardia di Finanza, e in contenzioso permanente con la Capitaneria di Porto, che ha per fortuna in questo momento un comandante intelligente. Ma la situazione è questa: siamo dentro al porto e non abbiamo una concessione demaniale. Siamo un acceleratore dell’economia dell’isola che porta sull’isola centinaia di migliaia di euro di fatturato. Pensate soltanto alla spesa diretta di ogni alunno durante un soggiorno sull’isola: spendendo cinquanta euro a testa, se ne portiamo tremila d'inverno, sono centocinquantamila euro d'indotto diretto. Ma di questo non c’è nessun riconoscimento, da nessuna parte..."

Raccontiamo il funzionamento del CVV in concreto: la stagione, quante barche, quanti istruttori.

"Il Circolo Velico Ventotene ha una quindicina di istruttori tutti blasonati. Di barche abbiamo sostanzialmente delle derive. Fra derive e piccoli cabinati di mini altura, sono tutte barche ad uso collettivo. Possiamo portare in mare insieme 45 persone. Siccome i nostri corsi prevedono metà giornata in acqua e metà giornata di educazione ambientale a terra, significa che possiamo accogliere 100 persone. Adesso siamo in tale overbooking che abbiamo dovuto chiedere agli amici di venire con barche d'altura. Per maggio abbiamo noleggiato tre barche grandi per garantire la disponibilità dei posti. La nostra attività con le scuole inizia a metà marzo e finisce a giugno. A giugno riprendiamo le attività istituzionali con le regioni Lazio e Campania. A metà settembre riprendiamo fino a novembre, è una stagione lunga."

E l'agonismo?

"Dal punto di vista sportivo il Circolo Velico Ventotene è conosciuto per organizzare la Carthago Dilecta Est. Oltre a questo, quattro o cinque anni fa grazie all’iniziativa e all’attenzione dei nostri istruttori abbiamo creato una squadra sportiva con la quale abbiamo ottenuto ottimi risultati. Attualmente siamo sul podio di tre competizioni internazionali in Nacra 17 e Nacra 15. Per creare questa squadra sportiva, abbiamo cercato dentro di noi, ci siamo rivolti alla nostra base per trovare gente disponibile e competente. Questo significa anche che abbiamo anche regalato campioni ad altri. Da noi l’approccio culturale alla vela ha fatto sì che arrivassero i risultati prima divulgati e formativi, ora anche sportivi."

Arriviamo alla storia e alla situazione attuale della Carthago Dilecta Est e al vostro rapporto con la Tunisia.

"La prima edizione della Carthago Dilecta Est risale al 1999. Ma il nome nasce prima, nel 1996, come evento dell’Estate Romana. A Nel parco di Ponte delle Valli, avevamo ricostruito le dune del Sahara e le atmosfere di un souk sotto un tendone da circo, è stata un’estate dedicata alla cultura del Nordafrica. In Tunisia ci lavoro da tempo, nel 1990 avevamo portato 850 studenti con un ponte aereo con tanto di telegiornale dalla Tunisia per far vedere ai genitori come vivevano i loro ragazzi in mezzo al deserto o al mare.

"La mia passione per la Tunisia risale a molto prima, nel 1975, quando ci andai per la prima volta via mare all’isola della Galite. Siccome gli uccelli migratori che passano per Ventotene vengono dalla Tunisia, da un lago nel nord del paese, ci è venuto in mente di rifare la rotta a contrario in barca e così è nata la Carthago Dilecta Est. Andò benissimo sin dalla prima edizione nel 99 fino al 2011. Poi ci furono gli eventi della primavera araba. Abbiamo fatto le edizioni 2012 e 2013 con difficoltà. Nel 2016 siamo andati a Lampedusa e con poche barche. Nel 2018 abbiamo avuto una sola barca iscritta..."

E per il 2019?

"Quest’anno vogliamo assolutamente riprendere il filo della storia. Abbiamo chiesto aiuto alla federazione e ad altri amici. Siamo facendo un appello tra gli armatori: che confermino la loro partecipazione e invitino altri armatori a partecipare. Si parte da Roma il 4 agosto e si segue la solita rotta Roma- Ventotene-Hammamet, poi da Sidi Bou Said fino a Bizerta per la parte tunisina. Tutto è pronto, la regata è inserita nel calendario internazionale World Sailing. Abbiamo il sostegno delle ambasciate con le quali siamo sempre in contatto, però ci sono grandi difficoltà perché nell’immaginario collettivo la Tunisia è percepita come un luogo pericoloso.

"In Tunisia sono accaduti fatti gravissimi, su questo non c’è dubbio. Ma la realtà oggi è diversa. Vogliamo fare la regata Carthago Dilecta Est per usarla come strumento culturale e di comunicazione in fatto di relazioni internazionali. Sancire che questo Mediterraneo è attraversabile in pace e in accoglienza da nord a sud e da sud a nord. In Tunisia ci accolgono magnificamente, come noi accogliamo i tunisini in Italia. E vogliamo provocatoriamente lanciare questo messaggio di pace e di amicizia. La regata esiste da anni e viaggia con un logo e una scritta: “Liberi di navigare”. E' importante farla oggi.

"Anche perché abbiamo una novità interessante: la federazione tunisina di vela organizza la prima e più grande regata di vele latine nelle Kerkenna. Un gruppo di isole a Sud del Paese dove ci sono ancora 2.500 feluche (avete letto bene: 2500! Roba da fare concorrenza alla Barcolana...). Queste imbarcazioni tradizionali verranno affidate ai pescatori locali e messe a disposizione ai regatanti contro un modesto contributo. Sono previsti tre giorni di regata a giugno e sarà un evento davvero unico in Mediterraneo. Il Circolo Velico Ventotene è l'unico partner in Italia per l’organizzazione di equipaggi che vogliano partecipare a queste regate di vela latina alle isole Kerkenna. Ci sembra una opportunità straordinaria."

Sezione ANSA: 
Saily - News

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