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21/05/2018 - 19:02

Vela olimpica ieri oggi e domani

Clamoroso: nuova
randa per Laser?

Secondo la newszine USA Sailing Illustrated, che fa capo all'informatissimo guru dello yachting, ex influencer dell'America's Cup Tom Ehman, sarebbe ormai in fase avanzata la sperimentazione di un nuovo rig per il singolo olimpico Laser, ispirato dal papà del 49er Julian Bethwaite. E spunta questa foto...

 

La newszine USA Sailing Illustrated, che fa capo all'informatissimo guru dello yachting, ex influencer dell'America's Cup Tom Ehman, riporta come scoop la notizia che sarebbe ormai in fase avanzata la sperimentazione di un nuovo rig per il singolo olimpico Laser. Non ri fa riferimento a quale dei vari Laser ci si riferisca, ma verisimilmente la novità, viste le prime immagini, dovrebbe riguardare almeno inizialmente il Laser Standard, la vela più grande.

Le recenti decisioni di World Sailing che "confermano" (retained) il Laser quale singolo olimpico, del resto non specificano con quale attrezzatura, e le modifiche al rig in corso d'opera non sono una novità nelle classi olimpiche, basti citare il caso più recente, quello dell'introduzione dei foil sul Nacra 17.

Così, secondo gli informati redattori americani, mentre il "retained" sarebbe lo scafo del Laser, al quale siamo tutti abituati (anche i nostri bicipiti femorali, ahimè), ciò non vale necessariamente per l'attrezzatura, che peraltro è assai semplice (è proprio questa la forza del Laser): albero, boma, randa inserita nell'albero, vang, cunningham, base e scotta con archetto.

Coinvolto nello studio della nuova attrezzatura Laser sarebbe addirittura Julian Bethwaite, australiano, designer del 49er e del FX, il quale aveva iniziato a lavorare per una società di Hong Kong (la Up Marine) per sviluppare un nuovo e moderno singolo entry-level. Quel progetto però è rimasto nel cassetto. Non così per il nuovo rig che quella barca prevedeva: albero in carbonio ultra flessibile e randa in mylar completamente steccata. Lo stesso Bethawaite avrebbe testato la nuova randa su un Laser.

Il costruttore australiano del Laser (PSA), è stato nello sviluppo del nuovo rig, nella considerazione che potesse essere una corretta evoluzione dello stesso Laser. Questo processo è iniziato oltre 3 anni fa. Poi tra il progettista e il cantiere non si chiuse l'accordo e anche questa strada si è fermata.

Ma non Julian, che ha proseguito a promuovere il suo progetto di nuova attrezzatura per il Laser, considerata una strada migliore rispetto a quella di inventare un singolo completamente nuovo. L'idea ha fatto il giro del mondo, è stata fatta vedere a molti, compreso Kim Andersen, l'attuale presidente World Sailing,che al tempo era "solo" presidente dell'Equipment Committee (quello che per l'appunto suggerisce le Classi da abbinare agli Eventi olimpici), che a quanto pare gradì parecchio il progetto. Qualcuno ha anche fatto una ricostruzione con Photoshop di quella che era l'impressione della nuova randa sul vecchio Laser (vedi foto da Sailing Illustrated).

Assumendo come sua l'idea della nuova attrezzatura Laser, e non riuscendo a trovare un accordo con il costruttore PSA, Bethwaite andò direttamente all'International Laser Class Association (ILCA), cercando di ottenere fondi per lo sviluppo e trovare un accordo sulle royalty future per ogni attrezzatura venduta, compreso il nuovo sistema del vang, dichiarando di avere registrato il brevetto.

In realtà il procedimento per il brevetto, tanto più a livello internazionale, è lungo e costoso, la richiesta di Julian sarebbe tuttora in corso e anche con qualche problema secondo quanto riferito. Adesso il progettista sarebbe a lavoro con il costruttore giapponese del Laser, Takao Otani, per sviluppare il progetto. Ci sarebbero dei prototipi, e una video promozione della novità in navigazione sarà forse presto disponibile.

Cosa accadrà? Sailing Illustrated si dice sicuro dell'accuratezza delle sue fonti. E riporta la notizia considerando il rischio che questo processo vada avanti, costringendo tutti gli utilizzatori di Laser, centinaia di migliaia in tutto il mondo, a un costoso upgrade per mantenere attuale lo scafo.

Dalla storia comunque emerge almeno un dato interessante e meritevole di approfondimento: visto che si parla tanto di monopolio costruttivo e di mancate licenze di costruire alcune classi olimpiche, e come noto è avviato un procedimento all'autorità Antitrust europea, e il Laser è tra le barche sotto osservazione, considerare che la barca è costruita in almeno tre paesi e continenti (USA, Australia, Giappone) sembra già un considerevole passo avanti. La telenovela, a quanto pare, è destinata a continuare.

Sezione ANSA: 
Saily - News

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