SEGUICI ANCHE SU

Storia | Barche > Novità

28/10/2016 - 16:20

Barche con un senso

Equipaggio ridotto?
C'è il nuovo J-121

Il J-121 è un 40 piedi (12 metri) furbissimo: si manovra in poche persone, si va ovunque (anche in oceano), attrezzatura in carbonio, coperta e vele da IMOCA, interni completi, e un calendario di eventi della Classe 



Si pronuncia one-to-one, la nuova idea di casa J Boats, dove non si smette di studiare e trovare risposte alle domande dei velisti. Un 40 piedi in stile J (linee pulite ed essenziali, prestazioni, qualità nei materiali e nella costruzione, durata nel tempo), ma con un'idea precisa in testa: far correre regate tra le boe o d'altura (o perchè no, un perfetto day-sailing o brevi crociere) a un equipaggio ridotto, 5 persone o anche meno.
 
Insomma il nuovo J121 prova a ridefinire la barca a vela e le regate in chiave ricreativa, da condividere con pochi e fidati amici, ai quali non è richiesta particolare esperienza velica o prestanza fisica. Una barca con la quale concentrarsi su ciò che davvero conta: vivere la magia pura della vela.
 
Perchè un nuovo J di 40 piedi? Dal cantiere hanno questa visione, una vela che continua a crescere seguendo i cambiamenti demografici (l'innalzamento dell'età media), tecnologici e sociali, in un mondo sempre più attento a valori etici. Le nostre vite hanno ritmi sempre più elevati, quindi cresce il bisogno di momenti di fuga che siano senza ulteriori problemi o impegni. In barca per goderla subito, ricaricarsi l'anima, senza pensieri (come quello di dover trovare 10 persone di equipaggio...), e realizzando la crescente voglia di avventura e di natura.
 
Oggi che la tecnologia rende possibile portare una barca di 12 metri in poche persone, perchè non rendere questa chance di serie, in un one-design?
 
Così è nato J121, scafo dalle forme studiatissime, per eccellere in ogni andatura e in particolare al lasco, rig interamente in carbonio, water ballast per aggiungere, al bisogno, 400 chili extra sopravento (come 4 ragazzi robusti).

Il valore aggiunto sta poi nel piano di coperta e nel piano velico, razionalizzati al meglio pensando alla gestione da parte di un equipaggio ridotto all'osso (il cantiere parla di "5 persone o meno"), che riprende anche tecnologie prese a prestito da Vendée Globe o Volvo Ocean Race, a cominciare dai sistemi avvolgibili di ultimissima generazione. Unito al migliorato sistema di terzaruoli (double reef system) per avere tre diverse misure della randa, il risultato è una barca versatile e veloce, con poche vele che si adattano alle diverse condizioni meteo e andature.
 
Anche il pozzetto ergonomico è un punto di forza, prende spunto dal pluripremiato J111, ha uno spazio di manovra ampio e protetto con una doppia timoneria dotata di comandi che consentono al timoniere di restare alla ruota e avere tutti i controlli della randa sotto mano. Analoga semplicità per raggiungere le regolazioni del fiocco (eliminate le rotaie, come avviene sui recenti ocean-racer), mentre stando seduti in pozzetto si può persino regolare lo strallo idraulico da pannelli remoti. Lo stesso vale per la gestione dei ballast d'acqua, che avviene sempre dal pozzetto. I winch elettrici sono un optional e ammessi dalle regole di classe.

E com'è dentro una barca così? Siamo pur sempre su un J: interni luminosi, puliti, con una sensazione di spazio che non sempre si trova su barche da regata, offerti in due configurazioni di colore chiamate Herreshoff Classic e GP Racer. Prevista una confortevole sedia in una grande stazione di navigazione, una cucina a L,  e la doccia è sistemata all'estrema destra a poppa, ideale per le lunghe navigazioni offshore.

Conclusione: una barca per chi cerca prestazioni, equipaggio ridotto, versatilità, scarsa manutenzione, per andare ovunque, anche in oceano. In aggiunta il cantiere sta lavorando alla creazione della Classe e a un calendario di eventi in grado di attrarre velisti esperti e neofiti.

Commenti