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Storia | Crociera > Viaggi

22/03/2018 - 11:06

Addio a un velista gentiluomo

La scomparsa di
Gianfranco Tortolani

E' morto a Salerno il navigatore Gianfranco Tortolani, tre partecipazioni alla OSTAR all'attivo. La storia (gli inizi con il Seminole III di Paolo Venanzangeli), gli amici, le avventure (il naufragio nel 2009). Profilo di un velista gentile, e della sua lunga serie di navigazioni. Un estratto della sua autobiografia velica - IL VIDEO DELLA SUA OSTAR

 

La vela piange Gianfranco Tortolani, salernitano, velista, navigatore solitario, imprenditore nel settore chimico, figura che ha attraversato lunghi anni dello sport della vela e ha lasciato una scia incancellabile di ricordi e amicizie. Se Gianfranco non era una "star", un personaggio famoso, nonostante quattro traversate atlantiche e tre partecipazioni alla Ostar, lo si deve al suo carattere: gentile, dolce, nell'affrontare il mare come le persone. 

L'inizio di tutto è una traversata atlantica "traditora", a bordo della Goletta “Croce del Sud”, Scia 50, con Federico Idi e Paolo Venanzangeli. Canarie, Capoverde, Fortaleza (Brasile) Grandi e piccole Antille (quattro mesi). Inizia così la passione per il mare e la vela. Gli esordi in regata al campionato invernale d’altura a Cala Galera nei primi anni 80, Gianfranco era in equipaggio sul Seminole III di Paolo Venanzangeli. Poi fu la volta del Comet 1050 ribattezzato come tutte le sue barche “Anita” (il nome della moglie) con cui iniziò le regate a Salerno e poi diede spazio alla sua vocazione di navigare in solitario. 

Raffaele Ricci, emerito dirigente sportivo e velista, ex consigliere federale e presidente regionale CONI, ha raccolto da Gianfranco Tortolani questa autobiografia velica, che rappresenta un fedele e completo spaccato delle innumerevoli navigazioni di un marinaio gentiluomo. Lo stesso Raffaele ci scrive: "Oggi è un giorno triste per me perchè ho perso un amico amante della vela".

GIANFRANCO E LA OSTAR: LE SUE PAROLE ALLA VIGILIA DELLA SECONDA PARTECIPAZIONE - "Non è  mai stata una regata facile. Il Nord Atlantico è ostico: la nebbia, il ghiaccio, fa freddo e sei controvento. La farò per la terza volta e sicuramente questo sarà un vantaggio, perché almeno saprò dove andare, so cosa mi aspetta ed ovviamente sarò più preparato. La prima volta andai un po’ più alla cieca. E’ certamente un’impresa che desta l’interesse nel grande pubblico: la figura del solitario della vela, le tecniche di navigazione, la programmazione del sonno, la nutrizione, hanno sempre destato interesse e curiosità. E’ la figura del marinaio, che unisce alla tecnica il coraggio e l’ambizione di misurarsi con gli elementi, che attrae l’attenzione del grande pubblico. E’ il brivido sottile del lettore che, sicuro a terra, si identifica con l’uomo che combatte da solo la maestosità  e la forza degli elementi."

IL NAUFRAGIO DELLA OSTAR 2009 IN UNA NEWS ONLINE - Gianfranco Tortolani, il navigatore italiano impegnato nella Ostar è giunto a Newark negli Stati Uniti a bordo della porta container Maersk Missouri. Tortolani, impegnato con il suo Città di Salerno nella Ostar, regata transatlantica in solitario che si corre da Plymouth (GB) a Newport (USA), è stato recuperato al largo della nuova Scozia, circa 300 miglia a sud di Halifax. La sua imbarcazione si era infatti rovesciata nella notte tra sabato e domenica e aveva subito il disalberamento. Attivato immediatamente l’Epirb, il segnale di soccorso, erano scattate le ricerche che in breve tempo localizzavano il navigatore in difficoltà. Alle 16 UTC di domenica Gianfranco Tortolani è stato tratto in salvo a bordo della porta container Maersk Missouri mentre la sua barca Città di Salerno, un Adventure 30, è stata abbandonata alla deriva.

VIDEO OSTAR 2009: "STAMATTINA SI BALLA UN PO'"

 

GIANFRANCO TORTOLANI, ESTRATTO DALL'AUTOBIOGRAFIA - Ho iniziato la mia attività velica nel 1983. Attraversata Atlantica a bordo della Goletta “Croce del Sud”, Scia 50, con Federico Idi e Paolo Venanzangeli Canarie, Capoverde, Fortaleza (Brasile) Grandi e piccole Antille (4-mesi). 1984-1987- Campionati Invernali ed Italiani a bordo di Seminole III° di Paolo Venanzageli. 1988 - Campionato Invernale Golfo di Salerno, con il Comet 1050 Anita, Settimana velica di Capri (Trofeo Nastro Azzurro) con Antar Vigna ed Egon Vigna. Nel 1989 una navigazione Salerno-Mahon (Minorca), nel 1992 traversata Salerno-Gibilterra-Madeira-Salerno sempre col Comet 1050. Nel 1993 la egata Phoenicia cup Cagliari-Palermo-Tunisi-Palermo (Armatore Franco del Vecchio), nel 1994 la prima Roma x 2 Riva di Traiano – Lipari – Riva di Traiano (550 miglia) co-skipper su Solaris 47 di Angelo Ciciriello. Partecipazione ripetuta nel 1995, caratterizzata da una violenta burrasca che causa numerosi ritiri, mi rendo conto di poter partecipare a regate più impegnative ed in solitario, quindi, mi metto alla ricerca di una barca per partecipare alla Ostar del 1996.

