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Storia | Regata > Coppa America

20/07/2017 - 11:07

XXXVI America's Cup, forse nel 2021 ad Auckland. Scelte decisive ancora in bilico

I nuovi padroni della Coppa

Matteo de Nora e Patrizio Bertelli, Emirates Team New Zealand e Luna Rossa Challenge, detentore e primo sfidanrte alla Coppa America numero 36. Quella della svolta? Del ritorno al passato? Ecco come si muovono i due nuovi "padroni" del trofeo più antico della storia. Atteso prima dell'estate, il Protocollo (con tutte le regole, barche comprese) è stato rimandato a settembre. Perchè? Tutte le strade che può prendere la Coppa. E una certezza: finisce l'epoca dei team multinazionali

 

Da Peter Blake e Russell Coutts, da Ernesto Bertarellii e Russell Coutts, Ds Larry Ellison e Russell Coutts..., finalmente si volta pagina. I nuovi padroni dell'America's Cup, quelli che ne decideranno il futuro, sono Matteo de Nora e Patrizio Bertelli. Il ventennio di Russell Coutts è finito, e con esso le rivoluzioni e le vicissitudini della Coppa, trai tribunali ei multiscafi volanti. MDN e PBE sono i patron e le basi finanziatie di Emirates Team New Zealand, detentore e defender della Coppa America numero 36, e di Luna Rossa, challenger of record quale primo sfidante ufficiale con il Circolo della Vela Sicilia di Palermo. L'età media si alza un po', le visioni inevitabilmente cambiano. E con esse cambierà ancora anche il trofeo, proseguendo la sua storia incredibile. Ma in quale direzione?

PROTOCOLLO RIMANDATO A SETTEMBRE - Bocciato o quasi, comunque da rivedere. Era atteso per la fine di luglio, il nuovo Protocollo, il documento contenente tutte le regole base della prossima Coppa, la Bibbia per ogni team che abbia in mente di presentare una sfida. Date, tipo di barca e regolamento di stazza, scadenze, eventuali circuiti di qualificazione, sistemi di punteggio, calendario e durata, norme accessorie. De Nora e Bertelli hanno le idee chiare, ma hanno preferito far slittare a dopo l'estate la pubblicazione del Protocollo. Una decisione che può avere diverse motivazioni.

I due patron hanno un team al lavoro da tempo sulla Nuova Coppa. Ci sono dentro manager, velisti, Grant Dalton, Max Sirena (in bilico tra i due team, ma pronto a tornare sulla Luna), ci sono considerazoni legate all'appoggio del Governo della Nuova Zelanda, progettisti e designer. Le opzioni suil tavolo sono state molte, ma alla fine sul tappeto ne sono rimaste un paio. La tentazione di MDN e PBE è per un segnale forte di cambiamento, a cominciare dal tipo di imbarcazioni, con il ritorno a una classe monoscafo. Su questo aspetto entrambi si sono espressi più volte: "Le barche saranno ad alte prestazioni, la tecnologia va usata e non si può tornare indietro", significa che non vedremo gli scafi stretti e profondi dei vecchi Coppa America, ma monoscafi grandi e plananti, con tante vele e appendici assai variabili, dalle kanting ai foil al DSS e chi più ne ha più e metta.

Certo il ritorno a monoscafi con tante manovre, tanti velisti, tanta progettazione, farebbe lievitare i costi e allontanerebbe alcuni potenziali sfidanti. Questa considerazione non spaventa più di tanto i due "padroni" della Coppa. E' un trofeo per pochi, e tale deve restare, salvaguardando il suo sviluppo nel senso della professionalizzazione della vela, delle sponsorizzazioni, della comunicazione.

Tuttavia, come detto, il rinvio del Protocollo a settembre è di fatto uno slittamento delle decisioni sul tappeto. E una risalita delle quotazioni dell'altro scenario, che vedrebbe il mantenimento dei catamatani (tecnologia, progettazione e costruzione ormai familiari tra tutti i team del giro della Coppa, che in caso di ritorno al monoscafo andrebbe perduta), forse con qualche aggiustamento: no alla wingsail, troppo difficile da gestire e costosa, sostituita da una randa "normale", e maggiore libertà progettuale (gli ultimi AC50 erano quasi dei monotipi, con molte parti identiche da regolamento).

