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Storia | Barche > Industria

04/02/2017 - 11:04

Un settore che non trova pace

La nautica si è rotta
e adesso che si fa?

Tracollo definitivo di ogni ipotesi di accordo tra le due associazioni di categoria Ucina Confindustria Nautica e Nautica Italiana, e il Ministero dello Sviluppo Economico, che per risposta annuncia che non darà più soldi al settore. Sfiducia completa, vendette personali, incapacità a mediare. La situazione è a un punto di non ritorno. A rischio il sistema Italia e la possibilità di un salone internazionale nel nostro paese. Di chi è la colpa? E su cosa litigano, di preciso? LA STORIA E I DUE COMUNICATI A CONFRONTO

 

Su cosa litigano, di preciso, Ucina Confindustria Nautica e Nautica Italiana? L'avete capito? E' difficile comprenderlo. Per la verità è difficile anche comprendere come si sia davvero arrivati - per un settore come la nautica italiana - ad avere due rappresentanze aziendali, quindi due referenti istituzionali. Ma adesso si è superato il limite, e vista dall'esterno la lite ha un che di grottesco.

Pensate cosa è successo: le due realtà (una storica, Ucina Confindustria, che esiste da quasi 60 anni e tra le altre cose organizza il salone nautico di Genova; e l'altra assai recente e più ridotta, teoricamente dedicata in particolare al segmento "alto" del comparto, tanto che flirta con il polo del lusso Altagamma) si sono ritrovate davanti all'on. Ivan Scalfarotto, sottosegretario del Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, a discutere su una presunta bozza di accordo. Presunta perchè nessuno l'ha vista o descritta nei dettagli. La discussione è andata male e l'accordo è saltato. Ovviamente con accuse reciproche.

Leggere i due comunicati stampa di Ucina e Nautica Italiana che ricostruiscono la vicenda dai rispettivi punti di vista, è disarmante. Ucina racconta di aver detto no all'accordo perchè Nautica Italiana sta promuovendo un evento fieristico a Viareggio concorrente con quello di Genova. Nautica Italiana accusa Ucina di "atto irresponsabile". Parole forti, ricostruzioni opinabili.

Anche il Ministero dello Sviluppo Economico non ci fa una bella figura. Il vulcanico e attivissimo Ministro Calenda, che la nautica la frequentava già da viceministro dei Trasporti, s'era fatto un punto d'onore nel voler a tutti i costi raggiungere l'accordo tra i due contendenti. E non c'è riuscito, anzi è stato l'ospite della rottura definitiva. Alla quale ha reagito mettendo tutti in castigo: non vi do più una lira, da adesso arrangiatevi da soli. Non propriamente un comportamento da istituzione superiore.

Difficile pensare che un quadro così deteriorato possa migliorare. L'unica speranza è che, toccato il fondo, chi ha più equilibrio lo metta in campo. Ci sono centinaia di aziende e migliaia di posti di lavoro che meritano più rispetto da rappresentanze e istituzioni. Noi stessi nel farvi leggere (qua sotto) i comunicati di Ucina e NI, non sappiamo orientarci. Certamente Ucina e Genova hanno dalla loro parte una provenienza storica, un salone che è stato il primo al mondo. Patrimonio dilapidato anche con errori a ripetizione. Ma la nuova associazione, sorta dalla diaspora di alcuni grandi cantieri e poi affidata a personaggi che erano in corsa per la stessa Ucina, non offre un progetto chiaro e realmente complementare, piuttosto è evidente la concorrenza, a cominciare dal'"idea" (?) di fare un altro salone. E la sfiducia tra le parti, persone prima che sigle, è apparentemente irrecuperabile.

 

IL COMUNICATO DI NAUTICA ITALIANA                                                                                            

Milano, 3 febbraio 2017NAUTICA ITALIANA (www.nauticaitaliana.net) - l'Associazione affiliata a Fondazione Altagamma che rappresenta l’eccellenza del Made in Italy nautico nei settori Industria, Servizi a Territori – ringrazia l’On. Scalfarotto per il suo impegno e stigmatizza la decisione di UCINA che, con atto irresponsabile e unilaterale, ha rifiutato la proposta del MISE, che il Sottosegretario ha formalmente proposto alle due associazioni nautiche nel corso dell’incontro del 1 febbraio a Milano.

Come dichiarato pubblicamente dall’On. Scalfarotto, UCINA ha volontariamente e unilateralmente deciso di rinunciare al finanziamento, già sicuro, per la manifestazione genovese di settembre 2017. Un atto incosciente che ha come fine evidente quello di negare la possibilità che lo stesso Ministero finanzi, in aggiunta, una nuova manifestazione nautica in Versilia, benché complementare e non concorrenziale per data, per target e per format. Ma non solo. UCINA si oppone oggi alla proposta del MISE di finanziare in modo più ampio un nuovo sistema di eventi nel Paese che moltiplichi le possibilità di business per tutte le aziende del settore.

UCINA – come dichiarato da On. Scalfarotto in un’intervista oggi al Secolo XIX - ha diffidato dell’onestà del Ministero, che da oltre 50 anni finanzia la manifestazione genovese contribuendo, sicuramente in passato, al suo successo nel mondo, e della sua capacità di verificare e valutare la non concorrenzialità dei due eventi. UCINA ha preferito sottrarre i fondi a tutto il settore, sprezzante della assoluta necessità per l’Italia di agire in una logica di “Sistema Paese” per far fronte alla concorrenza internazionale.

NAUTICA ITALIANA – che ha sempre cercato di portare avanti un dialogo costruttivo con l’obiettivo di fornire nuovi strumenti al comparto - considera la decisione della Presidenza di UCINA totalmente irragionevole e irresponsabile verso tutta la nautica italiana, che istituzionalmente avrebbe il dovere di rappresentare. E si chiede a questo punto se l’atteggiamento della Presidenza di UCINA non risulti coerente con interessi diversi da quelli del bene delle imprese nautiche italiane.

