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Storia | Regata > Vela Olimpica

17/05/2017 - 11:49

Visti da vicino

Dieci domande a
Silvia Zennaro

Scoprire da vicino chi sono i velisti azzurri delle classi olimpiche, sentire le loro storie, come li cambia questo sport e quali scelte si fanno per arrivare in alto. Oggi scopriamo Silvia Zennaro, laserista veneziana che ci ha rappresentato a Rio 2016

 

 

Ventisette anni, vela frequentata in famiglia, talento e passione che emergono, costanza e volontà di ferro sotto una velatura di timidezza, la veneziana Silvia Zennaro è una delle veliste italiane di maggiore rilievo degli ultimi anni.

E' stata campionessa nazionale sul giovanile Optimist, ha raggiunto il titolo mondiale sul singolo ex olimpico Europa, e nel 2016 ha conquistato il diritto di rappresentare l'Italia alle Olimpiadi di Rio 2016 nella classe Laser Radial, durissima e competitiva. Per scoprire da vicino chi è Silvia Zennaro, le abbiamo rivolto alcune domande.

 

Come hai scoperto e iniziato la vela come sport? La scuola vela, la barca di famiglia, quale circolo...

Silvia Zennaro - Ho scoperto la vela grazie a mio padre. Fin da quando avevo 2 anni mi portava già in barca, la prima regata assieme l'abbiamo fatta a 6 era una Lui e Lei a Venezia che abbiamo vinto, successivamente mi ha comprato un optimist, ho fatto un corso di scuola vela ed ho iniziato con la pre agonistica presso il Circolo Nautico Chioggia.

 

Il tuo primo allenatore e le prime sensazioni in barca

Silvia Zennaro - Inizialmente non mi piaceva moltissimo perché arrivavo sempre ultima e non ci capivo molto, poi man mano che prendevo feeling e diventavo più brava riuscivo a sentire tutte le sensazioni che mi trasmetteva la barca così da condurla il meglio possibile e così mi divertivo di più. Il mio primissimo allenatore è stato Massimo Zambonin, era buono e in seguito è stato anche un mio professore, mi ha dato le basi per cominciare.

 

Come sei arrivata alla scelta di continuare l’attività agonistica e quale è stato il ruolo della famiglia in questa decisione?

Silvia Zennaro - Dopo la pre-agonistica ho iniziato subito con l'agonismo. La mia famiglia da li ha iniziato a portarmi in giro a fare regate ed allenamenti, sempre di più e sempre più lontano... anche ora ogni tanto mi accompagnano! Diciamo che non si sono mai tirati indietro anzi hanno sempre ricercato ciò che fosse il meglio per me.

 

Cosa è la vela per te?

Silvia Zennaro - La vela è la mia passione, oltre che il mio lavoro oramai! Senza non riesco a stare, appena salgo su una barca inizio a ridere, sono felice, mi diverto e soprattutto mi sento libera! Mi sento in sintonia con il mare ed il vento e cerco di interpretarli.

 

Raccontaci quanto è dura fare una campagna olimpica, i mille condizionamenti sulla vita di tutti i giorni...

Silvia Zennaro - Una campagna olimpica è bella tosta. I miei quattro anni precedenti sono stati duri, caratterizzati da molti momenti critici in cui ho dovuto tirare fuori le unghie per non mollare e darmi da fare. Ho preso varie batoste e mi sono sempre rialzata con nuove esperienze e comunque più forte di prima. Mi ha cambiato molto, ha forgiato il mio carattere e mi ha resa veramente molto determinata. Ho fatto moltissimi sacrifici e la mia vita di tutti i giorni è stata fortemente condizionata, tutto era finalizzato a un unico obiettivo. Sono comunque riuscita a portare avanti gli studi e di questo sono contenta, ho ritagliato del tempo per riuscire a fare gli esami. Del resto, non mi è rimasto molto altro tempo per fare dell'altro.

 

E allora vediamola, la giornata-tipo del velista olimpico (dalla sveglia al momento di coricarsi)...

Silvia Zennaro - Prendiamo una giornata di raduno (d'inverno Silvia va spesso a Crotone dove ha stabilito un ottimo rapporti con il Club Velico e dove ci sono le condizioni giuste che non trova dalle sue parti, ndr): al mattino mi sveglio abbastanza presto, faccio colazione e dopo un'oretta faccio il primo allenamento, magari bici o corsa. Pranzo, uscita in barca di circa tre ore e alla sera un allenamento in palestra e stretching. Cena, chiacchierata con l'allenatore, un pezzetto di film e si va dormire, non troppo tardi perché a quel punto sono distrutta.

 

Diventa importante anche la gestione dell’alimentazione, proprio in relazione alla preparazione atletica e alle regate: come si mangia in un giorno di allenamento e in un giorno di regate?

Silvia Zennaro - L'alimentazione è molto importante perché per allenarsi a certi ritmi e fare le regate serve energia, quando sono a casa o abbiamo la possibilità di cucinare, sto molto attenta, seguo la dieta che mi è stata data ed è semplice. Quando siamo in trasferta, all'estero in albergo, diventa più difficile, cerco comunque di seguire degli schemi e di mangiare in maniera bilanciata, anche in base a come mi sento cerco di mangiare alcune cose piuttosto che altre.

 

Lo studio e le scelte di vita: come laurearsi inseguendo la seconda partecipazione olimpica…

Silvia Zennaro - Ho sempre cercato di fare gli esami nelle date in cui ero disponibile, la cosa più difficile era esserci quando c'era l'esame! Per il resto sono fortunata posso studiare anche 12 ore di fila ed ho una buona memoria quindi alla fine mi metto lì e studio, se riesco ripasso e vado a fare l'esame. ora mi mancano gli ultimi due esami e credo che sacrificherò la World Cup di quest'anno in Giappone perché coincide con il periodo della Laurea. Ho dovuto ritardare di un anno perché gli ultimi mesi prima di Rio sono stati molto stressanti... e poi volevo concertarmi al 100 % sulle olimpiadi!

 

La tua esperienza con il gruppo sportivo militare della Guardia di Finanza.

Silvia Zennaro - Sono entrata nelle Fiamme Gialle a Novembre 2015, diciamo che è stata la mia salvezza, perchè non sarei riuscita a continuare in questa campagna olimpica per il 2020. I miei genitori hanno fatto un notevole sforzo per portami fino a Rio, non avrei potuto approfittare ancora. Quindi oltre ad avermi dato una autonomia dal punto di vista economico, mi supportano nelle scelte che faccio e non mi fanno mancare nulla. Cercano sempre di aiutarmi e alla fine mi fanno sentire orgogliosa di far parte di questo gruppo. 

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