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28/03/2016 - 16:08

Segnali di ripresa

Leasing nautico,
rally invernale

Buone notizie (forse) dal mercato della nautica. I dati del leasing e del fatturato in forte crescita segnalano la ripresa della voglia di barca.Il riferimento temporale resta il salone nautico di Genova. Il commento del presidente di Confindustria Nautica, Carla Demaria


Siamo avviati a uscire dal lungo inverno del mercato nautico in Italia? La speranza degli operatori, delle aziende, di chi opera nel settore, ma in fondo degli stessi utenti, è forte: mettere insieme tutti gli elementi di base per tornare a pensare di farsi la barca. Tutto ruota intorno a questo, a partire dalla passione per il mare e per la navigazione da diporto, che per un paese con la nostra geografia dovrebbe essere un bisogno primario.

Se le istituzioni smettono di "punire" chi anche solo pensa di avere una imbarcazione, se la ripresa si consolida, se le banche, foraggiate dalla BCE, riaprono i cordoni delle borse, se le barche sono (come sono) sempre più belle e a prezzi ragionevoli, ecco che i pezzi del puzzle cominciano a sistemarsi. E i dati - che riportiamo qui sotto - di Assilea e di UCINA, sul grande incremento percentuale di Leasing nautico e fatturato, ne sono una possibile conferma.



(ANSA) - GENOVA, 24 MAR - Continua la ripresa del leasing nautico: nel primo bimestre 2016 il numero di contratti è aumentato del 135% e il valore di fatturato registra una crescita del 350%. Lo rende noto Ucina Confindustria Nautica riportando i dati diffusi da Assilea, Associazione nazionale del leasing.

Dopo il Salone di Genova sono stati stipulati contratti italiani per 50 milioni. Nell'ultimo bimestre dello scorso anno, precisa inoltre Ucina, sono stati firmati contratti di leasing nautici per oltre 20,1 milioni, a fronte dei 14,9 milioni dello stesso periodo del 2014, con una crescita in valore del 35%.

"Nei quattro mesi successivi al Salone sono stati stipulati contratti di leasing nautico italiano per poco meno di 50 milioni di euro - commenta la presidente Ucina, Carla Demaria - a riprova di un rinnovato interesse per il mercato nazionale.

Sicuramente ci sono indici economici generali più positivi, ma riteniamo che questo risultato del mercato rifletta anche il mutato atteggiamento della politica, letteralmente ribaltato dopo la tassa Monti e le conseguenti scelte penalizzanti per il settore, e alcuni interventi normativi, in entrambi i casi frutto dell'incessante attività di Ucina nell'ultimo triennio". (ANSA).

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