Con questo atto UCINA si è assunta coscientemente la responsabilità di danneggiare l’intero comparto italiano, e in particolare il territorio genovese, per anni punto di riferimento per la nautica mondiale. Territorio che NAUTICA ITALIANA ha sempre rispettato e che fin dall’inizio ha cercato di inserire in modo costruttivo nei propri progetti.

NAUTICA ITALIANA  - a cui aderiscono oggi oltre 80 aziende produttrici di imbarcazioni accessori e servizi, identificando l’intero comparto sia in termini di rappresentatività di fatturato che nei diversi settori – ribadisce ancora una volta la propria strategia, ovvero di creare e attivare nuove forme di espressione per il comparto produttivo nautico italiano, affinché possa consolidare e ri affermare con forza la sua leadership internazionale. In questo quadro, l’evento di Viareggio non è stato progettato per essere una copia di altri già esistenti, e così non sarà.

 

IL COMUNICATO DI UCINA CONFINDUSTRIA NAUTICA

UCINA CONFINDUSTRIA NAUTICA: SIAMO SEMPRE APERTI AL DIALOGO SUI SALONI MA CONTRARI A INIZIATIVE CHE DIVIDONO E DEPAUPERANO IL SISTEMA

L’unico accordo che c’era, redatto per iscritto, era sul tavolo del Sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico dallo scorso 30 novembre. I termini di questo accordo, ricordati e condivisi dallo stesso On. Scalfarotto in un’intervista pubblicata il 6 gennaio scorso al quotidiano nazionale che riporta oggi alcune sue dichiarazioni, erano chiari e lineari: sostenere due eventi complementari organizzati rispettivamente da UCINA Confindustria Nautica e da Nautica Italiana, "a condizione che non fossero in concorrenza tra loro” e che la nuova kermesse viareggina rispetto al Salone Nautico di Genova avesse “un target differente: solo barche in acqua e solo yacht oltre il 24 metri di lunghezza.”

Questo accordo non è stato sottoscritto da Nautica Italiana che, nonostante le dichiarazioni rese ancora in data 1 febbraio davanti al Sottosegretario Scalfarotto, ha intrapreso a cominciare dal Boot di Dusseldorf la promozione di una manifestazione che si sovrappone completamente al perimetro commerciale del Salone Nautico di Genova, rompendo di fatto le trattative in corso. La brochure e i moduli di adesione ai potenziali espositori che Nautica Italiana ha divulgato da fine gennaio dimostrano nei fatti la volontà di rivolgersi a tutti i settori merceologici e a tutte le unità da diporto dai dieci metri di lunghezza in su.

La realtà dei fatti è che, nel corso dell'incontro del 1 febbraio scorso, Ucina - Confindustria Nautica non ha accettato di avallare, senza alcun documento scritto, senza regole o garanzia alcuna, un contro-evento fotocopia del Salone Nautico di Genova.

“In una logica di sistema non bisogna dividere le risorse - ha commentato il Presidente di UCINA Carla Demaria - ll nostro Paese ha bisogno di progetti concreti e innovativi, non di copie di ciò che già esiste e funziona. In questo caso la concorrenza è distruttiva e depaupera l’intera filiera. UCINA, che rappresenta, promuove e difende tutta la filiera della nautica in Italia e all’estero, ha il dovere di tutelare il sistema e il Salone Nautico di Genova che da 56 anni lo rappresenta, in Italia e nel mondo. E bene fa UCINA a difenderlo. L'edizione 2017 si presenta in crescita. Le richieste raccolte dagli espositori italiani ed stranieri al nostro stand al Salone di Düsseldorf sono molto positive: presenza rafforzata degli espositori già presenti nel 2016 e cantieri esteri che saranno presenti per la prima volta”.

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SPUNTA LA TERZA VIA? - Nel complesso scacchiere che blocca la nautica nel paese, si introduce un elemento di novità: la Fiera di Genova. Non scherziamo, direte voi, un ente in liquidazione e pieno di debiti? Forse si. Perchè il procedimento per il varo della "nuova" Fiera di Genova è in dirittura d'arrivo, e il nuovo soggetto, ripulito dei debiti e forte di una esperienza sul campo innegabile, seppure annacquata in tempi recenti, potrebbe diventare una soluzione, una terza via appunto. Loro sono i primi a crederci e il 3 febbraio emettono questo comunicato: << Fiera di Genova ribadisce la propria disponibilità ad intraprendere un percorso di dialogo costruttivo con le Istituzioni e le Associazioni per trovare le soluzioni più idonee nell'interesse della città e del territorio e divenire pertanto l’interlocutore del Ministero dello Sviluppo Economico per la realizzazione del Salone di Genova 2017, consentendo in tal modo il ritorno di una manifestazione di rilevanza internazionale sotto la regia pubblica.>> Messaggio chiaro, che è giusto riportare a margine di questo articolo "pessimista" sugli sviluppi. La Fiera sta tornando e visto che trova un settore diviso come mai, si propone con un ruolo di riferimento. La politica a Genova conferma la volontà, andando oltre: la nuova Fiera può tornare a fare ciò che sa fare bene, eventi e saloni, e anche a mediare i rapporti con Ucina e Nautica Italiana. Se così fosse, Fiera potrebbe addirittura essere il destinatario dei fondi pubblici agli eventi di settore, che il Ministero dello Sviluppo Economico aveva in programma per la nautica e per il salone di Genova, ma che ha sospeso dopo il fallimento dell'ultimo vertice tra le due associazioni rivali.... La telenovela continua.