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Storia | Regata > International

02/12/2017 - 21:01

Oceano e misteri umani

Arriva il film sul
caso Crowhurst

Hollywood torna (ogni tanto, e con risultati molto opinabili) a occuparsi di vela. Tratto dal libro "Lo Strano caso di Donald Crowhurst, di Nicholas Tomalin e Ron Hall, il film (THE MERCY) ha come protagonista, nel ruolo controverso dello skipper inglese, il premio Oscar Colin Firth - GUARDA IL TRAILER E LA VERSIONE INTEGRALE DEL DOCUMENTARIO DEEP WATER

 

Della storia di Donald Crowhurst si parla dal 1968, e forse non si finirà mai. La storia di una vita, e del suo epilogo in oceano, sullo sfondo della prima regata intorno al mondo in solitario, la mitica Golden Globe, antesignana del Vendée Globe. La storia è rimasta in tutti i circoli velici, tra i navigatori e i velisti, come una vicenda enigmatica e magnetica, affascinante nella sua tragica fine, in qualche modo un riflesso di tutte le nostre fascinazioni e insicurezze.

Donald Crowhurst era uno dei nove partenti dell'inaugurale Golden Globe Race nel 1968, promosso dal quotidiano Sunday Times, insieme a nomi destinati a diventare leggenda: Bernard Moitessier, Robin Knox-Johnson, e Chay Blyth. Indebitato, stressato, sotto enormi pressioni e costretto a vincere, ma nello stesso tempo impreparato e senza esperienza di oceano, Crowhurst dopo la partenza non scese mai nell'Atlsntico del sud, restò nella zone dell'Equatore, facendo credere con dei messaggi di essere in testa, fino a impazzire, e infine arrivando al suicidio.

Non è la prima volta che il caso Crowhurst arriva sul grande schermo: nel 2006 un eccellente documentario intitolato Deep Water, raccontò la storia con immagini esclusive e interviste. E' una visione decisamente interessante e raccomandabile.

RIVEDI QUI PER INTERO IL DOCUMENTARIO DEEP WATER DEL 2006

Ora la storia, che conserva intatta tutta la sua forza e il suo mistero, diventa un film per le sale, con due attori premiati con le statuette dell'Academy Award: Colin Firth e Rachel Weisz, e un notevole regista come James Marsh. Date le premesse, è lecito attendersi con The Mercy (è il titolo) un bel filmone di mare, ma come spesso (troppo spesso) accaduto con pellicole sulla vela, la comunità dei velisti per prima è rimasta delusa o peggio ha contestato i risultati.

Un'accortezza forse è d'obbligo, in questo caso più che in altri (ricordate - uno su tutti - All is Lost con Robert Redford?) si dovrebbe evitare di andare al cinema e commentare le scene dagli innumerevoli possibili punti di vista tecnico-velici. All is Lost era un thriller che incuteva terrore psicologico, inutile andare a vederlo per belle scene di vela.

Allo stesso modo la storia di Donald Crowhurst è una vicenda innanzitutto umana, giocata sullo sfondo della prima regata intorno al mondo, in solitario e senza scalo, che all'epoca rappresentava un'impresa davvero estrema. Ben altra cosa dai tempi di oggi, con giovanotti che governano astronavi super elettroniche che girano il mondo in una quarantina di giorni.

Dunque prepariamoci a vedere il film senza troppe aspettative, anche se nel trailer (che potete vedere in questa pagina) il regista lascia appeso il navigatore in testa d'albero con cattivo tempo, e le onde che sballottano il trimarano inglese paiono troppo gigantesche e irreali. E puntiamo piuttosto a capire come il film descrive la storia personale e familiare, quella più generale sul coraggio, la passione, l'organizzazione, la costruzione delle barche, che sono dietro alla prima grande regata oceanica, anche dal punto di vista dei media (si scoprirà ad esempio come l'addetto stampa di Crowhurst ebbe forti responsabilità nella creazione progressiva del falso storico.

L'arrivo nelle sale in Italia non è ancora stato comunicato, si sa che è già uscito da poco in Portogallo, a metà dicembre toccherà all'Olanda, a febbraio all'Australia, in marzo a Francia, Polonia, Germania e Nuova Zelanda.

IL TRAILER UFFICIALE DEL FILM THE MERCY

LA PRIMA CRITICA CINEMATOGRAFICA E' POSITIVA: LEGGILA QUI

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