A Ottobre del 1995 compro lo scafo un Adventure 30 che assemblo a Chiavari nel Cantiere di Uggè. A Chiavari durante la mia permanenza, conosco Franco Manzoli (Velscaf) unico Italiano ad aver vinto in assoluto una Ostar, che mi fornirà l’albero, sartiame, barre dei timoni ecc. Soldini, Malingri, Westermann. Nel 1996 500 miglia in solitario, Chiavari-Lipari-Salerno per qualificazione alla Europe 1 Star (Ostar) imbarcazione “Città di Salerno”. Trasferimento “Città di Salerno” ad Antibes, Cherbourg, Plymouth (UK) con l’aiuto di Enzo Lamberti, a Plymout finisco di preparare e mettere a punto la barca la notte prima della partenza, in compagnia di Anita, Gino e Margherita Petronella. L’Ostar del 1996 era, ancora, aperta a professionisti e non, e così ebbi il piacere di conoscere i più forti navigatori solitari inglesi e francesi.

Il 16 Giugno parte la Europe 1 Star (Ostar) Regata Transoceanica in solitario. Dal diario di bordo: ore 9, puntuali vengono a rimorchiarmi. Piove,sembra tutto irreale. E’ il momento di lasciare il Marina del Royal Western jacth Club of England. I battiti del cuore sono aumentati anche se i miei movimenti sono, volutamente, rallentati nel mollare le cime che ancora mi trattengono alla terra. Poi lentamente, Città di Salerno scivola sull’acqua, rimorchiata da un gommone (tra l’altro in quella regata ero senza motore, fu reso obbligatorio nel 2000), raggiunte le acque antistanti Plymouth ,sebbene protette, si ha già l’idea di quello che ci aspetta fuori, in Oceano. Ore 12.40 colpo di cannone siamo partiti. (RET per la rottura di un timone ed il rischio di rottura del 2° timone, a circa 1000 mg da Newport

Sempre nel 1996, navigazione di ritorno in Italia dai Banchi di Terranova a Flores (Azzorre) e poi Lagos (Portogallo) e Salerno, in solitario su “Città di Salerno”. Nel 1997 ancora la Roma x 2 Riva di Traiano (non manca praticamente mai). Tra il 1998 -2001 è armatore e skipper sul catamarano Anticia (Privilege 48) con base a Trinidad-Tobago, con escursioni in Venezuela (Puerto La Cruz, Los Roques, La Tortuga, Los Testigos, Isla de Margarita, ecc), Grenadine, S. Martin.

Nel 2000 trasferimento “Città di Salerno” ad Antibes, La Rochelle, Plymouth (UK) in solitario per la 2000 - Europe 1 Star (Ostar). Dal diario di bordo: 14 Giugno 9° giorno, SW 28 nodi. Stasera appuntamento telefonico con Salerno. Sembra che ci sia una grossa perturbazione in arrivo che ha già preso Soldini; Roberto Westermann si è ritirato. Procedo con tre mani alla randa e trinchetta, ho meno tela perché l’albero comincia a dare problemi, c’è un mare che è da vedere, velocità 8 nodi. E’ letteralmente scoppiata una sartia intermedia, dopo un bel salto ed un tonfo da spaccare le mascelle. Peccato, mi dicono, dal sito di Giovanni Soldini, sono secondo dietro a Tellarini, che sarà primo a Newport. Adesso farò scalo alle Azzorre? Non ci penso proprio, c’è vento buono forza 6/7. Mi arrampico a forza di braccia, sulla prima crocetta e dopo vari tentativi, esausto e dolorante, riesco a fare una sartia di fortuna, ma dopo qualche ora si rompe l’altra sartia intermedia e quindi sono costretto mio malgrado a fare rotta sulle Azzorre, per sostituire le sartie, per poi riprendere la navigazione verso Newport. (per il regolamento dell’epoca, pur essendo arrivato quinto a Newport, non sono stato classificato, avendo ricevuto aiuti dall’esterno). Un grazie a Vittorio Paravia.

2009, la terza volta alla Ostar, conclusasi, dopo 27 gg., con un naufragio, a circa 350 miglia dall’arrivo. Dopo solo dieci gg. dalla partenza l’attrezzatura non ha retto al ritmo che avevo imposto a Città di Salerno nell’ Atlantico del Nord, alle latitudini più alte, percorrevo circa 220 miglia nelle 24h, con punte di 18 nodi (gps), hanno ceduto i due piloti automatici, la trozza del boma, un ballast, ed entrava acqua dal passo d’uomo di prua e dalla mastra. A Salerno, Franco Benincasa del CVS, manteneva i contatti, telefonicamente, con me , e ne informava il Circolo, della posizione in gara e quant’altro, e Claudio Tringali, presidente, dell’associazione sportiva che mi ha sostenuto alla partecipazione della regata. Le lunghe ore passate al timone, nella nebbia, al freddo e sotto la pioggia hanno, certamente, condizionato questa regata che contavo di finire in 22 gg.

2017 - Se la salute mi assiste vorrei partecipare alla mia ultima Ostar. Cari saluti. Gianfranco Tortolani - Salerno 14 gennaio 2016

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