SI DECIDE SOTTO L'OMBRELLONE - Quindi una estate di fiuoco sull'asse Italia-Nuiova Zelanda, Palermo (o Montevarchi)-Auckland, alla ricerca della quadratura del cerchio. Grandi monoscafi tutti nuovi per pochi sfidanti, o catamarani open con foil e vele tradizionali per parecchi team? Senza considerare che la parte più sottile del Protocollo sta nelle pieghe delle regole, spesso postille nascoste che fanno la differenza, il più delle volte in favore del defender, complicando la vita agli sfidanti. Sarà così anche stavolta?

Matteo de Nora e Patrizio Bertelli non sono tipini teneri. Non pensano a una Coppa stile Grand Prix per far divertire i velisti o gli spettatori con regate "finte", ma vogliono soprattutto ridare all'America's Cup la sua anima, la sua eccellenza, il suo spirito. E il primo passo, la prima certezza, l'unico annuncio fatto con lo stesso comunicato stampa che annunciava il rinvio del Protocollo a settembre, va in questa direzione.

Qual è il documento che più di ogni altro descrive la Coppa, la definisce e la tutela, anche davanti ai Tribunali ordinari? Il Deed of Gift, l'atto di donazione al New York Yacht Club. Il DOG contiene tutto (salvo essere emendabile dai vari Protocolli), e uno dei suoi capisaldi è l'identificazione di ciascuna sfida con uno yacht club e con una nazione. I membri del team devono avere la nazionalità, la barca deve essere costruita nella nazione, e così via. Aspetto che nelle ultime edizioni (soprattutto a partire dal ribaltone di Alinghi nel 2003, al quale TNZ non seppe opporsi) si è perso.

LE NAZIONI PRIMA DI TUTTO - La Nuova Coppa di de Nora e Bertelli sarà tra nazioni, questo è sicuro (vedi ol comunicato qua sotto). Italiani contro kiwi, australiani contro svedesi, inglesi contro tutti. Un cambiamento per niente secondario, perchè tornerà a far contare nella Coppa il livello generale di un movimento velico, i talenti che è capace di generare e crescere, l'innovazione, la creatività, le capacità organizative. Non basterà il super budget che comprava i migliori sul mercato. La Coppa riparte da qui. E a settembre si saprà se correrà su scafi singoli o doppi. A Matteo de Nora e Patrizio Bertelli auguriamo una bella estate di pensieri positivi, di trovarsi d'accordo, e di svegliere per il meglio. Perchè dalla salute della Coppa America dipende quella di tutta la vela.

 

IL COMUNICATO CONGIUNTO DI ETNZ E LUNA ROSSA SULLA XXXVI AMERICA’S CUP

Il Royal New Zealand Yacht Squadron, Defender della 36^ America’s Cup, e il Circolo della Vela Sicilia, in qualità di Challenger of Record, insieme ai loro rispettivi team - Emirates Team New Zealand e Luna Rossa Challenge - comunicano che il Protocollo contenente i parametri della 36^ America’s Cup sarà pubblicato nel mese di settembre 2017.

Le date proposte per l’evento saranno ulteriormente dettagliate nel Protocollo, ma il Defender e il Challenger of Record stanno considerando la possibilità che il Match della 36^ America’s Cup e le regate di selezione dei challenger (Challenger Selection Series) che lo precedono si svolgano a Auckland (Nuova Zelanda) nei primi mesi del 2021, durante l’estate australe.

In riconoscimento della condizione fondamentale del Deed of Gift dell’America’s Cup secondo cui la Coppa deve essere una competizione amichevole tra paesi stranieri, il Protocollo conterrà norme di “costruzione nel paese di origine” per le imbarcazioni e di nazionalità per i membri degli equipaggi in regata.

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